Chariots of Fire (1981), Vangelis | StampToscana
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Il blog di Francesco Colonna
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Chariots of Fire (1981), Vangelis Rubriche

vangelis https://www.youtube.com/watch?v=TYJzcUvS_NU

La festa di inizio estate, o Festa del Cancelliere (Kanzlerfest) è un appuntamento fisso  per la comunità politico – diplomatico – giornalistica di Berlino. Nel 1982, questa volta  a Bonn  perché la riunificazione della Germania doveva ancora aspettare sette anni, a organizzarla fu Helmut Schmidt inquilino di un brutto edificio moderno sulle rive del Reno.  A Schmidt quella festa non portò tanta fortuna, perché nel settembre dello stesso anno dovette anticipatamente lasciare la poltrona a beneficio di Helmut Kohl , ma chi vi partecipò non potrà dimenticare una specie di grande costruzione meccanico – spaziale che emetteva luci stroboscopiche colorate, mentre i grandi amplificatori sparavano a tutto volume Chariots of Fire, celeberrima colonna sonora del film Momenti di Gloria di  Hugh Hudson.

Difficile trovare una musica altrettanto enfatica e celebrativa, ma è sicuramente la più adatta per sottolineare, impegno, forza, eroismo, abnegazione etc.  Sarebbe stato un accompagnamento ideale per celebrare i vincitori dei giochi Pitici od Olimpici, subito prima la lettura di un’ode di Pindaro. Attenzione, queste non sono farneticazioni gratuite,  perché l’autore di Chariots of Fire si chiama Evanghelo O. Papathanassiou, in arte Vangelis, nato a Volos in Grecia nel 1943. Quel  brano e quel film fecero di lui uno dei più famosi e richiesti compositori di musiche di occasione, siano esse colonne sonore o imponenti manifestazioni sportive. Chariots of Fire vinse l’Oscar del 1981 e l’anno dopo Vangelis compose le musiche per un altro film di culto, Blade Runner di Ridley Scott, tra i pochissimi che si vanno a rivedere per la trentesima volta come se fosse la prima.  Per avere un’idea della sua cifra compositiva cercate “The Best of Vangelis” (2004) che contiene le sue più belle opere da film.

Facciamo un passo indietro e scopriremo che, quando si chiamava Papathanassiou, un giovane Vangelis creativo e ribelle, era andato nella Parigi sessantottina insieme a due amici ( Demis Roussos e Lucas Sideras) con i quali ad Atene aveva formato un gruppo rock.  La loro meta in effetti sarebbe dovuta essere Londra, ma i tre rimasero bloccati a Parigi sconvolta dai moti di maggio e decisero di tentare la scalata al successo all’ombra della torre Eiffel. Ci riuscirono al secondo colpo quando, con il nome Aphoridte’s Child,  i tre pubblicarono Rain & Tears, un astuto arrangiamento rock – melodico del celeberrimo Canone settecentesco di Johan Pachelbel . Un pezzo che ha furoreggiato per anni nelle discoteche e nelle festicciole dei teens.  I tre riescono a mantenere i primi posti delle hit parade con It’s Five O’Clock e Spring, Summer, Winter and Fall, fino a che – destino ricorrente quando si incontrano/scontrano creatività e personalità forti – nel 1970 si separarono. Due anni dopo riapparvero con un concept postumo, 666, dove spiccava Kouloris, primo brano del nuovo corso di Vangelis.

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