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Con-vivere, al festival di Carrara va in scena la sfida del lavoro e della dignità Breaking news, Spettacoli

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Carrara – “E’ un’occasione importante per una riflettere sul tema del lavoro, sulla sua dignità, sulla sua sicurezza. Abbiamo di fronte a noi una grande sfida. Nel giro di pochi anni lo sviluppo tecnologico cancellerà migliaia di posti di lavoro, ma altrettanti nuovi ne farà nascere. Abbiamo però bisogno di puntare sulla creatività, sulla cultura, sull’arte, per aprire nuove prospettive alla nostra comunità”.

Così il consigliere regionale Giacomo Giannarelli si è espresso in occasione della presentazione di “Con-vivere”, il festival organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, giunto alla 13esima edizione, in programma da giovedì 6 a domenica 9 settembre. Il lavoro manca ma sono tante, in questo caso, le sponde su cui operare. Messo a punto dal  direttore Remo Bodei, il cartellone non risente della crisi. Anzi. Innesta una marcia esuberante, incrocia tutte le discipline e smista un variegato ventaglio di traiettorie. Gli spunti sono urgenti. Il tema è scottante. La politica difetta e le risposte dono domande, interrogativi, sollecitazioni che la cultura può tentare almeno di mettere a fuoco. E allora per quattro giorni il centro storico di Carrara diventa un palcoscenico di occasioni a 360 gradi (conferenze, cinema, musica, mostre, percorsi didattici, menù a tema e iniziative per più piccoli, un parterre di oltre 30 ospiti per 22 location), confortato dal successo delle precedenti puntate (una media di 40mila presenze) mentre i musei restano aperti oltre l’orario normale e l’ingresso sarà gratuito.

Si chiede Bodei: “Sul lavoro pesano due poli semantici antitetici, uno più negativo che lo associa alla fatica e allo sfruttamento e un positivo legato alle capacità creative dell’uomo: ma perché oggi tende a prevalere la prima accezione”? A cimentarsi sul tema, e interrogarsi fra ieri oggi e domani su lavoro precario e lavoro subalterno, occupazione e convivenza, sviluppo e tecnologia, mercato e mestieri, arte e artigianato, lotta di classe e classe operaia, sindacato e patronato, sono giornalisti, studiosi, tecnici, intellettuali, artisti. Facciamo alcuni nomi:  Giovanni Floris (“Dalla scuola al lavoro. Perchè insegnanti e studenti possono salvare l’Italia”), Beppe Severgnini (“L’informazione è un hobby?”), Fabrizio Loreto (“La fatica di Sisifo dei sindacati? La rappresentanza del lavoro nella storia italiana”), Giovanni Allevi (“Mamma voglio fare il musicista”), Daniele Vicari e Isabella Ragonese che presentano il film “Sole, cuore, amore”, Gad Lerner (“Il lavoro vale sempre meno…è inevitabile?”), Remo Bodei (“Uomo e macchine”), Philippe Daverio (“Arte del marmo. Da Michelangelo al Novecento”), Stefano Massini (“Fare e inventare. Mosaico di storie sul lavoro”), Alberto Oliverio (“Il lavoro del cervello. Creatività”).

Ma non è tutto. Perché ancora sul red carpet di “Con-vivere”, sfilano il duo Uto Ughi (violino) e Bruno Canino (pianoforte), le melodie irlandesi di Michael Bryan, Paola Cortellesi in veste di relatrice (“Non ci resta che ridere. Donne lavoro e comicità”) e di attrice (protagonista del film di Massimiliano Bruno “Gli ultimi saranno gli ultimi”), per finire con i canti di lavoro del Coro Montesagro (“Dalle cave alle case”) e con Ascanio Celestini che accompagnato alla fisarmonica da Gianluca Casadei declina “Il nostro domani”, racconti, musiche e testimonianze di denuncia contro i soprusi e le ingiustizie della società contempopranea. Da segnalare anche al museo Carmi, spazio che riflette sul rapporto privilegiato che lega Michelangelo a Carrara, i contributi visivi sperimentali di Yuri Ancarani, pluripremiato video artista e film-maker. Tutti gli appuntamenti (tranne il concerto Ughi-Canino) sono a ingresso libero. Info e programma completo www.con-vivere.it

Foto: con-vivere.it

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