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Teatro Era: il senso della vita a un passo dalla porta fatale Spettacoli

Spettacolo: "Quasi una vita"

Firenze – Un esperimento in vitro del senso della vita cui si sono sottoposti due grandi fondatori del teatro di avanguardia italiano, Giovanna Daddi e Dario Marconcini. Dal racconto della loro vita di compagni, artisti, intellettuali, Roberto Bacci e Stefano Geraci hanno tratto un’opera teatrale, Quasi una Vita. Scene dal Chissàdove, che andrà in scena in prima nazionale al Teatro Era di Pontedera. 

Dario e Giovanna, insieme a Bacci che cura la regia del dramma, sono quegli entusiasti appassionati di teatro che negli anni ’70 crearono il Centro di ricerca teatrale e portarono in Italia l’Odin Teatret di Eugenio Barba e il Living Theater di Julien Beck, rendendo Pontedera una capitale del teatro europeo d’avanguardia. Un lavoro che li ha accompagnati per tutta la vita e tuttora prosegue anche con l’esperienza del piccolo teatro di Buti.

Vita e teatro dunque si intrecciano quando si avvicina la porta che si apre su un chissàdove che forse non esiste ma che è il punto giunti al quale si decide e, nel migliore dei casi, si intuisce perché si è vissuto. E’ un’opera crudele quella che il Teatro dell’Era presenta al pubblico, perché “senza crudeltà – dice Bacci – non si va da nessuna parte”.

E insieme ai due protagonisti si scopre che “la vita è sempre un quasi per tutti, sempre stimolo a una ricerca di senso e di presenza”. Ed è, dunque, “malgrado i nostri sforzi e la buona volontà, una menzogna a cui non sappiamo o possiamo opporre una verità”.

Non si tratta dunque di assistere a un’opera di carattere biografico, né a una seduta psicanalitica, ma a una grande riflessione filosofica basata sulla coscienza e l’esperienza di Giovanna e Dario. Una scena poverissima, ma “ricca di avventure” ruota intorno a una porta con due stipiti di Duchamp, quella che fa da cesura dell’esistenza.

Dario e Giovanna appaiono in scena pronti per la definitiva partenza per il Chissàdove, circondati dalla presenza di Elisa Cuppini, Silvia Pasello, Francesco Puleo, Tazio Torrini, che li accompagnano in questo viaggio a ritroso sul filo dei ricordi, fra i quali si cerca di individuare i frammenti che potrebbero, quasi, forse, dare un senso al vissuto e al voler aver vissuto, immaginando di poter convivere per qualche minuto, con chi ci precede nel viaggio.

“Dice Stanislavski – così Marconcini cita il maestro delle cui teorie è stato uno dei più importanti diffusori in Italia – che il teatro è un inganno ma in questo inganno piangiamo tutte le lacrime. Ebbene io ho pianto tutte le lacrime e ringrazio per poter trasmettere questo dono agli altri”.

 

Una produzione Fondazione Teatro della Toscana

18 | 22 aprile | TEATRO ERA, PONTEDERA

(Da mercoledì a sabato ore 21 – domenica ore 17.30)

11 | 13 maggio | TEATRO STUDIO ‘MILA PIERALLI’ DI SCANDICCI

Nell’ambito della XXV edizione del Festival Fabbrica Europa

(ore 21 | domenica ore 16:45) 

 

Foto: Quasi una vita – foto di Roberto Palermo

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