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Tramvia, Sinistra: “Parte del Pd lancia il confronto e poi si squaglia” Breaking news, Politica

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Firenze - Il punto è anche politico, oltre che di ordine tecnico e urbanistico. Non solo: coinvolge anche problematiche di sosteniblità, sicurezza e s’aggancia persino all’idea di “città storica” che si vuole “costruire”. Il dibattito, lanciato da alcuni esponenti del Pd a livello di stampa cittadina, viene ripreso con forza dalla sinistra del consiglio comunale fiorentino e dei quartieri (FrS e Sinistra Italiana), che mette i puntini sulle i. Innanzitutto, per quanto riguarda la “coerenza politica” di alcuni esponenti piddini, fra cui non solo chi ha riproposto il confronto sulla scelta, ma anche chi ha sottoscritto quantomrno la necessità di un dibattito. Un tema che chiama fatalmente in causa le forze interne del maggior partito cittadino, come spiega Tommaso Grassi, capogruppo in consiglio comunale di FrS, presentando alla stampa il problema, in Palazzo Vecchio. E’ innegabile infatti, secondo il capogruppo, che nel Pd convivano, anche per quanto riguarda scelte di ordine urbanistico e indirizzi strettamento fiorentini, almeno due impostazioni, legate, a seconda dell’approccio, almeno a due anime: da un lato, il gruppo che si riconosce nei “fans” di Elisa Simoni, dall’altro i “nardelliani” di stretta osservanza. Anche se, conclude Grassi, “alla fine tutti vengono ricondotti a unità”.

La questione che riguarda le modalità di attraversamento della città infatti, avrebbe prodotto una situazione “politica” paradossale: proprio coloro infatti che hanno scatenato il dibattito affermando di essere a favore della passaggio della tramvia in piazza Duomo, di fronte all’odg collegato alla delibera di bilancio presentato nei quartieri dai consiglieri di sinistra, al momento del voto si sono astenuti “nel migliore dei casi”, mentre negli altri casi non erano in “aula” al momento del voto. “Riproporremo l’odg anche in consiglio comunale  - dice Grassi – e vedremo cosa succederà”. L’aspettativa è in particolare rivolta a quei consiglieri del Pd che avrebbero sottoscritto un documento in cui si esprimono a favore del passaggio da piazza Duomo, “su cui  - dice Grassi - confidiamo per un voto a favore dell’ordine del giorno”.

Se questa è la temperie politica, le ragioni espresse dai consiglieri di quartiere e comunali della sinistra sono molteplici, partendo dalla considerazione che, se la pedonalizzazione del centro (“ormai è un fatto consolidato, e possiamo tracciare un bilancio”), mette in luce risultati positivi (il fatto ad esempio che un centro pedonalizzato è indubbiamente più “bello”), dall’altro ha fatto scaturire criticità nei confronti della sua vivibilità. Da ciò si arriva rapidamente al dubbio:  rendere sempre più difficoltoso l’accesso di tutti i cittadini al centro storico non va forse senso di un centro sempre più museizzato, con un innegabile rischio di “effetto Venezia” anche per la città toscana? …

Perciò, dicono i rappresentanti di Frs-Sinistra Italiana, “far passare la tramvia dal Duomo, attraversando il centro, potrebbe quantomeno ridurre questa tendenza”. L’ipotesi del sottoattraversamento, poi, secondo FrS, non solo non risolverebbe il problema vista la macchinosità che comporterebbe, ma potrebbe risultare anche tecnicamente improponibile: “Le rampe di accesso – spiega Grassi – comportano almeno 200-300 metri di lunghezza a cielo aperto. Dove le si vorrebbe scavare? In via de’ Cerretani? In via Valfonda? …”. Oltre a questo, il sottoattraversamento comporterebbe, spiegano ancora i consiglieri di Firenze Riparte a Sinistra – Sinistra Italiana, uno spreco enorme di denaro pubblico per un’opera “inutile, con tempi di accesso completamente fuori scala, oltre che potenzialmente rischiosa per il centro e i tesori che custodisce”.

“Noiconcludono i consiglieri di Firenze Riparte a Sinistra – Sinistra Italiana – continueremo ad impegnarci per portare il tram in centro, per ricucire lo strappo fra la città e il suo centro storico: lo faremo presentando atti a tutti i livelli istituzionali, dai quartieri al comune, riportando il dibattito nell’agenda fiorentina; lo faremo in città, cercando di favorire, insieme a tutte le realtà che vorranno lottare con noi, la formazione di un fronte cittadino per ribadire la volontà di non lasciare il centro senza tramvia”.

Senza dimenticare, come “pensierino” finale, che “ci sono quasi quaranta milioni di euro che rischiamo di perdere, se l’amministrazione continua a menare il can per l’aia su questo punto – ricordano i consiglieri della sinistra cittadina- c’è una scadenza, e se non si decide, quei soldi semplicemente li perderemo”.  

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