Rock, a Pisa le sonorità elettroniche di Fluer (ex Kraftwerk) | StampToscana
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Rock, a Pisa le sonorità elettroniche di Fluer (ex Kraftwerk) Spettacoli

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Serata di richiamo giovedì scorso a Pisa con Wolfgang Flür, ex componente dei Kraftwerk, indiscutibile gruppo storico di riferimento della musica elettronica, per l'anteprima dell'apertura del locale Caracol 2.0 di Pisa in via S. Martino. Flür si è esibito con una dj e video performance: sonorità elettroniche e video che, mentre in una prima parte hanno ripercorso la storia del celebre gruppo tedesco, in una seconda hanno sconfinato in una dimensione più visionaria. Il nome di Flür è legato indissolubilmente ai Kraftwerk, di cui è stato colonna portante facendone parte nel loro periodo migliore, tra il 1974 e il 1986; un'esperienza che Flür stesso ha ricordato nel libro-biografia 'Ich war ein Roboter' (trad: "Io ero un Robot"). Flür dopo aver lasciato il gruppo aprì nel 1993 il progetto benefico Yamo come risposta alla guerra in Bosnia.
Il musicista ha rilasciato un'intervista per la nostra testata.
Come si sente a essere un nome della storia della musica?
Mi fa piacere, mi fa star bene. Sono contento anche di essere qui per questa esperienza.
Cosa è che fa esattamente dietro la consolle durante la performance?
La performance di questa sera è stata un cosa particolare. Non è suonare nel senso comune del termine, ma neppure si può dire riduttivamente che sono un dj. Utilizzo e faccio mix dal vivo di musiche di Yamo, il mio progetto musicale dopo i Kraftwerk, di amici, mie e naturalmente dei Kraftwerk. Alcuni parametri sono preparati a monte, altri li manipolo direttamente dal vivo con la mia effect-machine.
Nella sua autobiografia lei spiega come i Kraftwerk siano "finiti" dopo che due dei componenti si sono appassionati al ciclismo. Lei non si è appassionato?
No. Per il video di Tour de France ho avuto a che farci tre giorni. Poi ebbi un incidente, un brutto incidente, e questo per me è stato uno schock dopo il quale ho chiuso con la bicicletta.
I Kraftwerk sono il gruppo che più di altri ha sdoganato l'elettronica: oggi sono sonorità "normali".
L'elettronica oggi è dovunque, è uno standard musicale: è in ogni progetto, in ogni ambiente. Grazie anche ai Kraftwerk molti giovani sono stati educati all'elettronica, ad ascoltarla.
Le sembra che attualmente ci siano gruppi o musicisti bravi?
Ricevo moltissimi cd ma su tanti che ne ascolto, veramente pochi sono buoni. I giovani hanno molta creatività però tanta musica che sento è *****, è stupida, poco interessante. Un progetto buono è quello dei Mouse on Mars. Per fare buona musica si deve essere geni dentro.
Come si caratterizza un buon artista?
Un vero artista coltiva più arti insieme. Io stesso scrivo, e non sto parlando solo della mia autobiografia. Quando un vero artista, un genio, deve buttare giù una musica, è come se prima avesse dentro di sé un dipinto.
Molti dicono che ormai è stato fatto tutto, in musica. Io non sono d'accordo. Lei cosa pensa? Si può fare ancora qualcosa di nuovo?
Sempre. Ci sarà sempre qualcosa di nuovo. 

 

Foto:  Dania Gennai

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