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Sanità: approvata la legge che ridefinisce gli ambiti territoriali STAMP - Salute

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Firenze - Sanità toscana: la revisione degli ambiti territoriali delle zone distretto è legge. Dopo la riorganizzazione delle Asl in grandi aziende sanitarie di Area vasta, questo ulteriore passaggio riguarda la ridefinizione degli ambiti territoriali, con una nuova impostazione del ruolo delle zone distretto.

Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento a conclusione di un ampio dibattito con 23 voti a favore (Pd) e 16 voti contrari (tutti i gruppi di opposizione). Il testo presentato dalla Giunta regionale e ridisegnato dai 18 emendamenti della commissione è stato oggetto di poche ulteriori modifiche in Aula. Respinti gli emendamenti presentati dalle opposizioni e un ordine del giorno del Movimento 5 stelle, sono stati approvati alcuni emendamenti del Partito democratico, tra i quali quello che introduce una clausola valutativa, per dare al Consiglio regionale la possibilità di verificare dopo un anno i risultati della riorganizzazione, “nel rispetto e per le esigenze di valorizzazione di tutte le entità territoriali”, come ha spiegato nell’illustrazione in Aula la consigliera Lucia De Robertis. 

A conclusione del dibattito, l’intervento dell’assessore regionale Stefania Saccardi, su quello che rappresenta “un pezzo importantissimo per il completamento della riorganizzazione del sistema sanitario. Abbiamo messo mano alla riorganizzazione – ha spiegato –, perché il sistema, se non si rinnovava e non si modificava, correva il rischio di non essere all’altezza dei risultati che ha raggiunto”. Alla riforma avviata alla fine del 2015, “mancava il pezzo della sanità territoriale, quella che sta prima dell’ospedale e dopo l’ospedale e che aveva bisogno di essere organizzata e rafforzata”.

Stefania Saccardi si è detta d’accordo “con la scelta della commissione di rafforzare il ruolo delle Società della salute, che in passato non hanno esplicato i loro effetti perché erano belle macchine alle quali non avevamo messo motore e ruote”. Il loro difetto “non era che costavano, perché non costavano nulla di più, era nell’incapacità di svolgere appieno il proprio ruolo, perché non avevano gli strumenti”. Ora la società della salute può diventare una macchina “moderna, adeguata, giustamente dimensionata”, attrezzata per svolgere “funzioni di rilevantissima importanza” e avrà “la responsabilità, le risorse umane ed economiche per gestire l’alta integrazione socio-sanitaria”. 


 

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