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Il lavoratore detenuto: nuove competenze che ridanno un futuro Società

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Prato – Cconvegno  nella Sala Consiliare della Provincia di Prato,  sabato 11 novembre alle ore 9.00,organizzato dal gruppo Lista Civica Biffoni, Gruppo Consiliare Pd,Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, in collaborazione con Meccanica System e Kiwanis International Club di Prato, che in collaborazione con il Comune di Prato, si è è occupato e si occupa, coinvolgendo le Istituzioni ed altri Organismi presenti sul territorio, di delicate tematiche sociali e in collaborazione con le associazioni di volontariato presenti sul territorio nel settore della ricerca sanitaria e dei disagi sociali.

Titolo dell’incontro è  “Carcere e lavoro. Opportunità per le imprese“, moderato da Rosanna Sciumbata, presidente del gruppo consiliare Lista Biffoni  per Prato e da Ione Toccafondi Garante dei Diritti delle persone private e delle libertà personale.

Si parlerà del lavoro in carcere come di una “finestra” sul mondo,  perché uno degli scopi del convegno è dimostrare che è importante dare una professione a queste persone in modo che una volta “fuori”possano passare dalle attività della cooperativa all’interno del carcere a quelle esterne.

Questo perché il carcere non può essere un luogo in cui i detenuti scontano la pena senza impegnarsi in qualcosa, anzi in base alla legge  n. 193/2000, meglio nota come legge Smuraglia che si occupa delle attività industriali e produttive, si prevede l’affidamento a soggetti esterni, soprattutto cooperative sociali, di attività produttive, da attivare in laboratori che la stessa cooperativa si impegna ad allestire.
In questo modo, cambia l’identità del detenuto: da detenuto lavorante in lavoratore detenuto. Un individuo che può apprendere quelle competenze professionali, che in un prossimo futuro  potranno servirgli al momento della dimissione per un reinserimento nella società. I dati in questo senso sono confortanti e ci dicono che l’indice di recidiva è pari al 75% per i soggetti dimessi che abbiano espiato per intero la condanna, mentre si riduce al 25% per coloro che abbiano godute di misure alternative, quindi abbiano svolto lavoro all’esterno o in semilibertà.

“Direi che un paese si misura anche  dalla capacità di reinserimento”, così il Vicesindaco Simone Faggi,-”di chi ha commesso una colpa grave. Non solo per un motivo di giustizia morale ma anche e sopratutto per evitare il ripetersi di condotte criminali e quindi per il bene della comunità. Legame lavoro carcere può essere la via maestra per percorsi di reinserimento sociale.”

In apertura previsti i saluti del Sindaco di Prato Matteo Biffoni e a seguire gli interventi del vicesindaco Simone Faggi , di Italo Minguzziavvocato e professore di diritto  commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Bologna, del vice presidente della  Camera penale di Prato e avvocato penalista Gabriele Terranova, Rossella Favero presidente della Cooperativa sociale “Altra città” di Padova, che qualche tempo fa  “ad oggi sono numerosi i detenuti che abbiamo formato avvalendoci della consulenza di archivisti professionisti: alcuni dei reclusi, o degli ex ristretti, hanno trovato un’occupazione continuativa sul territorio, come aiuto bibliotecari e addetti alla sistemazione e riordino di archivi comunali nella provincia padovana», e poi Stefano Carnoli socio cooperativa  “Altra città” di Padova e Maria Luisa Giovannone consulente del lavoro.

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