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Lista Bonino-Tabacci: “Prenderemo il 3% e sarà un bene per tutti” Breaking news, Politica

tabacci della vedova

Firenze – Si respira aria d’Europa fin da subito, nell’attesa della presentazione dei candidati della lista Più Europa con Emma Bonino-Centro democratico a Firenze, al Caffè delle Murate, stamattina.

E’ Marco Perduca, fiorentino, eletto nel 2008 al Senato nelle liste del Pd in quota radicali, a dare il via all’appuntamento, segnalando la presenza dei due  leader, Benedetto Della Vedova e Bruno Tabacci, oltre a Mina Welby, anche lei candidata in Toscana. Poi si fa avanti tutta la squadra. Partendo dal Senato, Giulia Simi,  Paolo Casalini, per la Camera Alessandra Bencini, Gianfranco Chellini, Annamaria Busia. E proprio Perduca mette sul tavolo l’argomento forte, quello che dà il nome alla lista e che ha attivato il “collegamento” con Centro democratico di Tabacci.

Dunque, Europa. Europa “operazione verità”, si potrebbe anche dire. Infatti, Perduca sottolinea come l’Europa sia diventata il capro espiatorio di tutto il malessere della popolazione occidentale, oggetto, in particolare nel nostro Paese, delle imputazioni peggiori e delle accuse di  burocratismo più inutile. “Tutto questo – dice – fa parte del rumore che cancella la politica”. Parla anche del ruolo della lista, Perduca. E ricorda l’evento che il Pd ha voluto dedicare agli Stati Uniti d’Europa, la grande battaglia di Emma Bonino. Un’Europa tuttavia con cui bisogna saper stare al passo e mettersi sinergia, dove il “Più” serve da stimolo per più diritti, più opportunità, più innovazione. “Comunque vadano le elezioni – conclude Perduca – ricordiamo che il nostro gruppo mette insieme tradizione radicale, cattolico-liberale ma anche liste civiche, che si sono fatte promotrici di leggi di proposta popolare”.

Ricordando l’esenzione dalla raccolta firme grazie alla lista di Tabacci, Della Vedova torna sull’Europa. “Occorre parlare dei fatti e non della percezione dei fatti”, precisa. “In Italia per i diritti civili e politici occorre ancora lottare, come per lo spazio sui media”, dice, prevedendo che le ultime tre settimane di campagna elettorale saranno feroci.

“L’Unione europea rappresenta il nostro passato migliore e il nostro futuro migliore – continua Della Vedova – mentre noi lasciavamo in mano la discussione a quelli che ne fanno la caricatura, ora dobbiamo essere capaci di parlarne, spiegarne i lati migliori. Il futuro dell’Italia si gioca in Europa, più forte è l’Europa, più lo è l’Italia”. D’altro canto, è il principio, declinato ovviamente per la Francia, dichiarato da Macron. Su questo tema si è aperta, secondo l’analisi di Della Vedova, la frattura politica del panorama italiano, sulla scorta della “salvinizzazione” che è intervenuta ain forza Italia, dove Berlusconi “segue a ruota” il leader del Carroccio. Tant’è vero, ricorda il parlamentare radicale, che in questa corsa alla salvinizzazione, Berlusconi ha dichiarato di volere “l’abolizione delle unioni civili”. Dunque, pur con le differenze che “ci separano dal Pd”, continua della Vedova,  “siamo schierati dall’altra parte e grazie alla convergenza con Tabacci ci è stato consentito di apparentarci. Siamo la vera novità, la nostra è una proposta nuova, che si pone diametralmente in opposizione a chi dice no agli stranieri, sì ai dazi, no all’unione europea”.

Sui dazi in particolare e sulla proposta leghista di rimetterli in vigore, Della Vedova ironizza: “Aumentare la crescita per il nostro Paese significa spingere le cose che vanno meglio, e ora ciò che funziona meglio è l’export. Salvini propone i dazi. non il singolo dazio, su cui esiste una regolamentazione e accordi europei. Si tratta dei dazi in generale. dunque, lui pensa che si potrebbe continuare a esportare pur non facendo importare. E questo è senz’altro ciò che Calenda  ha definito fesseria. Lo è. Noi ci opponiamo con rigore liberale, democratico e radicale”.

Non si defila neppure sulla questione delle “presunte” preoccupazioni che sembrerebbero attanagliare il Pd per quanto riguarda i segnali favorevoli di buon risultato che sembrerebbero arridere  alla lista Bonino-Tabacci.  “E’ sicuramente una fake news – conclude Della Vedova – perché se andiamo bene noi si va bene tutti. Ho idea che a 20 giorni di distanza dalle elezioni, abbiamo rinunciato a vincere. Noi no. Voglio un governo liberale riformatore con Emma Bonino. Europeista, liberale e riformatore”.

E che il trait d’union fra i due gruppi e le due tradizioni sia proprio l’Europa, lo conferma Bruno Tabacci, leader di Centro democratico, che motiva l’adesione “a questa operazione” proprio “pensando al tema dell’Europa”. “La differenza la fa l’Europa – dice – tra un anno si terranno le elezioni del Parlamento europeo. Si voterà la “destra”, la “sinistra” o fra chi sta con e chi sta contro l’Europa? Macron immagina che il prossimo anno ci sarà una lista transnazionale. Per gli starti nazionali  l’Europa rimane l’unica speranza, altrimenti si va verso l’irrilevanza, a cominciare da quella demografica. Al prossimo G20, 500milioni di europei ci saranno, con gli stati nazionali no. Bisogna fare attenzione anche al riemergere di idee che hanno insanguinato il nostro continente. L’europa è una chance, non ce n’è un’altra. Da sottolineare un paradosso: proprio là dove c’erano i muri, ora si richiedono muri”.

Per quanto riguarda le forze politiche che vogliono uscire dall’Europa e mettere indietro le lancette della storia, Tabacci è durissimo: “Non pagare i debiti contratti, tornare alla lira, sono punti impossibili, sciocchezze”. E dunque, i nodi dei sistemi bancari, dei debiti pubblici dei singoli paesi, che comunque se contenuti possono determinare le ragioni dello sviluppo, sono tutti nodi con cui gli italiani dovranno prima o poi fare i conti. Per quanto riguarda la campagna elettorale, “è una girandola di grandi promesse, un festival delle bugie”.

Infine, per quanto riguarda il Movimento 5 stelle, le loro difficoltà per quanto riguarda rendiconti e cessione di parte dello stipendio dei parlamentari pentastellati, in somma i guai del giorno,  Tabacci dice: “Se la professionalità serve per il barbiere, non deve servire per la politica? … si può pensare di potere improvvisare,  non è così, fare politica significa riuscire a comporre gli interessi particolari con quello generale. La politica non si fa col blog, onestà onestà va bene, ma è una precondizione”.

“Di Maio non è De Gasperi – conclude – un programma politico non si può fare con wikipedia. Invece di risolvere i problemi, si complicano”.

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