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Pd: una campagna a misura della nuova legge elettorale Politica

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Prato - Nella sala affrescata di Palazzo Banci Bonamici a Prato, l’associazione di cultura e politica Adesso Prato ha promosso un’ iniziativa aperta alla cittadinanza su “La nuova legge elettorale. Istruzioni per l’uso“, con il costituzionalista Carlo Fusaro, il segretario del partito democratico pratese Gabriele Bosi, moderati da Rudy Russo, introdotti dal giornalista Ciro Becchimanzi.

Ad un anno esatto dalla data del 4 dicembre, quando la vittoria dei “no”al referendum bocciò non solo la riforma costituzionale voluta dall’allora premier Matteo Renzi, ma portò anche alle  sue conseguenti dimissioni da Palazzo Chigi, già si discute delle prossime elezioni con la  nuova legge elettorale “Rosato-Fiano”n’165/2017, che gli addetti ai lavori prevedono in primavera, (i sondaggisti sono già all’opera).

In apertura portando le parole del segretario Matteo Renzi, Becchimanzi  ha affermato che “non è la nostra legge elettorale ma  è quella su cui si è trovato un ampio accordo in tempi ristretti ed è quella che in qualche modo tende a produrre qualche effetto politico”. ” Una cosa deve essere chiara – così il costituzionalista Carlo Fusaro  – che quel progetto per cui i cittadini con il proprio voto decidevano il rappresentante o i rappresentanti, stabilivano da chi essere governati, quale presidente  del Consiglio, quale programma e quale forza politica a cui affidarsi, ha subito uno stop quel 4 di dicembre.”

Se in Italia avesse vinto il “sí” al referendum, secondo il professore Fusaro, essa avrebbe potuto indicare agli altri Paesi europei che hanno governi parlamentari come la Spagna, l’Inghilterra, la Germania e che ora soffrono perché  le coalizioni tra i partiti non garantiscono più quella stabilità di governo, un modello politico da seguire come ad esempio quello francese.

Anche perché allo stato attuale il nostro panorama politico è caratterizzato soprattutto da tre forze in campo di cui una ha apertamente manifestato di non volersi alleare con le altre e di voler procedere da sola.  Ne consegue, sempre secondo da quanto espresso dal costituzionalista, che l’unico modo per dare al Paese un governo stabile, sarebbe stato ricorrere al ballottaggio.

Sappiamo però che la Corte Costituzionale – dice Fusaro -  con una sentenza emessa a gennaio 2017, aveva bocciato il ballottaggio come previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore alla Camera e aveva modificato il meccanismo delle pluricandidature, mantenendo il premio di maggioranza, che garantiva il 55 per cento dei seggi alla lista che raggiungeva la soglia del 40 per cento.

La Corte aveva anche mantenuto il meccanismo dei capilista bloccati, trasformando l’Italicum in una legge proporzionale corretta da un ampio premio di maggioranza e l’aveva resa immediatamente applicabile. Ne conseguiva che  l’Italia aveva ufficialmente in vigore due leggi elettorali, una per la Camera e una per il Senato, che erano entrambe il frutto di interventi della Corte Costituzionale su leggi precedentemente approvate dal Parlamento.

“Di fronte a questo stato di cose – conclude Fusaro – il partito democratico ha fatto propria l’esigenza di fare ordine e si è assunto la responsabilità di mettere mano a una riforma elettorale che prende il nome dal suo Capogruppo Rosato e da Fiano responsabile nazionale PD con delega alle Riforme. Siamo consapevoli che questa non è la legge ottimale, ma essa rappresenta un consistente progresso rispetto alla situazione nella quale eravamo finiti.”

“Con questa legge elettorale, sai chi mandi in parlamento – ha affermato a fine dibattito Bosi  – dunque un passo avanti rispetto al passato. Un anno fa la maggioranza degli elettori ha bocciato la riforma costituzionale, un progetto che, avrebbe migliorato le nostre istituzioni”.

Abbiamo invece una nuova legge elettorale, frutto di un compromesso tra le forze parlamentari e che ha recepito le principali indicazioni emerse dai teorici del “No” come Zagrebelski, ovvero impianto proporzionale, niente premio di maggioranza e probabilmente nessun vincitore la sera stessa del voto ma solo dopo le trattative in Parlamento e, se nessuno avrà una maggioranza espressa direttamente dagli elettori, purtroppo si griderà all’inciucio”.

“Da oggi – conclude Bosi – lavoreremo su tre obiettivi: una forte campagna elettorale affinché il partito democratico possa uscire vincente ed essere un punto di riferimento per dar vita a una coalizione che diventi forza di governo; candidature forti e rappresentative del territorio;  massima visibilità al nuovo sistema elettorale, nel modo migliore e ampio possibile.”
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