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Il blog di Francesco Colonna
Voltagabbana

Scuola di leadership nell’Italia “confusa e incerta” del dopo-referendum Politica

Nardella Cheli

Firenze – Un’Italia debole e insicura è quella che trovano davanti a sé i giovani che puntano a una carriera politico- istituzionale. E’ la situazione che si è venuta a creare dopo il fallimento del referendum istituzionale: “un punto di svolta essenziale” che lascia dietro di sé “grande incertezza sul futuro e su quello che può accadere”.

E’ questo il tema centrale intorno al quale ruota l’impianto della XII edizione dell’Eunomiamaster, il corso organizzato dall’omonima associazione destinato ai giovani talenti provenienti dalle istituzioni, dal mondo dell’impresa, dagli enti locali, dai partiti e dai sindacati. Pur essendo interpartitico e trasversale il master è l’unica esperienza in Italia che offre formazione per le future classi dirigenti.

Dal 10 febbraio all’8 aprile 38 giovani selezionati fra i cento candidati che hanno fatto domanda, parteciperanno alle lezioni che si svolgono alla villa Morghen di Settignano con la partecipazione dei più qualificati esperti: costituzionalisti come Michele Ainis e Giuliano Amato; giuristi come Enzo Cannizzaro e Stefano Ceccanti; politici come Vannino Chiti e Anna Finocchiaro e tanti altri.

Oltre che del dopo referendum, il corso proporrà riflessioni sulle politiche locali dell’energia e dell’ambiente, “perché non ci sia un distacco dalla vita reale”. come ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, co-fondatore di Eunomia che insieme al presidente il costituzionalista Enzo Cheli e al  presidente del Comitato scientifico Leonardo Morlino ha presentato il corso del 2017.

Ma l’argomento principale per chi si appresta ad assumere incarichi di responsabilità nella cosa pubblica resta un’Italia sospesa e impaurita dopo il voto referendario. Certo – ha detto Morlino – “la vittoria del no era scontata se si considera che non ci sono casi nel mondo di trasformazione del modello costituzionale della dimensione di quella proposta dalla riforma del governo Renzi”.

La confusione e l’incertezza nella quale viviamo dipendono principalmente “dall’indebolimento enorme delle strutture intermedie, i partiti, i gruppi di interesse e i movimento sociali”. Sono dunque le modalità di trent’anni fa quando si raggiungevano “accordi neocorporativi” fra i cosiddetti “veto-powers”, i poteri di veto, e i processi decisionali erano chiari ed efficaci”.

Nardella ha messo in luce come la situazione italiana si inquadra in un’Europa altrettanto incerta e che affronta tornate elettorali cruciali in Francia, Germania e molto probabilmente anche in Italia: “alla fine di quest’anno l’Europa potrebbe essere radicalmente diversa”. Ecco quindi la necessità di ridefinire e di rafforzare la qualità delle élite delle classi dirigenti”.

Foto: Dario Nardella ed Enzo Cheli

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