Segreteria PD, Bosi: “Accolto l’appello all’unità, nuovo modello per la Toscana” | StampToscana
after festival reggio emilia
logo stamptoscana
badzar
after festival reggio emilia
badzar

Segreteria PD, Bosi: “Accolto l’appello all’unità, nuovo modello per la Toscana” Politica

bosi3

Prato - Tutto è chiaro nelle candidature per la segreteria regionale del Partito democratico: dopo  il ritiro dell’ex parlamentare Federico Gelli, sono quelle dell’europarlamentare Simona Bonafè, e del piombinese Valerio Fabiani della corrente orlandiana.

Ne parliamo con il segretario provinciale del partito democratico pratese Gabriele Bosi:  “Sono due buoni candidati – dice – Fabiani è stato segretario di Federazione del Partito democratico a Piombino e dunque è una persona che ha esperienza di partito; Bonafè è un’europarlamentare competente che si è fatta portavoce nel Parlamento europeo di una legge sull’economia circolare molto avvertita a Prato e quindi conosce molto bene i temi del nostro distretto. Sono due candidati con le qualità giuste per poter avviare un dibattito all’altezza del Congresso regionale.”
All’inizio si era fatto avanti per la leadership del partito democratico l’ex deputato Federico Gelli, che si è ritirato manifestando apertamente, poi, il suo appoggio alla collega Bonafè. Come avete vissuto questa staffetta all’interno del partito?
“Per quanto mi riguarda, bene. Federico Gelli è molto conosciuto per essersi dedicato soprattutto ai temi della sanità e del terzo settore. Ho appreso della sua candidatura, poi abbiamo visto tutti quanti che alla fine c’è stato un incontro che ha portato ad un accordo tra lui e la Bonafè, con il suo ritiro. Direi che il nome di Simona Bonafè ha avuto quindi la capacità di rappresentare una sintesi all’interno della maggioranza del partito toscano. Mi sembra un fatto positivo, non solo perché ha permesso di razionalizzare le candidature, ma anche perché credo che possa essere una buona proposta per il Pd. Diciamo che è stato raccolto l’appello all’unità tra i due, come auspicato da più parti.”
Fabiani in una recente intervista ha detto “dobbiamo chiedere scusa al nostro popolo e ripartire”. Queste sono state anche le parole espresse ultimamente da Zingaretti che si è candidato, per ora è il solo, a segretario nazionale. Non le sembra che circolino troppe scuse da parte dei dirigenti del partito democratico?
“Abbiamo subito numerose sconfitte e quindi abbiamo fatto degli errori, ma non vorrei che questo “chiedere scusa” fosse una sorta di scorciatoia per evitare una riflessione più complessa. Noi abbiamo bisogno, prima ancora di chiedere scusa, di ripensare un modello di governo per questa regione, confrontandoci sulle scelte fatte finora ma soprattutto concentrandoci sulle priorità da portare avanti nei prossimi anni. Penso a temi ancora aperti come le infrastrutture, la gestione dei rifiuti e dei servizi pubblici locali.

Non solo. Fino a qualche anno fa la Toscana aveva dei parametri di sviluppo e coesione sociale tra i più alti se paragonati alle altre regioni italiane, ma l’ultimo rapporto Irpet ci dice che la crescita in questi anni è avvenuta in modo diseguale, quindi sono aumentate le diseguaglianze, e che per il secondo  anno consecutivo la Toscana non presenta più indicatori superiori rispetto al resto del Paese. Quindi questo Congresso dovrebbe servire non solo per eleggere un segretario ma anche per approfondire i temi che intendiamo portare avanti per una Regione che avanzi ancora di più da un punto di vista economico e sociale”.

