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Luci e atmosfere visionarie nel Chiostro delle Geometrie Spettacoli

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Firenze - A partire dal 18 giugno e fino al 24 settembre “Nel Chiostro delle Geometrie” accoglierà 14 eventi della rassegna, tutti ad ingresso gratuito, che animeranno gli spazi dell’ex convento di Santa Verdiana – raramente aperti alla città e collocati nel cuore del centro storico – che diverranno scenografie magiche e spettacolari, palcoscenici d’eccezione, in cui dialogheranno i diversi linguaggi della contemporaneità in un incessante rapporto tra arte e città.

Si parte con Archittetura di luce l’ambiente/istallazione che inaugurerà il progetto, lunedì 18 giugno alle ore 20.30 nella chiesa di Santa Verdiana. Giancarlo Cauteruccio, coadiuvato da Massimo Bevilacqua e Alessio Bianciardi, e con la collaborazione degli studenti del TEARC (Laboratorio di Teatro-Architettura) e dell’Accademia di Belle Arti, creerà un opera site-specific, visitabile fino a giovedì 28 giugno. Un’istallazione di tipo immersivo che tiene conto delle preesistenze architettoniche del luogo e che permette al visitatore una rilettura critica dello spazio.

Giovedì 21 giugno alle ore 21.00 nella Corte della Chiesa di Santa Verdiana Francesco Dal Co, storico dell’architettura, parlerà del padiglione Vatican Chapels, di cui è stato ideatore per la Santa Sede, ospite per la prima volta alla Biennale Architettura di Venezia in maggio 2018.

Dieci architetti di fama mondiale Norman Foster ed Eduardo Souto de Moura, hanno progettato e costruito altrettante cappelle, rileggendone il tema come edificio religioso che diventa anche luogo di orientamento, incontro, mediazione e saluto.

“Nel Chiostro delle Geometrie” è il progetto-laboratorio di teatro-architettura nato nel 2014 dall’intesa tra la Compagnia Teatro Studio Krypton e il DIDA Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, giunge quest’anno alla sua quinta edizione.

Nel corso degli anni il progetto ha assunto connotati specifici come format di collaborazione tra un’istituzione universitaria e una compagnia che opera nei territori dell’arte scenica e architettonica. Pensato in forma aperta, il programma “Nel Chiostro delle Geometrie” con il suo calendario ricco di eventisi rivolge a un pubblico variegato, attento ai linguaggi contemporanei, ma principali destinatari sono i giovani, studenti e artisti, chiamati in prima linea sia come spettatori sia come protagonisti di un percorso di alta formazione interdisciplinare sui linguaggi artistici e performativi.

Le quattro edizioni precedenti hanno visto la partecipazione di più di 120 studenti e oltre 14.000 spettatori.

Il sottotitolo della rassegna, mettete dei fiori nelle vostre visioni, citando la canzone dei Giganti del 1967, vuole essere un auspicio per i giovani e gli studenti del 2018, anno in cui si celebra il cinquantesimo della rivoluzione artistica e culturale del ‘68 che trovò proprio nelle università il suo humus più vivido, nella speranza che siano loro gli innovatori e portatori di nuove idee politiche, culturali, artistiche, di bellezza e di comprensione.

Ecco il seguito del programma:

Martedì 26 giugno alle ore 21.00 ospite della Corte sarà Stefano Arienti, figura di spicco dell’arte italiana contemporanea, che fin dall’inizio della sua ricerca ha rivolto l’attenzione ai processi di analisi e manipolazione delle immagini e dei materiali ripresi dal mondo reale e quotidiano che, attraverso un processo del tutto personale e sempre nuovo, si trasformano completamente, rendendo spesso irriconoscibile l’originale. L’artista sarà in conversazione con il curatore Lorenzo Bruni in una serata intitolata “Immagine non testo”, in cui Arienti, attraverso qualche esempio delle sue opere e tematiche di suo interesse, analizzerà la questione dell’autorialità dell’artista visivo contemporaneo, con qualche distinguo rispetto a colleghi e curatori.

