CINEMA

Mercoledì 23 Maggio, 2012 - 15:47 da Diego Garufi

Operazione Paura, un festival dedicato al cinema horror

Il cinema dell'orrore arriverà sugli schermi di Seravezza (Lu) con il festival cinematografico Operazione Paura che si terrà dal 24 al 27 maggio. Abbiamo intervistato in esclusiva una delle due curatrici.


Operazione Paura, un festival dedicato al cinema horror Seravezza (Lucca) - Il cinema dell'orrore è sempre stato un genere bistrattato e di nicchia, soprattutto in Italia. Molti però si dimenticano che questo genere è stato uno di quelli di maggiore successo nel nostro paese a cavallo tra gli anni Sessanta e Ottanta. Proprio questo ventennio sarà al centro del focus dedicatogli dalla prima edizione di Operazione Paura, il festival internazionale di cinema horror ideato e diretto dall’associazione B-Side a cura di Laura da Prato e Silvia Gemmi, che si terrà a Seravezza (Lu) nella suggestiva cornice delle Scuderie Granducali e di Palazzo Mediceo, dal 24 al 27 maggio. L’associazione B-Side presenta un festival dedicato alla riscoperta del genere horror in Italia, con un percorso storico mirato a coinvolgere le opere dell’origine e le ultime produzioni, a trattare le influenze in campo italiano ed estero e infine mostrare le maestranze e il grande lavoro artigianale antecedente alla visione sullo schermo.

La manifestazione nasce grazie all’impegno e alla passione di un gruppo di under 30 riuniti nell’associazione B-Side, il cui intento è quello di rivalutare agli occhi del pubblico un genere troppe volte sottovalutato. Operazione Paura si aggiudica il primato di essere il primo festival di cinema italiano ad essere interamente finanziato con il “crowd funding' (il cosiddetto finanziamento dal basso) grazie al portale Eppela.com.

Collateralmente all'interessante rassegna cinematografica sarà presentata la mostra “L’orrore sulla carta” che esporrà 60 tra locandine, fotobuste e manifesti originali di film horror italiani. I pezzi, provenienti dalla collezione privata del critico cinematografico e collezionista Roberto D’Onofrio, ripercorrono la storia del cinema di genere italiano dalla fotobusta originale de “I Vampiri” di Riccardo Freda del 1957, il primo horror italiano riconosciuto come tale, iniziato da Freda e completato da Mario Bava, a “Wrath of The Crows” di Ivan Zuccon, l’ultimo film horror italiano in ordine cronologico, in uscita nelle sale nella primavera 2013.

La mostra - unica in Italia nel suo genere, per rarità e numero di esemplari esposti - è stata inaugurata la scorsa domenica 20 maggio e sarà visitabile, ad ingresso gratuito, fino a domenica 3 giugno presso il Palazzo Mediceo di Seravezza.

In esclusiva per StampToscana abbiamo potuto intervistare telefonicamente una delle organizzatrici, Laura Da Prato:

Il cinema dell'orrore è sicuramente un genere molto ostico per il grande pubblico, soprattutto in Italia. Come mai questa decisione di dedicare un festival a questo genere?

Proprio per il motivo che hai appena accennato. Ci sono molte miscredenze e poca conoscenza approfondita. Recentemente l'horror viene generalmente identificato con lo Splatter, mentre questo è solamente una delle molte facce del genere. Esiste spesso questo preconcetto: se qualcosa non mi è piaciuta, oppure è troppo splatter o ancora, la considero stupida, allora tutto il genere è così. Proprio per questo motivo cerchiamo, già dal titolo del Festival, Operazione Paura che è un film di Mario Bava, di riportare l'attenzione sul genere e non sui diversi sottogeneri. Quindi di parlare di qualcosa che è stato molto importante nel mercato produttivo italiano degli anni passati.

Inoltre il vostro vuole essere un omaggio al cinema del passato e ai grandi autori, credete che ci siano le potenzialità di fare del buon cinema dell'orrore oggi in Italia?

Le potenzialità, secondo me, ci sono. In Italia il problema è il solito e si divide in due problematiche distinte: a monte c'è un problema di produzione, quindi di budget, mentre il secondo è legato alla distribuzione. A queste due problematiche si aggiunge tutta la cattiva pubblicità che è stata fatta al genere negli anni. Anche le ultime produzioni italiane come “La Terza Madre” di Dario Argento o “Sei passi nel giallo” di Lamberto Bava e Antonio Margheriti, non hanno dato una grande sferzata al genere, quindi il pubblico è spesso molto prevenuto verso queste genere. Comunque secondo me le potenzialità ci sono, e io queste potenzialità le ho viste girando per anni i festival. Ci sono dei registi, sceneggiatori e attori giovani che si occupano di questo e se avessero la possibilità di farlo avrebbero tutte le carte in regola per fare un ottimo prodotto.

Spesso l'horror viene visto erroneamente come un genere prevalentemente maschile, dimenticando le numerose figure di donne forti che spesso sono protagoniste di questo genere. Qual'è il tuo rapporto con il cinema dell'orrore in quanto donna? Come nasce la tua passione per l'horror?