Sulla Bonafè come pensa sia visto dagli elettori , in caso di vittoria, il doppio incarico?
“Dario Parrini, il precedente Segretario regionale, era anche parlamentare. Non c’è assolutamente incompatibilità di cariche e poi immagino che in caso di vittoria Simona vorrà dotarsi di una squadra che l’accompagni in un lavoro che potrà svolgere con impegno e serietà.”
Ci spiega come mai  il 14 ottobre per l’elezione a segretario regionale ci saranno  le primarie aperte a tutto l’elettorato della regione? Non crede che siano maturi i tempi per un nuovo regolamento circa le  elezioni dei rappresentanti locali di partito? 
“L’apertura ai non iscritti per eleggere il segretario regionale è prevista dallo Statuto del nostro partito, che fin dalla sua nascita si è dato l’obiettivo di essere una comunità costituita non solo da iscritti ma anche da elettori, chiamati a esprimersi ad esempio su una carica come quella del Segretario nazionale in quanto è anche candidato premier alle elezioni politiche. Nel caso del Segretario regionale, non essendo candidato in automatico alla Presidenza della Regione, io sarei favorevole ad aprire una riflessione sulla modifica dello Statuto, come del resto venne proposto da una Commissione di studio che ha lavorato durante la segreteria Renzi.
Penso comunque che quando si fanno le primarie sia sempre un bel momento di partecipazione democratica, perché si rinnova un rapporto non solo con i militanti ma potenzialmente con tutti gli elettori, in una scelta e in un dibattito che è importante perché interessa il futuro della nostra regione. Le primarie se ben gestite possono essere una buona occasione di dialogo e mobilitazione, a differenza di quanto avviene con le oscure votazioni on line sulla piattaforma della Casaleggio e associati.”
Veniamo ora ai fatti di casa nostra. Nel 2019 ci saranno a Prato  le elezioni amministrative e il sindaco Matteo Biffoni ha detto che è pronto a scendere in campo  ma la scelta non dipende solo da lui.Dunque ancora una candidatura ufficiosa ma non ufficiale. 
“Matteo ha detto chiaramente di essere a disposizione, ma di voler anche verificare che sul suo nome ci sia un consenso che scaturisca da una riflessione non solo nel Pd ma anche nelle altre forze politiche che vorranno partecipare alla futura coalizione. Per quanto mi riguarda ho già detto in più occasioni che il Pd pratese sostiene il secondo mandato di Biffoni con convinzione: c’è stata infatti un’ampia condivisione sul percorso fatto dall’Amministrazione in questi anni. Penso anche che questa Giunta abbia messo in campo durante il suo mandato una vera e propria visione complessiva di città, impostando progetti importanti (penso all’interramento della declassata o al parco urbano dell’ex ospedale) che necessitano di un altro mandato per essere completati. E’ importante quindi proseguire questo lavoro già iniziato, perché è in gioco il futuro del nostro territorio. Interrompere questo percorso vorrebbe dire fare un passo indietro per lo sviluppo di Prato. La candidatura di Matteo Biffoni è quella più naturale e penso che sarà ufficializzata a breve.”
Riguardo,invece alla candidatura a segretario nazionale di Nicola Zingaretti cosa pensa  del giudizio favorevole degli esponenti politici locali, il consigliere comunale Rocchi,e la regionale Bugetti?

“Nicola Zingaretti ha dimostrato di essere un amministratore capace e ha vinto le ultime elezioni regionali in una tornata elettorale molto difficile per noi. Dunque è più che legittima la sua candidatura, come anche il fatto che possa riscuotere consensi nel gruppo dirigente e nella base. Però il Congresso nazionale non si terrà domani, ma nel 2019, prima o dopo le europee. Mi pare quindi ancora presto per discutere di nomi; mancano altre candidature e mi pare che Zingaretti debba ancora presentare un progetto complessivo, sia per il partito, che per l’Italia. Prima delle candidature e delle personalità rifletterei bene sul lavoro di opposizione da fare e sul pensiero che vogliamo contrapporre in alternativa a quello espresso dal Governo attuale. Mi sembra più urgente”
In foto Gabriele Bosi segretario provinciale del Pd  di Prato
Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento


Translate »