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Prevenzione, la consapevolezza che salva la vita in 12 regole auree Breaking news, STAMP - Salute

do.tt Marco Rosselli del Turco

Firenze - Il mese di Marzo è il mese della Donna. E alla Donna sono dedicate numerose iniziative di carattere sociale e culturale. Ma anche sanitario. Rete Pas, ad esempio, per favorire la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce, dedica l’intero mese di Marzo alla prevenzione delle patologie tipicamente femminili. Rete Pas, 7 sedi ambulatoriali, oltre 200 professionisti sanitari, prestazioni in tutte le discipline cliniche, diagnostiche e riabilitative, consulenze mediche specialistiche e riabilitazione, è il primo sistema di assistenza ambulatoriale diagnostica nato in Toscana, ad opera delle Pubbliche Assistenze: Humanitas Scandicci, Humanitas Firenze (Quartiere 4, Isolotto), Croce Azzurra Pontassieve, Pubblica Assistenza Campi Bisenzio.

Marco Rosselli del Turco, medico di Rete Pas, specializzato in Radiologia Diagnostica e in Oncologia, è esperto nella cura delle malattie al seno. A lui abbiamo rivolto alcune domande.

D: La situazione della prevenzione a livello di consapevolezza sociale è cresciuta negli ultimi anni? Avete qualche dato che confermi una maggiore consapevolezza delle persone circa l’importanza della prevenzione?

“Alcune informazioni a livello nazionale si hanno dallo studio Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) dell’Istituto Superiore di Sanità, che esegue, tramite interviste ad ampi campioni della popolazione, un monitoraggio sullo stato di salute della popolazione adulta italiana. Purtroppo i risultati non sono così incoraggianti: ad esempio dal 2008 al 2013 non si è registrata una diminuzione significativa della proporzione di soggetti adulti che fanno una vita sedentaria (circa 30%), né una diminuzione del sovrappeso (31%), né dell’ipertensione (20%) che sono  importanti fattori di rischio. Solo per quanto riguarda l’abitudine al fumo si registra una lieve diminuzione e si osserva una abitudine inferiore nelle donne (23%) rispetto agli uomini (33%)”.

D: Solitamente si pensa che siano le donne le più sensibili alla necessità della prevenzione. E’ un luogo comune oppure un dato reale?

“Certamente le donne sono più partecipi ai controlli di prevenzione secondaria per la diagnosi di tumori, ma al tempo stesso fanno una vita più sedentaria, anche se quando intervistate appaiono più consapevoli sull’importanza di condurre stili di vita più salutari”.

D: Quali sono le probabilità di sopravvivenza rispetto alla malattia, se si scopre in anticipo la patologia? quali sono le patologie per cui è più importante una diagnosi precoce? Nel novero, che posto hanno le “malattie femminili”, in particolare il cancro alla mammella?

“I maggiori successi della prevenzione si sono ottenuti per le malattie vascolari e per alcune forme tumorali. L’identificazione di fattori di rischio cardiovascolare come il fumo, l’ipertensione, l’obesità, le dislipidemie e il diabete e la cura di questi fattori hanno ridotto significativamente il rischio di mortalità. Per quanto riguarda le forme tumorali ancora poco si è fatto per la prevenzione primaria, ma si sono ottenuti importanti successi con la diagnosi precoce, associata anche a un significativo miglioramento delle cure. In particolare per i tumori della mammella siamo passati da valori di sopravvivenza intorno al 50% negli anni ‘70 (che purtroppo si registrano ancora oggi in alcuni Paesi più disagiati ad esempio nell’est europeo) a oltre il 90% dei nostri giorni.

Ricordiamoci anche il successo ottenuto per i tumori del collo dell’utero la cui incidenza si è notevolmente ridotta grazie alla possibilità che oggi abbiamo di identificare la infezione da virus HPV, che ne è la causa, o lesioni pre-cancerose”.

 D: Quanti nuovi casi all’anno di cancro alla mammella e al collo dell’utero ci sono in Toscana?

“I dati vengono forniti dal Registro Tumori della Regione Toscana presso l’ISPO:  nel 2010 sono stati stimati 4096 nuovi casi di tumori alla mammella (si calcola che in Toscana 1 donna su 10 si ammala di tumore al seno nell’arco della vita) e solo 176 nuovi casi di tumore al collo dell’utero, grazie alla vasta campagna di prevenzione in corso”.

 D: Quando si parla di “prevenzione” cosa s’intende? Controlli, stile di vita, alimentazione… ?

“A questo proposito citiamo il Codice Europeo contro il cancro, un’iniziativa della Commissione Europea che vuole informare le persone sui corretti stili di vita da adottare, ci dà i suoi 12 suggerimenti, 12 comportamenti da adottare per ridurre il rischio di sviluppare un tumore. Se tutti seguissero queste regole, il 30% dei tumori in Europa potrebbe essere evitato.

  1. Non fumare e non usare tabacco.
  2. Non fumare in casa: il fumo passivo è pericoloso.
  3. Mantieni un peso normale.
  4. Sii attivo fisicamente ogni giorno.
  5. Segui una dieta sana.
  6. Limita l’assunzione di alcolici.
  7. Non esporti troppo a lungo al sole e mai senza protezione.
  8. Proteggiti dall’esposizione ad agenti cancerogeni se presenti sul lavoro.
  9. Controlla i livelli di radon in casa.
  10. L’allattamento al seno riduce il rischio di cancro nelle donne, la terapia ormonale sostitutiva lo aumenta.
  11. Vaccina i bambini per l’epatite B e il papillomavirus.
  12. Partecipa ai programmi di screening per il cancro all’intestino, al seno e alla cervice per le donne.

D: Rete Pas, da diversi anni ormai, a Marzo lancia “il mese della Donna”: una campagna di prevenzione pensata per le donne con tariffe scontate su numerosi esami. Quanti nuovi casi di patologie riescono ad essere diagnostica precocemente attraverso campagne di questo genere? E quindi, quanto possono risultare utili soprattutto per la popolazione femminile?

“E’ una iniziativa importante che favorisce l’accesso delle donne ai controlli preventivi, in particolare di quelle donne che sono in fasce di età non coperte dal programma di screening con invito periodico, che possono avere un rischio aumentato per presenza di storia familiare significativa o che hanno lievi disturbi, talvolta sotto-valutati. Fortunatamente il numero di casi diagnosticati è limitato visto che l’iniziativa si rivolge a un territorio definito. Ma certamente può contribuire ad anticipare la diagnosi anche di qualche anno e di fornire informazioni corrette sui controlli da eseguire periodicamente”.

 

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