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Università Siena, individuato un terzo gene responsabile della miopatia Breaking news, STAMP - Salute

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Siena - Uno studio appena pubblicato dal gruppo di ricerca dell’Università di Siena guidato dal professor Vincenzo Sorrentino, e finanziato da Telethon, ha individuato un nuovo gene responsabile della miopatia con aggregati tubolari, la Calsequestrina 1 (CASQ1).
I ricercatori dell’Ateneo senese hanno effettuato una caratterizzazione delle proprietà delle proteine CASQ1 mutate mediante studi biochimici e di biologia cellulare. I risultati hanno dimostrato che la proteina CASQ1 mutata lega meno ioni calcio di quella normale, con la conseguenza che nelle fibre muscolari dei pazienti c’è meno calcio disponibile per regolare la contrazione muscolare. 
Questi risultati permettono quindi di ipotizzare che il meccanismo che causa i sintomi osservati nei pazienti, come la ridotta attività muscolare caratteristica della miopatia con aggregati tubolari, è legato alla diminuita capacità delle fibre muscolari di immagazzinare le quantità di calcio necessarie per mantenere una efficace livello di attività muscolare.  

La miopatia con aggregati tubolari è una rara malattia genetica che altera la funzionalità della muscolatura scheletrica, caratterizzata da sintomi quali dolori muscolari, crampi e ridotta forza muscolare che iniziano nell’infanzia e peggiorano gradualmente nel tempo e che colpiscono prevalentemente i muscoli degli arti inferiori ma talora anche degli arti superiori. I pazienti presentano quindi difficoltà a correre, salire le scale o ad alzarsi da una posizione seduta. In alcuni casi i pazienti sviluppano deformità articolari nelle braccia e nelle gambe.
Nelle fibre muscolari dei pazienti con miopatia con aggregati tubolari si osservano regioni che contengono un numero elevato di strutture tubolari, i cosiddetti “aggregati tubolari” che contengono precipitati di proteine muscolari al loro interno. La presenza di questi agglomerati rappresenta la caratteristica principale a livello cellulare di questa malattia.
Dal punto di vista genetico, la miopatia con aggregati tubolari colpisce ambo i sessi e in circa la metà dei casi può essere causata da mutazioni nei geni STIM1 e ORAI1 che codificano per proteine che permettono l’ingresso di ioni calcio nelle cellule per aiutare a ricostituire i depositi di calcio necessari per stimolare la contrazione muscolare. Ad oggi non erano noti altri geni responsabili dell’altra metà di casi di miopatia con aggregati tubolari.

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