Fabbrica Europa 2017: alla Leopolda nuove visioni del futuro | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany
blog words
Il blog di Francesco Colonna
America

Fabbrica Europa 2017: alla Leopolda nuove visioni del futuro Spettacoli

Fabrica3 ROBERTA RACIS_DAN+Z_Borders_©Ian

Firenze – Quest’anno il Festival Fabbrica Europa compie 24 anni, un’età sicuramente matura per una manifestazione artistica internazionale che presenta le avanguardie di tre grandi espressioni artistiche: la danza, la musica e la performing art. Tuttavia l’età non conta per un evento che si pone come missione quella di cogliere ogni volta i frutti di ciò che esprime la sensibilità artistica contemporanea, voce di ciò che si muove dentro questa umanità inquieta e angosciata.

Fabbrica Europa 2017 anche quest’anno mette dunque in scena il contemporaneo confermando la tensione di questa città verso la ricerca artistica più avanzata, sperimentando, ascoltando senza pregiudizi né chiusure. Dal 4 maggio al 15 giugno vanno in scena alla Leopolda, il luogo dove il festival è nato ed ha acquistato prestigio e attenzione internazionale, e in altri spazi, 60 rappresentazioni (14 nuove creazioni, 10 coproduzioni, 6 prime, 4 anteprime) “alla ricerca di nuove visioni del futuro”, come ha detto Maurizia Settembri, che insieme a Maurizio Busìa, cura la direzione artistica del festival. 

Le coproduzioni estendono la presenza del festival anche in altre città. Con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, per esempio, Fabbrica presenta Jérôme Bel, tra gli esponenti più significativi del panorama internazionale contemporaneo, che ha riunito in  Gala danzatori professionisti, attori e amatori di diverse formazioni (selezionati sul territorio) per interrogarsi sul concetto di danza (10,11 maggio).

Al Teatro Goldoni di Livorno va in scena Pa/Ethos del coreografo Sang Jijia nella nuova versione interamente danzata da Spellbound Contemporary Ballet. Anche il territorio di Arezzo è stato coinvolto grazie al progetto Twister realizzato in coproduzione con Aura Dance Theatre (Kaunas, Lituania) diretto dal coreografo e performer romano  Salvo Lombardo (11-13 maggio).

 

fabrica2 DEKEERSMAEKER-SANCHIS_ALoveSupreme©AnneVanAerschot

A inaugurare il Festival sarà una prima nazionale di Anne Teresa De Keersmaeker, indiscussa protagonista della scena europea e mondiale, che 14 anni fa entusiasmò il pubblico di Fabbrica con un assolo sulle musiche di Joan Baez. A Love Supreme, è costruita in collaborazione con il coreografo Salva Sanchis per la Compagnia Rosas sulla musica dell’omonimo capolavoro di John Coltrane (4,5 maggio).

Da Coltrane parte anche il contenuto musicale di questa edizione che Busìa definisce “piattaforma di convergenze di percorsi creativi”. Hamid Drake e William Parker, due tra i più grandi musicisti afroamericani contemporanei, insieme in A Love, Naked per un affondo nelle profondità musicali di John Coltrane e del suo capolavoro A Love Supreme nei 50 anni dalla sua scomparsa. Jazz e danza, la duttilità del gesto sonoro e la dinamica plasticità del corpo danzante,  si uniscono nel format Dan+Z contre artisti di grande intensità interpretativa: la giovane coreografa e danzatrice del Balletto di Roma Roberta Racis, il chitarrista Francesco Diodati e il percussionista Ermanno Baron (5 maggio). 

Da ascoltare sicuramente la voce della capoverdiana Mayra Andrade che molti hanno paragonato a quello della sua conterranea Cesária Evora e il sound del gruppo Marlene Kuntz che chiudono il tour Onorate il Vile a Fabbrica Europa. Il Vile è il 2° album della band capitanata da Cristiano Godano, pubblicato 20 anni fa. (13 maggio). Nonché due chitarristi straordinari, lo statunitense Marc Ribot, chitarrista di Tom Waits (10 maggio, e il canadese Oren Ambarchi (20 maggio alla  Limonaia di Villa Strozzi, in coproduzione con Tempo Reale).

 

Fabrica4 CRISTINA KRISTAL RIZZO _ Prelude ©diane_ilariascarpa_lucatelleschi_

Un’altra prima nazionale sarà Prélude, nuova creazione di Cristina Kristal Rizzo, una sequenza di movimenti semplici che crea il tono ritmico di un gruppo di otto danzatori che asseconda le geometrie della linea e della diagonale, immagini simbolo dell’architettura coreografica (13,14 maggio). In prima europea alla Compagnia Bhinna Vinyasa, coprodotto da Fabbrica Europa e Attakkalari Centre for Movement Arts di Bangalore, è una creazione del coreografo indiano Jayachandran Palazhy per gli straordinari danzatori dell’Attakkalari Repertory Company che vede la collaborazione del compositore tedesco Martin Lutz, del drammaturgo spagnolo Andrés Morte e del media artist italiano Luca Brinchi (14-15 giugno).

Fra i progetti, i workshop, le performance di giovani coreografi, c’è Rope. Possibilities of binding che si annuncia di grandi effetti spettacolari. L’artista belga Ief Spincemaille presenta un intervento artistico che mira a creare spazi poetici attraverso l’uso di una gigantesca fune, simile a quelle usate sulle piattaforme petrolifere, lunga 100 metri e con un diametro di 30 centimetri (realizzata dai detenuti del carcere di Leuven). L’artista la utilizza sfruttandone le potenzialità in dialogo con i diversi contesti in cui si trova ad agire attraverso il coinvolgimento estemporaneo di abitanti e turisti che gravitano in diverse zone della città, tra il Quartiere Isolotto e il Centro storico.

 

Print Friendly


Translate »