Giovedì 28 giugno, ore 21.00 nella Chiesa di Santa Verdiana, la cantante Francesca Breschi sarà protagonista di un concerto “Voce allo spazio/Spazio alla voce”, affiancata dalla polistrumentista e cantante Sara Maria Fantini. Con la partecipazione degli allievi del laboratorio, l’artista si inoltrerà per un reticolo fatto di suggestioni narrative antiche e dati di fisica acustica, fra  gesti vocali e scoperta del suono nello spazio esterno così come in quello interno delle risonanze del corpo. Un’esperienza sensoriale nella quale si inserisce il canto, potente strumento creatore di emozioni e distruttore di resistenze, in un viaggio alla scoperta della connessione profonda fra un luogo e il suono che lo abita.

Martedì 3 luglio, ore 21.00, nella Chiesa di Santa Verdiana Giacinto di Pietrantonio, nome di lungo corso, neo direttore del progetto delle Residenze artistiche dei BoCs-Art, insieme al Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e a Giampaolo Calabrese, dirigente del settore Cultura del Comune, discuteranno di “Rigenerazione urbana”titolo della serata e perno del progetto BoCS-Art (the box contemporary spaces) di Cosenza. Il “Villaggio dell’arte”, appositamente progettato per accogliere artisti italiani e stranieri che hanno l’occasione di esporre i propri lavori e di creare opere da lasciare in eredità alla città. La loro presenza costante permette di instaurare preziosi rapporti umani, sociali e professionali con i cittadini.

Giovedì 5 luglio ore 21.00, Corte di Santa Verdiana. Giancarlo Cauteruccio e Gianfranco De Franco daranno vita ad un’inedita performance: “Deserto”. Le musiche live create ad hoc dal polistrumentista De Franco si incroceranno ed esalteranno i brani che Cauteruccio sceglie di portare in scena, attingendo a “Il libro delle interrogazioni” di Edmond Jabes, poeta già frequentato in precedenti lavori e fonte di ispirazione in diverse occasioni. Il Deserto è il foglio bianco, metafora di un deserto più vasto e affollato di domande che Jabes rivolge essenzialmente a Dio, ma che è anche specchio e fratello del deserto reale in cui l’autore da giovane, in Egitto, era solito passare ogni tanto la notte.

Martedì 10 luglio nella Chiesa di Santa Verdiana sarà presentata la mostra “Architettura e geometria da Caravaggio” di Cesare Pergola, artista/architetto di stanza a San Paolo. Nel workshop con gli allievi egli analizzerà la “Deposizione” di Michelangelo da Caravaggio e la ricostruzione, con tecniche digitali, del suo modello tridimensionale, nel solco della ricerca che persegue sull’estetica del mondo virtuale, in cui coniuga il lavoro digitale con la storia dell’arte e la pratica manuale del disegno. Nella presentazione aperta al pubblico alle ore 21.00 saranno esposte la replica dell’opera di Caravaggio, in scala naturale di circa 2 metri per 3, un video dell’animazione digitale tridimensionale e tre viste ortogonali del modello ricostruito, come fossero delle vedute assonometriche di una architettura, sempre in scala 1:1 con l’opera originale.

Giovedì 12 luglio, ore 21.00 nella Chiesa di Santa Verdiana il filosofo e docente di estetica aòò’università la Sapienza di Roma, Stefano Catucci terrà una lezione/discussione dal titolo Sul filo”.L’azione dei corpi come principio che ridefinisce i luoghi dell’abitare, attraverso il racconto di performance che hanno sfidato le leggi del peso.Le performance riguardano dai funamboli ai pittori, dai viaggi spaziali al parkour.

Giovedì 19 luglio alle ore 21.00 gli spazi del Chiostro di Santa Verdiana saranno abitati da opere di giovani artisti, studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, per l’esposizione “Fuori Accademia”.Introdurrà la mostra il direttore Claudio Rocca.

