Protesi d’anca difettose: 808 i casi in Toscana | StampToscana
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Protesi d’anca difettose: 808 i casi in Toscana STAMP - Salute

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La Toscana, ha spiegato l’assessore regionale al Diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, si è mossa non appena è giunta la circolare del Ministero della Salute con l’elenco degli 808 casi rilevati. Le protesi d’anca difettose della ditta DePuy impiantate a pazienti toscani sono così distribuite:  Asl 1 Massa Carrara: 77, Asl 2 Lucca: 19, Asl 4 Prato: 355, Asl 5 Pisa: 40, Asl 7 Siena: 16, Asl 8 Arezzo: 54, Asl 10 Firenze: 218, Asl 11 Empoli: 23, Asl 12 Viareggio: 1. Secondo i dati diramati dalla Regione Toscana, non si registrerebbero casi nella Asl 3 di Pistoia, nella Asl 6 di Livorno e nella Asl 9 di Grosseto. Per monitorare il possibile deterioramento delle protesi d’anca difettose, la Regione ha allestito un gruppo di esperti guidato dal direttore della Clinica ortopedica dell’Università di Firenze, Massimo Innocenti, mentre le Aziende sanitarie locali della Toscana stanno contattando tutti i pazienti ai quali, fra il 2006 ed il 2010, sono state impiantate le protesi d’anca DePuy. Per loro sono previste visite cliniche e diagnostiche volte a scongiurare i pericoli causati di una possibile rottura. Il materiale con cui sono state costruite le protesi DePuy, ha spiegato il professor Innocenti, è il metallo sia per la parte femorale che per quella della coppa. I microgranuli di cobalto rilasciati, possono causare lo scollamento della protesi e problemi per il paziente. Il cobalto del quale le anche artificiali sono costituite, infatti, può risultare tossico per l’organismo e provocare al paziente dolori muscolari o, peggio, problemi neurologici. A breve si terrà un incontro del Consiglio Sanitario Regionale con esperti di chirurgia ed ortopedia per cercare di capire come muoversi per scongiurare ogni possibile rischio. «Si stanno verificando – ha spiegato però l’assessore Scaramuccia – troppi casi di protesi difettose: prima quelle al seno, ora quelle d’anca. In tutta Europa, per immettere in commercio un prodotto impiantabile nel corpo umano è sufficiente la certificazione CE; negli Stati Uniti invece è necessario superare le verifiche della Food & Drug Administration». «È ora – ha continuato – di affrontare con decisione il problema a tutti i livelli, nazionale ed europeo.  La salute del cittadino viene prima di tutto, e sicuramente prima delle esigenze di mercato. In ogni caso, in Toscana stiamo lavorando per la realizzazione, su tutto il territorio regionale, della tracciabilità e follow up continuo di tutti i dispositivi impiantabili». In Toscana i pazienti che si sono sottoposti ad interventi di impianto di un qualsiasi tipo di protesi vengono comunque sottoposti a controlli periodici (ogni 3, 6 e 12 mesi; quindi a cadenza annuale). A seguito della segnalazione ministeriale, però, i controlli verranno intensificati e si valuterà caso per caso la necessità di sostituzione delle protesi.  Restando in tema di protesi difettose, la Conferenza Stato-Regioni ha trovato un accordo per le protesi mammarie francesi del tipo Pip. In Toscana sono 294 i seni di silicone difettoso. Le direttive che giungono dalla Conferenza Stato-Regioni, ha spiegato l’assessore Scaramuccia, sono quelle che intendeva sposare anche la Regione Toscana. Si è deciso, infatti, che tutte le pazienti (italiane e toscane) verranno sottoposte ad esami per valutare i rischi legati alle protesi Pip. «È già pronta la delibera, che lunedì porterò in Giunta – ha concluso l’assessore al Diritto alla salute – e che contiene  tutte le indicazioni per la presa in carico delle pazienti e, se necessario, espianto delle protesi Pip, e successivo reimpianto di nuove protesi, più sicure».


Foto: www.medicinalive.com
 

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