Renzi a Pistoia: “Dalla città perduta comincia la rimonta del Pd” | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany
blog words
Il blog di Francesco Colonna
America

Renzi a Pistoia: “Dalla città perduta comincia la rimonta del Pd” Politica

matteo-renzi-14_-_Copia.jpg

Pistoia - “Più che un incontro politico con il Segretario del Pd pare quasi uno show..” così echeggia tra la folla da qualcuno dei presenti. Effettivamente, seguendo il tour #Avanti, tocca dare ragione a quei presenti, perché oggi più di ieri, è un Renzi dalla battuta pronta e spiccata, anche diretta a riaffermare la propria leadership, ad essere sul palco delle varie feste Pd. Lo abbiamo conosciuto così, in fondo, sin da quando rivestiva i panni di Presidente della Provincia di Firenze, in poi. Spiccato spirito fiorentino e capacità di chiudere concetti in poche battute. 

I ricordi sul palco si alternano, aiutati dal giornalista che comunque non affonda mai , e si tiene sulla linea di stretta osservanza professionale, vanno da Silvio Berlusconi, rammentando che gli dava del dittatore e gli offriva il suo sostegno, alle varie polemiche che lo hanno accompagnato nei suoi mille giorni di governo. Matteo Renzi anche durante la serata a Santomato ( Pt) ha ricordato nuovamente la storia dell’aereo personale: 

«Sui social ai tempi spopolava la bufala dell’Air Force Renzi, un velivolo comprato dal Governo per miei scopi personali. Il velivolo c’è, ma sono l’unico che non ci è mai salito…», ha precisato. Ha ripercorso, come in ogni appuntamento che ormai ha raggiunto numeri importanti di presenze, le tappe dei suoi viaggi parlando di sua figlia Ester, a bordo dell’aereo per il Giappone, che vedendo le due Coree ( di cui una al buio perché in regime dittatoriale) ed ha paura di ciò che dicono del suo babbo, che sia il nuovo dittatore in Italia, suscitando come sempre risate e scroscio di applausi dal pubblico.

Il libro dal titolo ben chiaro, “Avanti”, in effetti segna l’inizio della campagna elettorale per le prossime politiche, ed il ribadire, seppur con un incedere plateale fatto di ironia e battutine da buon “fiorentino”, sicuramente alleggerisce la scena politica alquanto ( invece) preoccupante. Specie nel territorio pistoiese dove sono stati persi ben tre Comuni. 

E Pistoia ( ed anche i tanti pistoiesi accorsi) probabilmente aspettava con curiosità e necessità una sua dichiarazione, una riflessione seria sulla questione della sc0nfitta elettorale, che si è ben guardato dal fare, se non un timido “Faremo come a Prato, tra cinque anni la riprenderemo”. “Slogan, l’ennesimo” qualcuno dice, uscendo un po’ deluso. In effetti sarebbe stato importante calcare più la mano su questo argomento che ha toccato e tocca l’intera comunità. Ad esempio, conoscere ” come” il Pd intenderà parlare alla città e con “quali” nuove facce, forse necessaria e catartica la scelta, lo possa fare.

Perché cinque anni possono anche essere tanti ma la gente non scorda che quella candidatura non è stata digerita da molti, nonostante le alzate di mano in assemblea comunale, da chi per coerenza si è messo da parte e lo ha comunque appoggiato obtorto collo, “perché il partito si segue sempre”, da chi con coraggio è uscito dal partito e si è presentato con una lista civica ottenendo un buon risultato e da chi, magari in silenzio oppure dichiarandolo con lealtà, comunque non lo ha votato. Oppure non si è proprio presentato alle urne. 

L’astensione è stata notevole, e la dice lunga su quanto i cittadini si siano allontanati dalle scelte politiche. Tra il pubblico qualche piccola accusa, botta e risposta dal palco, a cui Renzi risponde puntuale. 

Sulle varie questioni che riguardano l’Italia, consiglia di consultare il sito dell’Istat, che parla chiaro. Poi, in inglese, ricorda Benigni che di fronte ad Obama, lo definì ( anche lui??) un “terribile dittatore” . Ha scongiurato l’aumento dell’Iva dicendo che nonostante ” noi avessimo fatto un monte di cose, ancora i soldi alla gente non arrivano”. 

Matteo Renzi dall’uscita del suo libro ha iniziato a girare per l’Italia come una trottola. L’obiettivo è chiaro, lo aveva detto: tornare tra la gente, il «suo» popolo, cercare di dare una smossa alla base del Pd, quella un po’ stanca e delusa, da sempre messa da parte, ed anche cercare di “tastare il polso” per capire se ancora così forte come un tempo il suo valore politico. Non nasconde il suo entusiasmo, l’altra notte, dopo aver salutato i volontari di Santomato, e verso le due ha scritto sulla sua pagina Facebook: «E poi torni a casa, stanco ma pieno dell’entusiasmo che hai ricevuto. Oggi Pistoia, Fucecchio, Certaldo. Centinaia di persone che ti chiedono di andare avanti. E che si mettono in gioco con te. Quello delle persone che partecipano alle presentazioni è un mondo totalmente diverso da ciò che i giornali spesso narrano. È gente entusiasta e tenace che ha tanta voglia di futuro. Sono fortunato ad avervi come compagni di viaggio. Grazie».

