Teatro in carcere, con ‘Hybris’ torna la Compagnia della fortezza | StampToscana
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Il blog di Francesco Colonna
Voltagabbana

Teatro in carcere, con ‘Hybris’ torna la Compagnia della fortezza Spettacoli

la fortezza

Volterra  - Dal 25 al 29 luglio 2017, all’interno della Fortezza Medicea di Volterra, si aprirà il sipario sul primo atto del progetto “Hybris”, cinque repliche che fanno da preludio al nuovo lavoro della Compagnia di attori detenuti guidati da Armando Punzo.

A corredo e irrobustimento dello spettacolo che ha per titolo “Le parole lievi. Cerco il volto che avevo prima che il mondo fosse creato” ci sarà un ciclo di incontri dialogo con filosofi, sociologi, antropologi, economisti  culturali più alcune serate speciali nell’area recentemente ristruttura della Torre del Maschio.

“Quest’anno, con il progetto Hybris – ha sottolineato l’assessore regionale alla cultura Monica Barni – prende il via un lavoro destinato a concludersi nel 2018 con la celebrazione dei 30 anni di attività del Compagnia. La hybris che Punzo propone significa un rovesciamento del significato, da tracotanza e superbia a eccesso di sogno, di amore. Dunque una sfida non semplice, che ben si inerisce nel lungo lavoro sperimentale che ha fatto della Compagnia della Fortezza uno dei simboli della capacità toscana di ‘fare’ cultura”.

Spiega a sua volta Punzo: “Il nuovo lavoro, ispirato all’opera di Jorge Luis Borges, nasce come ideale prosecuzione degli ultimi spettacoli che ruotavano sull’universo scespiriano. Nella scena finale il protagonista e il suo alter ego si allontanavano. Mi sono chiesto, dove vanno, ora, quei due? E’ scaturita questa ricerca che si fonda sull’universo in potenza, dove l’uomo può ancora essere generato, un mondo in cui quei due possono abitare”.

La hybris per Punzo diventa quindi un punto di forza. Una sorgente di nuove energie. Oltre il significato negativo che da sempre le viene assegnato.  “Secondo un luogo comune – dice ancora Punzo – la hybris è la colpa di chi viola leggi divine immutabili. Il dizionario etimologico ci dice però che insolente significa ‘colui che fa cose insolite’ e tracotante ‘colui che va oltre col pensiero’. Vogliamo allora intendere Hybris non più come la colpa del violare i limiti, da punire, ma come sfida, come spregiudicata ricerca della felicità contro ogni apparentemente immodificabile dato di realtà”.

L’uomo e il bambino, immagine conclusiva del cerchio scespiriano, si allontanavano verso un altrove che non era dato sapere. Il teatro e il suo doppio, che nel chiuso della forzata messinscena volterrana, moltiplicava discendenze e traiettorie, oltrepassa ogni residua parete di resistenza teatrale, e diventa sempre più ineffabile Ariel e dispettoso Puck. Ancora Shakespeare? Forse. Eccentricità relazionale e interrogativo esistenziale.

Ma Borges, maestro di sconfinamenti nei territori impalpabili della verità immaginaria, poeta sommo di finzioni, costruttore eccelso di labirinti, è l’ideale compagno di viaggio. Cuce le dissolvenze e riduce le perdite di memoria. Ci sono parole, gesti, comportamenti, che superano i quotidiani confini e atterrano oltre i confini della realtà. Punzo li cerca. E si chiede: ci sono stelle comete che indicano la strada? E dove si colloca il teatro in questo crocevia di conoscenza? Domande superbe. Che Punzo, consapevole affronta. Con la forza del suo smarrimento e di quello delle sue “creature”, viatico di inaudita clausura corporea e estrema libertà mentale.

Per informazioni e prenotazioni 0588 80392 e www.compagniadellafortezza.org

 

 

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