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Iliade al Giglio: supremo destino e umanità Spettacoli

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L’allestimento del Carretto, con l'adattamento e regia di Maria Grazia Ciprani, è uno spettacolo con attori muti, le cui azioni sono scandite dal testo dell’Iliade recitato da voci registrate, mai asettiche, sempre cariche di intensa emozione anche nella gelidità con cui talvolta annunciano eventi terribili. E gli attori restano con le labbra chiuse, congelati in pose quasi scultoree: si muovono a scatti con movimenti quasi robotici e spesso sono “attivati” da strutture, da macchinari, come se l’uomo non fosse artefice del proprio destino, ma fosse invece mosso da qualcosa più forte di lui, da un qualche burattinaio che ne muove i fili. Già: ecco quindi irrompere nella scena le divinità, esseri quasi da film dell’orrore con voci demoniache, che dirigono le terribili azioni che si svolgono sulla terra.

E quel che si svolge sul pianeta terra è una guerra che non lascia scampo, una guerra con un implacabile e inarrestabile scambio di ruoli continuo fra vittime e carnefici, con gli uomini che da automi diventano bestie, mostri infernali assetati di sangue: difficile parlare di “eroi”. Alla fine ecco irrompere sulla scena una donna, Andromaca, che si dispera per la morte imminente del proprio figlio: per la prima volta dall’inizio dello spettacolo sentiamo una voce non registrata, è il primo personaggio che parla, quasi come per cercare di interrompere il meccanismo implacabile della guerra; Andromaca è la prima voce veramente umana che umanamente vede la guerra, non ne comprende le ragioni e si dispera per i lutti che essa porta. Una chiusura di speranza, ma anche di amarezza e di rassegnazione.

Iliade da Omero. Adattamento e regia Maria Grazia Cipriani. Scene e costumi Graziano Gregori. Suono Hubert Westkemper
Con Giovanni Balzaretti, Elena Nenè Barini, Nicolò Belliti, Andrea Jonathan Bertolai, Elsa Bossi, Fabio Pappacena, Giacomo Pecchia, Antonio Pomponio, Giacomo Vezzani.

Foto www.teatrodelgiglio.it

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