Martedì 22 Maggio, 2012 - 14:37 da Emanuele Marcheselli
L’assessore regionale al Diritto alla salute, Daniela Scaramuccia: «Stiamo investendo in questo settore risorse consistenti, anche in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando».
Firenze -
L’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze è una delle eccellenze italiane in ambito pediatrico. Negli ultimi anni, anche grazie ai contributi che arrivano dai cittadini, il livello delle prestazioni della struttura sanitaria per bambini è molto migliorato. Al Meyer, infatti, si tratta una così elevata varietà di casi pediatrici come in nessun altro ospedale per bambini d’Italia. Il numero dei ricoveri aumenta ogni anno, ma i tempi degli stessi diminuiscono. Segno, questo, che la qualità dei servizi offerti è migliorata. Migliorata anche grazie alla ricerca. «Come Regione Toscana – ha dichiarato l’assessore regionale al Diritto alla salute, Daniela Scaramuccia – consideriamo la ricerca e l’innovazione strumenti essenziali per la crescita del sistema sanitario regionale. Per questo stiamo investendo in questo settore risorse consistenti, anche in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando. Investire in ricerca significa migliorare lo stato di salute della popolazione, e anche creare le condizioni per una sanità che sia sempre più motore dello sviluppo». L’assessore regionale, assieme al rettore dell’Università di Firenze, Alberto Tesi, al preside della Facoltà di Medicina dell’Ateneo Fiorentino, Gian Franco Gensini, ed al direttore generale dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, Tommaso Langiano, è intervenuta ieri, 21 maggio, alla proclamazione dei tre vincitori del premio “Anna Meyer” per i migliori ricercatori con meno di 40 anni della Fondazione dell’ospedale pediatrico fiorentino. Un comitato internazionale presieduto dal professor Lorenzo Moretta e composto da soli membri esterni al Meyer ha assegnato a Davide Mei il primo premio (5.000 euro) per uno studio che ha permesso l’individuazione di un difetto genetico dell’encefalopatia epilettica ad esordio precoce. Il secondo premio (3.000 euro) è andato invece a Giancarlo Lamarca, autore di un lavoro di ricerca che ha portato a definire un nuovo metodo basato su di una tecnica sicura ed a basso costo per lo screening neonatale di SCID dovute a deficit di ADA. Il terzo premio (2.000 euro) è andato infine ad Eleonora Gambineri per aver offerto all’ospedale pediatrico fiorentino originali contributi sui disordini genetici con disregolazione immunitaria.
Foto: http://www.ioeilmiobambino.it
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