Mercoledì 18 Aprile, 2012 - 10:01 da Franco Mariani
Uno dei temi più dibattuti in Italia dal dopo guerra ad oggi oggetto di un seminario l’8 maggio in preparazione al numero 7 della rivista Incontri, che lo affronterà anche sul fronte Chiesa.
Firenze -
Il tema delle riforme rappresenta uno dei dibattiti più intensi. Di riforme in Italia si è cominciato a parlare una volta terminato il secondo conflitto mondiale, e da allora se ne parla in continuazione. Di riforme ne parlerà il prossimo numero, il settimo, della rivista Incontri, dell’omonima Associazione, che per martedì 8 maggio alle ore 18 presso la Biblioteca Francescana, nella Stanza delle Laudi, in via Giacomini 3 presso piazza Savonarola a Firenze, organizza il seminario “Riformarsi, come?”, ad ingresso libero e gratuito.
Andrea Giuntini nel suo articolo per la rivista si chiede: “Quanto hanno inciso le riforme effettivamente portate a termine in Italia e quanto avrebbero potuto farlo quelle che invece non sono mai arrivate in fondo? Da una parte è possibile affermare che le riforme non hanno funzionato come motore di cambiamento, neppure nel loro momento di maggior vivacità, ma come punto di arrivo dei processi di trasformazione, soffrendo sempre il condizionamento della politica e in particolare dei rapporti di potere fra i partiti. In definitiva – per Giuntini - l'Italia non ha storicamente approfittato della fase favorevole del ciclo economico per condurre in porto quelle riforme di maggior impegno auspicate, perdendo il treno della modernizzazione, termine questo che ha rappresentato una bandiera impugnata e sventolata da tutti, ma senza propositi concreti”.
Ma le riforme non interessano solo lo Stato, i cittadini, ma anche la Chiesa, i fedeli, e la rivista, come il seminario, analizzerà anche questo aspetto, quello della riforma liturgica.
Andrea Grillo nel suo articolo, a tal proposito, sottolinea come “le sfide che oggi stanno aperte davanti a noi consistono anzitutto in questa forma di “ridimensionamento” del percorso con cui la Chiesa, a partire dalla fine degli anni 40 del 900, sotto il pontificato di Pio XII, ha compreso che poteva rispondere alla “questione liturgica” soltanto con un grande e strutturale intervento di riformulazione e di aggiornamento dei propri riti. La liturgia, che era in crisi da più di 150 anni, ha cominciato dopo il Concilio a trovare una forma di nuovo slancio e di nuova rilevanza proprio grazie alla Riforma Liturgica. La Riforma è uno degli effetti, non la causa della crisi”. Eppure questa riforma sembra abbia avuto uno stop dall’attuale Benedetto, come sottolinea lo stesso Grillo. “Siamo rimasti tutti molto sorpresi quando, nel luglio del 2007, con il Motu Proprio “Summorum Pontificum”, Benedetto XVI rintroduceva la messa in latino. Balzava immediatamente agli occhi una cosa: con quel documento la Riforma Liturgica sembrava perdere, d’un colpo, la propria necessità, poiché si ritrovava all’improvviso accanto proprio quei riti che si era ritenuto di dover cambiare, a causa dei loro difetti. Oggi occorre affermare, oggi molto più di 50 anni fa, la “insufficienza” della Riforma per rispondere alla “questione liturgica”. Da un certo punto di vista, questa è la sfida più insidiosa. E d’altra parte la risposta efficace a questa sfida permette, indirettamente, di rispondere anche alla sfida minore”.
Interessantissimi i temi che saranno affrontati dalla rivista e introdotti al seminario, tra cui: riforma, riformare: il senso delle parole, a cura di Federigo Bambi, riformare: una lettura sociologica-politica, a cura di Marco Marzano, linee della riforma sociale, a cura di Andrea Bigalli, la riforma della chiesa, in due articoli a cura di Fulvio Ferrario e Gheorghi Blatinski, mentre Serena Noceti affronterà il tema secondo il Concilio Vaticano II e Massimo Fagioli darà una lettura post Concilio. Andrea Giuntini si chiederà: ma l’Italia le riforme le ha fatte per davvero?, mentre Ugo De Siervo affronterà il tema delle riforme costituzionali, e Massimo Carli le mancate riforme che sarebbero state auspicabili in applicazione dello spirito e/o della lettera della Costituzione italiana.
Foto: http://www.thefrontpage.it
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