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Il blog di Francesco Colonna
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Teatro: Cauteruccio reinventa l’ospedale degli Innocenti Spettacoli

studio di scena_Muovere un cielo pieno di figure vive

Firenze – Giancarlo Cauteruccio reincontra e reinterpreta le architetture e gli spazi fiorentini. E’ la sua passione, il suo istinto, la sua irriducibile forza tecnologica a guidarlo e ispirarlo. Il nuovo atto si consuma l’11, il 12 e il 13 ottobre in piazza Santissima Annunziata col titolo invero impegnativo “Muovere un cielo pieno di figure vive”.

A finire nel cono di luce e nella creatività espansa di Cauteruccio è l’ospedale degli Innocenti, luogo simbolo di un welfare ante litteram, prima istituzione laica nel mondo a occuparsi in maniera esclusiva di assistenza ai bambini, della loro accoglienza, educazione e tutela. Struttura pubblica d’avanguardia, l’ospedale degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata, ci sta dai primi del Quattrocento (i lavori iniziati nel 1419 si conclusero nel 1445, data ufficiale dell’inizio dell’attività), incorniciato  dalla sublime armonia delle volte di Filippo Brunelleschi e accarezzato, occhi vigili come lunari ex voto, dai medaglioni dei corpicini in fasce dei dieci putti di Luca della Robbia. Che ora, staccati e restaurati dall’Opificio delle Pietre dure, giacciono tutti in fila all’interno del museo rinnovato, aperto lo scorso anno. Giustamente Cauteruccio da un lato proietta il portico sulla direttrice che lo collega con l’altro pezzo forte brunelleschiano, la cupola di Santa Maria del Fiore, e dall’altro si riappropria di una superficie che aveva “utilizzato” oltre 30 anni fa, nel 1986, in occasione di Firenze capitale europea della cultura, per una performance di teatro/architettura dal titolo “Metamorfosi”.

Che succederà adesso, a.d. 2017? Il progetto di Cauteruccio lavora sulle proporzioni e la simmetria dello spazio. Invaso da nuove luci, percorso da visioni, frammentato da esplorazioni cinetiche, abbagliato da percezioni ottiche, attraversato da un manipolo di performer, che il demiurgo vuole quali “operai delle geometrie”. Sono pattinatrici, angeli involo, macchinisti, artefici e costruttori di quella scenotecnica di cui ser Brunelleschi fu il primo sperimentatore. Insomma un itinerario di visoni e scarti tecnologici, nella falsariga di un metodo ormai assuefatto, caro al regista kriptoniano, che troverà in novembre una seconda ambientazione, nel Tenax di via Pistoiese, la storica discoteca fiorentina, che sarà fondale per una nuova avventura. In un ponte ideale gettato fra centro e periferia. L’ingresso è gratuito. Info 055 2345433.

Foto: Giancarlo Cauteruccio

 

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