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In acqua col burkini, alla Costoli non si può, Amato chiede una circolare Breaking news, Politica

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Firenze – Un episodio sgradevole ma anche sconcertante: a informare il consiglio comunale di Firenze la capogruppo del gruppo misto, appartenente a Potere al Popolo, Miriam Amato, e l’episodio, cui la consigliera ha assistito personalmente, è quello accaduto sabato alla piscina Costoli, dove un donna araba, che era in acqua col suo bambino, è stata fatta uscire dal personale della piscina perché indossava il burkini.

“Chiedo all’assessore allo sport Vannucci di inviare una circolare alle piscine comunali per garantire il diritto alla balneazione delle donne con il burkini, perché è inaccettabile quello che è accaduto sabato alla Costoli” dice Amato, nel corso della comunicazione in Consiglio Comunale.

Ed ecco il racconto:  “Sabato scorso alla piscina Costoli una donna araba con indosso il burkini, costume arabo intero dello stesso materiale di qualsiasi costume da bagno, solo semplicemente più coprente, è stata invitata dal bagnino a lasciare la piscina dei bambini, mentre faceva il bagno col suo figlioletto di neanche 1 anno. È stata una scena spiacevole – aggiunge amareggiata Amato – e umiliante per la donna, che ha iniziato a giustificarsi di fronte a bambini increduli, spiegando che si trattava solo di un costume”.

“Ero presente e mi sono avvicinata al bagnino per chiedere spiegazioni – racconta la consigliera – che ho ottenuto solo dopo che ho specificato il mio ruolo istituzionale, chiedendo che la donna venisse rispettata, e a quel punto il bagnino si è giustificato, dicendo di aver ricevuto quest’ordine, ma è stato poi smentito da altri suoi colleghi che hanno negano di aver avuto simili indicazioni”.

“Lungi da me di prendermela contro il bagnino – continua la consigliera Amato – probabilmente non si era mai trovato davanti un burkini: chiedo però all’assessore allo sport di inviare una circolare alle piscine comunali, per informare che il burkini è un costume e come tale consente la balneazione alle donne che lo portano” insiste Amato.

Già nell’estate 2009 alcuni sindaci dell’Italia settentrionale ed esponenti della Lega Nord emisero una serie di ordinanze per vietare l’uso di questo costume nelle piscine comunali, per “mantenere la pubblica decenza e serenità degli altri bagnanti, specialmente dei bambini”, e in molti casi le sanzioni comminate furono successivamente annullate dall’autorità giudiziaria. “Nelle piscine comunali non possono e non devono accadere più episodi simili a quello di sabato scorso alla Costoli”, conclude Amato.

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