Musica: i segreti e le magie della voce umana nello spettacolo del rettore Dei | StampToscana
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Musica: i segreti e le magie della voce umana nello spettacolo del rettore Dei Spettacoli

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Firenze – Che cosa ha spinto Beethoven a chiudere le sue architetture sinfoniche con l’inno alla gioia, esplosione divina della voce umana? Che cosa fa della voce umana “lo strumento più potente di qualsiasi altro generatore di suono, addirittura più variegata di un’orchestra?”.

Per saperlo andate a vedere e ad ascoltare l’ultimo nato della serie di spettacoli su musica, scienza e dintorni ideata da Luigi Dei che nella sua attività di rettore dell’Università di Firenze si ritaglia uno spazio per un format artistico che si è conquistato un posto negli appuntamenti  culturali più sofisticati della città. Figlio di un musicista, Dei ha inventato un discorso sulla musica a cavallo fra la scienza, la letteratura e l’arte con un contenuto didatticamente approfondito in forma di spettacolo che riesce ad attirare l’attenzione del pubblico grazie alla preziosità dei brani musicali e alla qualità dei cantanti.

E’ quanto accaduto alla Sala Vanni domenica 29 ottobre nell’ambito delle manifestazioni di Suoni riflessi organizzata dall’associazione Nuovo Contrappunto diretta da Mario Ancillotti che da quindici anni esplora la musica “in ogni suo aspetto e in ogni collegamento, analogia, contrapposizione con le altre espressioni dell’uomo”.

Dopo  “La notte del Boléro. La scienza svela Ravel” (2016) e la fiaba musicale “Creatività, conoscenza, cultura, un acrobatico equilibrio” della Notte dei ricercatori di quest’anno, ecco “Mistero e Magia della Voce” opera per voce recitante (Dei), cantanti (Marco Pupo, controtenore, Silvia Tocchini, soprano, Donata Menci, cantante lirica) clavicembalo e pianoforte (Massimo Salotti) .

La voce, dunque, il canto come massimo generatore di suono e di conseguenza, stimolo che innesca nel nostro corpo “un meccanismo di gratificazione” grazie al rilascio della dopamina.  Dalla chimica e, soprattutto, dalla voce misteriosa ed evocativa del controtenore Marco Pupo che ha cantato il Salve Regina di Pergolesi e la stupenda aria “Lascia ch’io pianga” di Haendel, è partito il “viaggio nei segreti emotivi e biologici della voce umana” con un accompagnatore d’eccezione che parla le lingue della scienza, della musica e della letteratura.

Per raccontare come funziona la voce umana e l’effetto che produce “lo strumento musicale più complesso” Dei ha guidato gli spettatori all’ascolto di grandi pezzi della tradizione operistica (Le Nozze di Figaro di Mozart , Guglielmo Tell di Rossini, Macbeth di Verdi e Samson et Dalila di Saint-Saens). Personaggi diversi, registri diversi, timbri diversi, sentimenti diversi espressi magistralmente dal soprano Silvia Tocchini la cui voce diventa assoluta protagonista nella Sequenza III di Luciano Berio, “testo – come ha detto la stessa cantante – che è stato frantumato per poterne recuperare i  frammenti su diversi piani espressivi e ricomporli in unità musicali”.

Lo stesso effetto che si prova anche in capolavori della grande tradizione jazz da Louis Armstrong (What e wonderful world) e Bruce Springsteen (You are missing), pezzi popolari che risuonano nella mente e nelle emozioni di tutti e che Donata Menci ha dimostrato quanto siano in grado di trasmettere quella gratificazione che sta alla base dell’esperienza musicale.

Viva dunque la canzone, a qualunque genere appartenga, quella che si impone e quella che lascia lo spazio a nuovi gusti e a nuove sensibilità e viva dunque tutti coloro che l’hanno onorata, come Franz Schubert al quale Dei ha dedicato l’ultimo pezzo: An die  Musik D647.

Du holde Kunst“, tu arte sublime.

 

 

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