Nei Comuni nei quali il Pd ha perso oppure non regna, cerca di dare il messaggio di recupero e riconquista. Anche a Livorno ha detto” Tra due anni non si può pensare di non riprenderci la città”, che sappiamo governare dai 5 Stelle. Parla anche, infine, della delicata vicenda Consip: «Ora c’è un’indagine per depistaggio, su quello che è, se provato, un atto eversivo. Sappiano che io non mollo di un millimetro, la verità su questa vicenda deve venire fuori. Una cosa è certa: se sono arrivati a fabbricare prove false vuol dire che facciamo davvero paura». E aggiunge: ” se la posizione di mio padre verrà archiviata, chi lo ripagherà per l’ondata di fango di queste settimane?».

L’intento comunque è di tornare  a far confluire sul Pd i 13 milioni di voti di chi aveva detto sì al referendum costituzionale. Renzi afferma che sarà cosa «non facile, ma è il nostro obiettivo” Sente già aria di debacle? Al giornalista, Renzi ricorda che il Pd oggi viene stimato al 28%, e date le enormi presenze a questi appuntamenti pare convinto possa solo aumentare. Pare non essere dello stesso entusiasmo il ministro Dario Franceschini che giorni fa gli aveva consigliato di leggere il libro “Cent’anni di solitudine”.

Renzi fa sapere di non voler cadere nelle provocazioni: ” ho girato l’Italia e non mi sembra di essere solo” controbatte ” C’è sempre tanta gente che viene ad ascoltarmi, se questa è solitudine, viva la solitudine.” Aria di tempesta tra i Dem? Così non parrebbe, date le presenze affettuose dei dirigenti massimi locali, da Caterina Bini, parlamentare, Massimo Baldi, Marco Niccolai, entrambi consiglieri regionali, Federica Fratoni, assessore regionale, ed i consiglieri comunali eletti e non, pronti e schierati al suo fianco.

Il Segretario è arrivato a Santomato dopo le 22.30, veniva da Fucecchio, circa mille persone stimate dalla sicurezza, lo aspettavano da almeno due ore, sedute davanti il palco della Festa de L’unità, che pare debba essere l’ultima tappa del tour toscano di presentazione del suo libro. Dopo il piccolo e breve accenno alla ” debacle” pistoiese, nella sua visita non prevista in primis dal suo calendario, ma molto gradita come sorpresa, del tema-Pistoia ha invece fatto un altro accenno, diciamo pure doveroso ed importante, quello sulla realtà industriale della città: Hitachi ( ex Breda).

Ricordiamo che durante il suo mandato da Presidente del Consiglio ha fatto visita alla azienda ed anche all’epoca sottolineò l’importanza della vendita della Breda. “Grazie ai pistoiesi” ha detto e poi, rivolgendosi ai lavoratori molti dei quali erano presenti sotto al palco, ha aggiunto  ” perché oggi festeggiamo un’azienda che ha futuro e questo non sarebbe stato possibile senza la qualità dei lavoratori pistoiesi “. Ovviamente lo scroscio di applausi non è mancato. Adesso magari sarebbe il tempo del riconoscimento del danno da Amianto che sappiamo bene aver causato numerose vittime, ed ancora oggi è alta la paura per molti colleghi operai.

Il leader del Pd indubbiamente ha dimostrato comunque, e nuovamente, semmai ci fosse stata necessità, la sua capacità di affabulazione, del saper stare in mezzo alla gente, magari più come un conduttore che un politico, ma ormai lui ci ha abituato così, riuscendo persino a trasformare anche le domande con note contrarie, in occasione per un sorriso. A moderare la serata il giornalista del Tgr Toscana Jacopo Cecconi, un’ oretta circa la durata condita come sempre con battute, siparietti col pubblico e ricordi personali. 

Ha invitato anche a fare un applauso a Gentiloni “ perché io so cosa si prova a governare con un coltello alla schiena”. E poi, a conclusione di serata, finalmente un deciso intento politico : ” Io voglio un partito con meccanismi nuovi e una bella militanza. Credo nei partiti. La casa mia è il Pd e io non me ne vado da casa mia”.

Lo stavano aspettando in fondo alla scaletta per ricondurlo a casa, ma non è scappato via, è sceso dal palco e si è fermato, seduto su un tavolinetto posto dall’organizzazione per firmare decine e decine di libri.

Poi è stato il turno dei selfie di rito, del viaggio in mezzo ai volontari della Festa che ogni anno dedicano tempo e fatica alla causa, che lo avevano aspettato a lungo. Ed è stato con loro il brindisi conclusivo della serata, con l’auspicio che Santomato, grazie alla forza, l’impegno politico da sempre, ed alla serietà di tutti ma in particolare della segretaria Mila Bartoletti, ed i tenaci organizzatori Marco Giacomelli, Riccardo Michelozzi e Stefano Bindini, oggi soddisfatti di aver avuto questo grande e meritato riconoscimento, possano servire da traino ed esempio per molti. 

Print Friendly


Translate »