Sabato 5 Maggio, 2012 - 10:00 da Anna Luisa Freschi
Una vera ovazione al direttore d'orchestra e al cast, quella di ieri sera per lo spettacolo di apertura del Festival del Maggio musicale fiorentino, giunto alla 75° edizione: l'opera "Der Rosenkavalier", Il Cavaliere della Rosa, uno dei capolavori della cultura musicale mitteleuropea, diretta da Zubin Mehta, scelta nell'occasione del centenario della prima esecuzione della commedia in musica di Richard Strauss e Hugo von Hoffmannsthal.
Firenze -
Una vera ovazione al direttore d'0rchestra e al cast, quella di ieri sera per lo spettacolo di apertura del Festival del Maggio musicale fiorentino, giunto alla 75° edizione: l'opera "Der Rosenkavalier", Il Cavaliere della Rosa, uno dei capolavori della cultura musicale mitteleuropea, diretta da Zubin Mehta. Scelta nell'occasione del centenario della prima esecuzione della commedia in musica di Richard Strauss e Hugo von Hoffmannsthal, l'opera mancava da Firenze dal 1989 ed è la prima volta che il lavoro, in scena al Teatro comunale di Firenze fino all'11 maggio, viene allestito dai complessi fiorentini. Una grande inaugurazione del Maggio Musicale Fiorentino che presenterà quest'anno, nonostante la difficile situazione finanziaria dell'ente, ben 90 alzate di sipario in sei settimane, dal 4 maggio al 10 giugno, tra opere, concerti e teatro di prosa. La sovrintendente Francesca Colombo confida con ottimismo sulle trattative sindacali e ringrazia i lavoratori precisando: "Riusciremo a risolvere i problemi economici grazie agli esodi volontari".
Tutti applauditi per nove minuti, quasi ininterrotti e sottolineati per Angela Denoke nel ruolo della marescialla che ama il giovane Octavian. Quando, terminato lo spettacolo che è iniziato con il ritardo canonico di 15 minuti delle prime, Zubin Metha intorno alle 23 si presenta per i consueti ringraziamenti insieme all'intera orchestra, l'ovazione finale al direttore che, come pure il regista Eike Gramss, si è cimentato per la prima volta in Rosenkavalier, dandone una lettura definita e pulsante, ma abilmente intrisa di nostalgia e melanconia per la Vienna perduta, anche nei momenti più apertamente comici, come il finale del secondo atto e l'inizio del terzo. Molta attenzione quindi per questo primo Rosenkavalier Metha-Gramss è stata rivolta, come prevedibile, alla direzione teatrale e musicale, più che ai cantanti protagonisti, Angela Denoke, Caitlin Hulcup, Kristinn Sigmundsson, Sylvia Schwartz, che hanno grande esperienza nei rispettivi ruoli. Molto apprezzata dal pubblico anche la regia di Gramss, che equilibria tradizione e modernità nella sobrietà, accontentando così i diversi target che compongono l'ampio pubblico. Scene e costumi, equilibratamente incisivi tra tradizione e innovazione, di Hans Schavernoch e Catherine Voeffray.
La presenza di venti fra twitteristi e utenti facebook è stata la novità dell'organizzazione dell'edizione che l'ente ha selezionato attraverso i due social network, per farli cinguettare e postare dal vivo le emozioni della diretta a tutto il mondo internet. In sala è bastato scaricare gratuitamente l'app Opera Voice per visualizzare i sopratitoli su smartphone e tablet. Nella mattinata di ieri l'interessante lectio magistralis sulla "Rosenkavalier" di Alberto Arbasino e Venuta la sera il Teatro ha accolto gli spettatori in grande stile con la luce di fiori bianchi e ghirlande nel foyer e nella sala.
L’allestimento ricrea l'atmosfera della Vienna di Maria Teresa utilizzando architetture settecentesche che, insieme ad abili giochi di specchi, si riflettono mutando e, come vuole il gusto barocco, “maravigliano”. La scena è ambientata in una Austria Felix quasi senza tempo tra il Settecento, a cui si ispira il gioco di specchi della scenografia, e gli anni precedenti la prima Guerra mondiale. Si apre il sipario sull'alba, appena passata la notte di amore della marescialla e del suo giovane amante Octavian, sdraiati per terra tra lenzuola damascate e grandi cuscini. La scena è divisa in due dal gigantesco specchio gigante che fa riflettere le architetture dell'Hofburg viennese e che al termine del primo atto, sovrasta il pubblico occupando completamente il boccascena con l'immagine riflessa del teatro. Stratagemma scenografico e artistico per la metafora del vissuto nello spazio-tempo tra i due periodi.
Fra il pubblico le griffe della moda fiorentina e circa 300 magnati che hanno aderito al found raising di Maggio Divino. "Una bella iniziativa - ha spiegato la sovrintendente Colombo - Grazie ad essa ogni anno riusciamo a racimolare un po' di soldi che poi reinvestiamo sul Teatro".
Il programma Stagione 2012 del Maggio Fiorentino
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