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Renzi alla festa dell’Unità, “Hanno fatto la guerra al Matteo sbagliato” Breaking news, Politica

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Firenze - Ne ha per tutti Matteo Renzi, ex-premier, ex segretario del Pd, ex sindaco di Firenze ma di certo non ex politico. Anzi, ben intenzionato a non lasciare la politica. Nessuna rottamazione pervenuta , dunque, per Renzi, che galvanizza il pubblico numeroso accorso per vederlo al Festival dell’Unità della Toscana con le sue affermazioni. In maniche di camicia, lancia messaggi chiari: intanto, con Nardella per la prossima sfida alla poltrona di primo cittadino di Firenze: ‘Di nuovo sindaco di Firenze? Io no, Nardella di sicuro” dice, ai margini della festa, dove, prima di salire sul palco, ha fatto un giro degli stand. Poi, sul palco, ecco che tuona contro il governo, dal ministro Toninelli, cui dà del bugiardo,  “La mail di Aiscat risale a gennaio 2018″ e Toninelli “è un bugiardo. E un ministro bugiardo si deve dimettere”, al premier Conte, “Chi è l’avvocato di Aiscat? Giuseppe Conte. Conte non è l’avvocato del popolo, ma l’avvocato delle concessionarie autostradali”. Parla anche di incapacità “totale” dei 5 Stelle, ricordando la politica tentennate sui vaccini, attacca sull’Ilva, e per quanto riguarda Salvini dice: “La Lega la conosciamo”. Riferendosi poi al caso dei migranti cui è stato impedito di scendere dalla nave, il “caso Diciotti”, dice che Salvini e il governo “non hanno bloccato l’immigrazione ma hanno bloccato 150 eritrei. Li hanno chiusi nel porto di Catania. Si dice che facendo così Salvini abbiamo preso consenso tra la gente più del previsto. Io dico che se per il consenso si deve chiudere a chiave 150 persone e non farle scendere in porto, preferisco perdere un voto che perdere la faccia. La politica è un’altra cosa”.

Ma l’attacco totale dell’ex premier investe anche fronti più vicini. Dopo aver detto che “questa cosa dei vaccini è fuori dalla grazia di Dio”, prosegue “poi c’è qualcuno che diceva che dovevamo fare l’accordo con M5s”. Non solo. “A forza di fare la guerra in casa abbiamo permesso agli altri di vincere. Hanno fatto la guerra al Matteo sbagliato”. Insomma, nessuno sconto a nessuno. Ma Renzi non desiste, anzi, lancia un programma di massima per  suoi prossimi mesi: “Andrò nelle scuole, in tv, pensano di essersi liberati di me, ma hanno sbagliato”. In conclusione, campagna elettorale pro Nardella, on tanto di richiesta al partito di “smetterla con le polemiche interne  e lavorare tutti insieme perché nel maggio 2019 Dario Nardella vinca”.

Foto: Luca Grillandini

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