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La battaglia di Adelina contro lo sfruttamento sessuale Società

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Firenze – Nella puntata speciale de Le stelle del cuore per la campagna Libera la Vita, trasmessa da “Radio Voce della Speranza” dalla sede di Firenze, il 29 dicembre sera, Adelina e il cronista Roberto Vacca hanno voluto salutare questo 2017 premiando le associazioni e i giornalisti che si sono adoperati per aver appoggiato, con piccoli e grandi gesti, tutte quelle donne che hanno voluto uscire dal tunnel della violenza e dalla prostituzione.

Sono stati premiati: Alessandro Miglietta (Telenorba); l’associazione Ebano, presentata da Michelangela BarbaVincenzo Sparviero (La Gazzetta del Mezzogiorno – Brindisi); l’associazione ADRA Italia, presentata dal responsabile Dag Ponvtik,e la Senza Veli sulla Lingua di Milano (SVSL),con la presidente Ebla Ahmed.
Adelina, promotrice della campagna “Libera la Vita”, voce “storica” di Radio Voce della Speranza cura da tempo una campagna radiofonica contro lo sfruttamento sessuale di tante ragazze costrette a prostituirsi lungo le strade italiane.

È  di origine greca, nata in Albania, vive da 17 anni nel nostro Paese ed è nota alle cronache italiane perché  grazie all’intervento della Polizia di Stato della Questura di Varese, lei ex prostituta fece sgominare un grande giro che portò a processo circa 40 sfruttatori. Oggi Adelina (questo è il nome che l’ha accompagnata negli anni in cui era stata costretta a prostituirsi e che usa tuttora), è in prima linea contro chi “mette” sulla strada le donne migranti per  farle prostituire.
Le chiamano le “sex workers migranti” (come purtroppo vengono etichettate, un modo di dire che ha fatto il giro del mondo e tradotto in ben 8 lingue), ma sono innanzitutto schiave del racket della prostituzione, vittime di tratta, violentate nei loro paesi di origine e costrette in Italia a prostituirsi.

Con una telecamera nascosta lo scorso mese di marzo Adelina, per dimostrare il suo sostegno al “modello nordico”per combattere lo sfruttamento delle donne e la tratta degli esseri umani, è tornata in strada, fingendo di prostituirsi per dimostrare all’opinione pubblica che anche il cliente è consapevole di pagare un rapporto a pagamento a schiave della tratta e del racket della prostituzione e che “le donne veramente piangono in silenzio”.
Riguardo alla la situazione in Italia delle donne vittime di violenza o di tratta, rispetto al passato è cambiata e in che modo, Adelina mi dice che-”sulle donne vittime di tratta sono stati fatti importanti passi avanti, ma  purtroppo sulla violenza domestica  c’è ancora tanto da fare perché i fondi che lo Stato mette a disposizione per queste donne non sono sufficienti”. “In questi casi - fa capire - è molto importante la funzione della rete che si attiva grazie alla disponibilità e generosità delle associazioni o dei privati”.

Adelina ricorda  il caso di Mara la giovane donna bulgara picchiata dal marito, poi allontanato e di Angela che a causa delle percosse del convivente è scappata dal suo paese per trovare rifugio e aiuto in Italia. Entrambi i casi sono stati posti all’attenzione delle associazioni Mitag onlus e della Senza Veli Sulla Lingua di Milano,(SVSL).

In particolare Angela grazie alla competenza dell’avvocatessa della squadra di Senza Veli sulla LinguaSissy Ghali, italo-egiziana, di seconda generazione, classe 1980, specializzata in diritto dell’immigrazione, che si occupa di diritto penale e, soprattutto, di diritto amministrativo sub specie di diritto dei migranti, ha fatto richiesta  di rimanere in Italia per motivi umanitari. Una domanda che se accolta potrebbe diventare per Angela l’occasione per venir fuori da un passato di violenze e soprusi,e tornare finalmente a sorridere.
Foto: Adelina con Claudio Coppini
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