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Toscana, mappa delle incognite del dopo voto Politica

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Toscana rinnovata dalle prossime elezioni? Le premesse ci sono. Innanzitutto, la ricaduta di alcune vicende di interesse nazionale: da un lato, l'affaire Mps con lo strascico di veleni che sembra colpire indifferentemente centrodestra e centrosinistra, provocando perlomeno una spinta poderosa verso una discontinuità di cui finora si sono recepiti solo gli annunci; dall'altro, la ricca messe di vicende giudiziarie che, al di là del Monte dei Paschi, hanno colpito la regione anche per quanto riguarda opere "epocali" come la Tav, cantieri chiusi e lavoratori in mobilità. In secondo luogo, la mutazione politica, velocissima peraltro, che ha coinvolto il paese e la Toscana in questi ultimi mesi." Rivoluzioni" che vengono da lontato, ma che hanno prodotto onde montanti il cui effetto sarà difficile definire se non dopo il passaggio dalle urne: il Pd, ad esempio, che alla conferma di primo partito in Toscana dovrà unire una forte dose di rinnovamento, non foss'altro per la presenza della pattuglia renziana fra i "nuovi" che andranno in Parlamento. Non solo: la fenata della Regione sotto i colpi della crisi che minaccia persino il modello toscano del "welfare" potrebbe incentivare il ricambio. Del resto, nell'area della sinistra sarà necessario fare i conti con il fronte della Federazione della sinistra, i cui partiti sono confluiti nella Rivoluzione Civile di Ingroia. Un'opposizione di sinistra a sinistra, insomma, ma che in Toscana registra forze appartenenti alla maggioranza, ad esempio regionale. Ma se a sinistra gli assestamenti nazionali andranno a smuovere un panorama che sembrava finora inamovibile, nel centrodestra si prospettano rivoluzioni ancora più tangibili. Difficile che l'autogol, come lui stesso l'ha definito, di Oscar Giannino possa motivare i suoi elettori a "mollare" la lista. Una lista che potrebbe contribuire a levare ancora voti a un centrodestra furioso, che si dibatte fra uno scandalo Mps non ancora ben chiarito e uno, passato, già chiuso ma non per questo dimenticato, visto che siamo alla chiusura delle indagini, quello del Credito cooperativo fiorentino.

Non solo. In Toscana la vicenda Mps si sta trasformando in una sorta di resa dei conti trasversale. L'emergere delle profonde faglie che si sono agitate in questi anni sotto il pelo dell'acqua all'interno degli schieramenti maggiori, fanno presagire nuovi assetti, sull'onda del voto ormai prossimo. Interessanti in questo ambito le dichiarazioni di alcuni "pentiti" del Pdl, in particolare il coordinatore regionale di Fli Angelo Pollina e in misura più pacata il senatore ex-Pdl Paolo Amato. Ma non è da meno il centrosinistra: dai fratelli Monaci a Ceccuzzi, la trama dei gruppi di potere all'interno del maggior partito del centrosinistra emergono con virluenza e anche evidenza. Difficile prevedere gli aggiustamenti finali.

Infine, la variabile Grillo. Apparentemente, la Toscana sembra regione refrattaria al fascino del Movimento 5Stelle, il quale però, per sua natura, è difficilmente "misurabile". Cosa potrebbe raccogliere? Il voto dei delusi, quelli della protesta dura e pura, quelli che, al di là di destra e sinistra, sono accomunati dallo slogan: "tutti a casa". "Adesso basta, tutti a casa". Fascino certo primoridale, ma che è già echeggiato nella penisola, magari sotto la veste di "Roma ladrona". E che, già a quei tempi, il frutto in qualche modo lo ha portato. Resta da vedere se la Toscana, refrattaria per cultura e tradizione ai primi, non pensi di avere buone ragioni, invece, per premiare i secondi.

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