Non sei il primo a farmi questa domanda. Già nelle prime fasi di progettazione del festival, che nasce principalmente da me, mi è stata fatta questa domanda. Da che mi ricordo di essere su questa terra mi ricordo che guardavo i film horror. Mi madre mi ha trasmesso questa passione, io stavo sveglia la notte, quando lei guardava questi film insieme a lei. Poi mia mamma mi ha educato al genere, non come si fa con i bambini che vengono mandati a letto dicendo che non sono cose per loro. Lei era molto felice della mia passione. Poi anche mio nonno, grandissimo cinefilo, mi ha trasmesso la passione per il genere e per il cinema in generale. Io sono cresciuta con tutto ciò, dall'horror italiano a quello americano e crescendo ho cominciato a girare per i festival del genere. Ho potuto anche collaborare con il Joe D'Amato Horror Festival di Pietrasanta, che rimarrà sempre nel mio cuore. Ho fatto una tesi in sociologia sulla società americana in rapporto allo slasher movie. Quindi la passione è diventata uno studio e poi, nel mio piccolo, anche un lavoro.

Cito sempre un fatto accaduto al festival di Pesaro del 2007, in cui arrivai vestita di tutto punto con le ballerine e la borsa rosa di Hello Kitty e Andrea Bruni, attore e autore teatrale, mi disse “è bello vedere che arrivi vestita da bambolina ad un festival horror e sei un critico cinematografico.” Bisogna sfatare alcuni luoghi comuni. In realtà tutte le persone che lavorano in questo settore sono molto molto gentili e disponibili, forse perché il genere è stato così bistrattato negli anni.

La scelta di finanziare il vostro festival tramite il portale Eppela è molto interessante. Credete che sia una via praticabile o siete stati fortunati?

Fortunati non lo so. In Italia, come sai, siamo abbastanza indietro in queste cose. In realtà mi aspettavo molto di più. Anche perché quello che abbiamo promesso nel progetto lo abbiamo realizzato ma non abbiamo recuperato una grande cifra. Vedo che all'estero il sistema del crowd founding funziona molto bene con grandi cifre e non solo progetti di cinema. Può essere una via praticabile e sicuramente ci ha aperto gli occhi su come arrangiarsi e venirsi incontro per riuscire ad organizzare qualcosa di carino ed interessante.

Avete utilizzato unicamente le donazioni ricevute attraverso il sito oppure anche fondi pubblici o privati?

Qui c'è un piccolo tasto dolente, i fondi pubblici non sono arrivati. O meglio sono stati restituiti come servizi, per esempio la Provincia di Lucca ci ha stampato gratuitamente tutto il materiale cartaceo. Però devo dire che sulla questione bandi è un problema abbastanza generale in Italia. Ci sono delle condizioni molto difficili da garantire per riuscire ad accedere a questi fondi. Oltre alla raccolta online abbiamo organizzato una raccolta fondi come si faceva in passato. Abbiamo messo delle scatole di cartone in giro per tutta la Versilia come nei dintorni di Pisa. E devo dire che non è andata male. Abbiamo cercato così un modo alternativo per auto-finanziarci.

La mostra sulle locandine e sulla memorabilia horror è davvero una bella iniziativa, c'è qualche pezzo di cui siete particolarmente orgogliosi?

Un direttore artistico non potrebbe dire cosa preferisce ma mi sbilancerò. De “L'Uccello dalle Piume di cristallo” di Dario Argento, abbiamo sia il manifesto grande con la firma dell'autore, l'intera fotobusta e e la locandina originale prima ristampa. Poi abbiamo tutto il materiale cartaceo de “Il gatto a nove code” sempre di Dario Argento, con addirittura dieci fotobuste. Infine un pezzo molto bello è la fotobusta de “I Vampiri” di Riccardo Freda che porta il timbro originale della Bolaffi, ditta incaricata di smaltire i resti di magazzino che decise di metterli all'asta piuttosto che distruggerli.
Penso che tutti manifesti disegnati sono un po' più particolari e interessanti.

Cosa puoi dirci su “Wrath of the Crows” di Ivan Zuccon, di cui presenterete in anteprima mondiale i primi 15 minuti?

Ti so dire poco in realtà, perché è un'anteprima per tutti. Presentiamo i primi 15 minuti di copia-lavoro del film che è stato girato da poco. Il film uscirà nel Marzo del 2013. Il regista sarà presente e ci parlerà dell'ideazione e della lavorazione del film. Penso che Ivan Zuccon sia uno tra i pochi registi giovani che ci sono oggi, che è molto promettente. Anche lui si scontra quotidianamente con delle difficoltà produttive e distributive. “Colour from the Dark” è un film di cinque anni fa che è stato distribuito solo pochi mesi fa. Abbiamo così deciso di dargli questo spazio, anche se 15 minuti non sono molti si tratta pur sempre di un'anteprima mondiale. Tra l'altro nella mostra abbiamo un pezzo molto particolare. Una prova per il manifesto del film con attaccata una vera piuma di corvo. Che è una parte del portafortuna del film.

Il festival cinematografico Operazione Paura è organizzato dall’associazione B-Side e patrocinata dalla Regione Toscana, la Provincia di Lucca, Fondazione Terre Medicee e il Comune di Seravezza e si svolgerà da giovedì 24 a domenica 27 maggio.
Ingresso proiezioni: 13 euro abbonamento per tutto il festival. Per informazioni visitate: http://www.operazionepaura.org o contattate direttamente il festival a .(JavaScript dovrebbe essere abilitato per vedere questo indirizzo email)

© STAMPTOSCANA - RIPRODUZIONE RISERVATA

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