Il calendario degli appuntamenti riprenderà martedì 11 settembre ore 21.00, con la conferenza del critico d’arte e curatore Bruno Corà “Vedo dove devo: un percorso rabdomantico nell’arte contemporanea da Burri a Ranaldi”. L’esercizio ermeneutico può essere svolto con diversi metodi. Quello seguito da Bruno Corà si avvale di strumenti rivolti allo stupore, all’enigma, alla coscienza che non ci sono esperti nell’arte. Una via alla critica rivolta alla domanda.

Giovedì 13 settembre ore 21.00 sarà la volta di “Lo dittatore amore”, live set per poesia e stampante ad aghi. Testi e voce di Rosaria Lo Russo, Francesco Casciaro stampante ad aghi. Sostiene Dante Alighieri che Amore detti con voce perentoria i versi che un poeta trascrive su carta, e che la voce che i versi racchiudono troverà compimento e destinazione della sua relazione fondamentale con la musica durante l’esecuzione pubblica piuttosto che nel libro da leggere silenziosamente. Ad interrogare la coppia lirica tradizionale “Io/Tu” saranno la poetessa/attricee il liutaio/esecutore di stampante ad aghi, musicista elettronico. Una manciata di testi che rielaborano il sonetto, verrà messa in dialogo con una stampante ad aghi hackerata, strumento musicale che accompagna e determina la produzione poetica vocale.

Martedì 18 settembre alle ore 21.00, nella Corte di Santa Verdiana Giancarlo Cauteruccio e Gianni Pettena renderanno omaggio a Gillo Dorflescon la serata “Artificio e natura, nell’intervallo perduto”. Partendo dai titoli di due sue fondamentali pubblicazioni “Artificio e natura” del 1968 e “L’intervallo perduto” del 1980 l’appuntamento diventerà occasione per raccontare l’importanza imprescindibile nel panorama culturale italiano ed internazionale di un intellettuale, critico d’arte, pittore e filosofo, figura poliedrica che ha attraversato e segnato il ‘900 con i suoi studi ad ampio spettro e le sue riflessioni originali.

Giovedì 20 settembre alle ore 21.00, presso il Chiostro di Santa Verdiana andrà in scena la performance con il progetto “Resistere”a cura di Pietro Gaglianò.” Resistere –scrive il curatore- è un progetto dedicato al tempo presente: un momento storico in cui l’assunzione personale di responsabilità è un atto irrinunciabile, e deve essere un appassionato esercizio di produzione di senso. Resistere vuol dire indicare la persistenza di un’alternativa possibile che per essere coltivata ha bisogno, oggi più che mai, dell’immaginazione” .Quattro artisti di recente generazione Matteo Coluccia, Stefano Giuri, Daniela Pitrè e Gianluca Trusso Forgia interpreteranno con la performance il conflitto in corso tra l’individuo e la sfera del potere, innescando con la forza del corpo la dinamica per una contronarrazione.

L’appuntamento di chiusura della manifestazione, da martedì 25 in replica fino a venerdì 28 settembre ore 21.00, sarà con lo spettacolo della Compagnia Teatro Studio Krypton, “Filippo Brunelleschi. Un uomo nel futuro”, drammaturgia originale di Giancarlo Di Giovine, con l’interpretazione di Roberto Visconti e la regia di Giancarlo Cauteruccio. Il testo mette in luce la vita e l’opera dell’artista, svelandone il  carattere, il talento, le intuizioni, insieme ad una singolare sapienza scientifica ed innovativa. Dopo il primo studio presentato in un’unica data nella scorsa edizione, il regista realizzerà l’allestimento definitivo, approfondendo il lavoro sul personaggio scaturito dalla penna di Di Giovine e rielaborato dall’autore per questa prima, e progetterà un impianto scenico nuovo, di forte impatto visivo che coinvolgerà l’intero spazio della chiesa.

Una creazione con cui Cauteruccio celebra il Maestro del Rinascimento, che distruggeva i suoi testi, che costruiva macchine straordinarie di cui non rivelava i segreti meccanismi nemmeno ai committenti, principe delle arti che firmò le sue opere e trasportò il suo nome nei secoli.

 

 

 

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