Teatro: “Sconvolti” dalla bellezza del vernacolo fiorentino | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany
blog words
Il blog di Francesco Colonna
America

Teatro: “Sconvolti” dalla bellezza del vernacolo fiorentino Spettacoli

sconvolti

Prato - “Del resto vi sono nel vernacolo, come in lingua, delle regole che l’orecchio fissa da sé, senza che nessuna grammatica possa giustificarle. E l’orecchio è come il cuore: non ha mai torto! In fine sul vernacolo, specie dei contadini, vi sarebbe da scrivere un volume.”

Così scriveva Ferdinando Paolieri nella prefazione alla prima edizione della commedia in vernacolo dei campagnoli fiorentini “Pateracchio” Due Parole Sul Vernacolo,pubblicato a Firenze nel 1910.

E la Compagnia amatoriale di Prato “Gli Sconvolti”, dopo i successi delle passate stagioni, torna nuovamente sul palco, al Cinema Teatro Ambra di Poggio a Caiano, domenica 26 marzo alle ore 16.15, con un esilarante spettacolo, a favore dell’Associazione Anna Maria Marino di Prato, “La Fortuna si diverte – L’agonia di Schizzo”.

Una commedia brillante in tre atti in vernacolo fiorentino di Athos Setti, livornese, amico e collaboratore di Eduardo De Filippo, che tradusse in film l’opera teatrale, ambientandola a Napoli anziché in Toscana e intitolandola “Sogno di una notte di mezza sbornia” e da Ettore Petrolini.

“Parola d’ordine è ridere – così dicono in coro gli  attori della Compagnia Teatrale Gli Sconvolti – perché una sana risata aiuta e fa bene al cuore e all’umore.” Una filosofia di vita ormai sperimentata con successo grazie anche a un fedele pubblico, sempre più numeroso ed attento, che li segue ormai da tanti anni  nelle loro rappresentazioni. Questo gruppo di attori amatoriali, con in comune la passione di far divertire e sorridere, uniti dall’amore per la recitazione, ha un progetto -”l’idea di realizzare”- così Gianni Gianassi  -”un teatro per tutti, che possa piacere a grandi e piccini, ma soprattutto l’idea di far trascorrere in allegria, senza pensieri,una serata od un pomeriggio.”

I tempi che viviamo sono quelli della globalizzazione ma anche della omologazione e in questo contesto riportare sulla scena un patrimonio culturale linguistico, che affonda le proprie radici nel Rinascimento con Machiavelli per poi proseguire con Stenterello di Luigi del Bono, fino ai “popolani”dell’abate Zannoni nel Settecento e poi nel Novecento con Augusto Novelli e i capocomici Wanda Pasquini, Dory Cei e Giovanni Nannini vuol dire ridare dignità a una lingua, il fiorentino, e riscoprire anche una gloriosa  tradizione teatrale.

La storia narra le vicende di Alfredo che vive in un umile dimora,insieme alla moglie Isola e ai suoi due figli Gina e Arturo. Una notte riceve in sogno la visita di Dante Alighieri ,che gli suggerisce di giocare al lotto sulla ruota di Firenze quattro numeri . Alfredo li gioca, vince e si trasferisce con la moglie e i figli in un lussuosissimo appartamento, con servitù.

Mentre la famiglia festeggia adattandosi al nuovo stile di vita, Alfredo è l’unico che non riesce a gioire della nuova condizione per un misterioso motivo che lo terrorizza al punto di sembrare “schizz..ato”. Un susseguirsi di situazioni divertenti porterà i protagonisti all’immancabile”colpo di scena” finale.

“Con Gli Sconvolti – dice la Compagnia  - si rinnova e si alimenta un grande amore,  quello della nostra città per la commedia in vernacolo, che da sempre ravviva le nostre piazze e i nostri teatri,e i nostri testi  spaziano da quelli di autori fiorentini ormai diventati “classici” a quelli moderni di autori contemporanei”

vernacolo

 

Print Friendly


Translate »