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Risorse e rilancio: la ritrovata fiducia del Maggio Musicale Opinion leader, Spettacoli

Fabio Luisi (6) -® Pietro Paolini-TerraProject-Contrasto

Firenze – “Per la prima volta, dopo molti anni, la Fondazione ha imboccato la strada del risanamento e del rilancio artistico”. Lo annunciano il presidente, Dario Nardella, e il sovrintendente Cristiano Chiarot all’atto della presentazione dei nuovi programmi del Maggio musicale che riguardano il triennio 18/20.

Non tutto è definito al cento per cento, ma le grandi linee della programmazione sono già state gettate. Una tempistica non più da “zona cesarini” con tutti i vantaggi che ne derivano in fatto di promozione e diffusione di titoli, produzioni, ospitalità, progetti, concerti. Il cartellone insomma. In particolare la panoramica riguarda la stagione lirica, sinfonica e di balletto 2018-19, il Festival del Maggio musicale fiorentino 2019 numero 82 (incentrato sul tema “Potere e virtù”), la programmazione estiva e settembre del prossimo anno per finire con la stagione lirica e balletto 2019-20.

Come si vede molta carne al fuoco che testimonia una ritrovata fiducia propositiva e un rinnovato clima di collaborazione fra tutte le componenti del teatro (artistiche, tecniche, gestionali) che pure riconquistato l’affetto del pubblico, dopo stagioni di sciagurato sperpero, può guardare avanti con moderato ottimismo.

Certo la strada del definitivo equilibrio fra risorse e programmi è ancora lunga. Intanto un primo importante passo è stato fatto. Da un lato il Consiglio di indirizzo ha approvato il bilancio del 2017 con i conti in pareggio (addirittura con un leggero attivo di circa 23 mila euro), dall’altro Comune e Regione hanno dato il via ad un piano di patrimonializzazione senza precedenti della portata di sei milioni di euro.

“Le risorse aggiuntive della ripatrimonializzazione – ha detto in sindaco Nardella – non sono conferite sotto forma di contributi ma vanno sui capitoli degli investimenti; con esse, mettiamo in condizione il teatro del Maggio non solo di pagare tutte le rate dei debiti accumulati, ma anche di avere un patrimonio solido a garanzia dell’esposizione debitoria”.

Il triennio 19/20 mette insieme 34 titoli di lirica (di cui 15 nuovi allestimenti), più una bella sfilza di concerti, cicli sinfonici e appuntamenti coreografici, per un totale di 179 serate. “Si tratta di un’offerta molto ampia e variegata che spazia in un arco temporale compreso tra il Seicento e la contemporaneità, che prevede anche la commissione di due opere nuove, ‘Le leggi fondamentali della stupidità umana’ di Vittorio Montalti e ‘Noi, due, quattro di Riccardo Panfili’”, ha spiegato il coordinatore artistico Pierangelo Conte.

Poi ci sono da festeggiare i novanta anni della Stabile Fiorentina, ovvero la culla dell’Orchestra del Maggio, che apre la stagione il 4 ottobre con l’esecuzione della Sinfonia n.2 di Mahler, diretta da Fabio Luisi. Che poi infilerà una dopo l’altra tutte le sinfonie del compositore boemo, secondo una “procedura integrale” battezzata con successo dal ciclo Sostakovic. Primo titolo operistico, che il 24 ottobre inaugura la stagione lirica, sarà le “Villi” di Puccini abbinate a “Ehi Giò”, omaggio a Rossini di Vittorio Montalti, sul podio Marco Angius, regia Francesco Saponaro e le coreografie del Nuovo balletto di Toscana. . Seguiranno “West Side Story” nel centenario di Leonard Bernstein, “La Cenerentola” di Rossini, “L’olandese volante” di Wagner, una “Cavalleria rusticana” abbinata a “Un mari à la porte” di Offenbach e la mozartiana “Clemenza di Tito”. Il Maggio 19 si apre con “Lear” di Reimann, dirige Luisi, prevede fra l’altro “La straniera” di Bellini (sul podio ancora Luisi, regia Marco Tullio Giordana) e “Le nozze di Figaro” di Mozart (dirige Kriistina Poska, regia Sonia Bergamasco) e potrà contare ancora su Zubin Mehta e anche su Riccardo Muti “con il quale stiamo finalizzando il progetto che lo coinvolge” si sbilancia il sovrintendente.

 

Foto: Fabio Luisi (6) -® Pietro Paolini-TerraProject-Contrasto

 

 

 

 

 

 

 

 

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