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Consuntivo viola: fra acquisti, prestiti e cessioni risparmio zero Opinion leader, Sport

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Firenze - I bilanci delle squadre di calcio sono complicati. Per esempio, oggi vedo, a fine mercato, che la Fiorentina presenta un saldo passivo di 26,3 milioni (per la Gazzetta dello sport) o di 15,5 (per Stadio). Non voglio entrare nello specifico di calcoli assai complicati nelle rendicontazioni, che magari considerano rate pregresse in entrata e in uscita, o la voce monte ingaggi.

Qui voglio soltanto commentare la campagna acquisti-cessioni della Viola “ad personam”, valutando quanto sono stati prezzati i cartellini dei giocatori in entrata e in uscita, indipendentemente dalle modalità di pagamento che pure incidono eccome nei bilanci annuali (non è un caso che il povero calcio italiano viva soprattutto di prestiti e di “pagherò”, come la nostra Fiorentina insegna).

Ebbene: tra gli arrivi a titolo definitivo, Lafont è costato 7,5, Hancko 3,8, Ceccherini 3, Norgaard 3,5, Vlahovic 2,5; mentre i prestiti onerosi di Fernandes, Pjaca e Mirallas sono costati complessivamente 3,7. Le cessioni hanno portato i “miracolosi” 4,7 di Gaspar e i 2 altrettanto miracolosi del prestito oneroso di Saponara. Poi c’è stato da riscattare Pezzella (10), mentre dal riscatto di Tomovic da parte del Chievo è arrivato 1 milione.

Dalla rosa dello scorso anno mancheranno, a ricavo zero, Sportiello, Dias, Lo Faso, Falcinelli, Badelj, Saponara. Mancheranno anche Sanchez e Venuti, i quali, appena tornati dal prestito, in prestito gratuito se ne sono riandati. In compenso resteranno giocatori indesiderati e inutili (ma da stipendiare!) come Zekhnini, Cristoforo, Maxi Olivera, Graiciar e Schetino (per non dire di Dragowski e Eysseric).

Sembrerebbe dunque più esatto, e anzi generoso, il calcolo della Gazzetta; il che vorrebbe dire che la Fiorentina, in questo mercato, ha speso meno soltanto della Juve e del Torino! E attenzione: perché i suoi “colpi” più pregiati sono tutti in prestito, per cui, se dovessimo prevedere l’acquisto definitivo dei vari Pjaca, Mirallas, Gerson e Fernandes (più Montiel e Gillekens), anche considerando che Saponara, se riscattato, potrebbe portare nelle nostre casse circa 7 milioni, dovremmo calcolare almeno altri 40-50 milioni in uscita. Siete ancora convinti, dopo questi dati, che la campagna acquisti-cessioni della Fiorentina sia da 7 in pagella (voto della Gazzetta)?

Vorrei aggiungere qui un consuntivo degli arrivi a Firenze di giocatori portati dalla gestione Corvino 2.0 negli anni passati. Sono tutti giocatori “costati”, anche quando poco, e ve li elenco: Maxi Olivera, Dragowski, Cristoforo, Astori, Baez, Schetino, Diks, Toledo, Maganjic, Bittante, Milic, Tello, Sanchez, Spalluto, Chrzanowski, Saponara, Sportiello, Castrovilli, Scalera, Vitor Hugo, Simeone, Eysseric, Veretout, Benassi, Gaspar, Thereau, Zekhnini, Milenkovic, Graiciar, Laurini, Hagi, Biraghi, Chiossi, Lo Faso, Brancolini, Zinfolino, Simic.

Qualcuno continua a parlare di Corvino come di un talent scout. L’elenco sopra riportato è impietoso: gli unici giocatori “scoperti” da Corvino sono costati molto (Simeone 18 milioni, Veretout 7,5, Vitor Hugo 9, tanto per fare qualche esempio), il che vuol dire che qualcun altro li aveva già scoperti; e la loro valorizzazione non è certo esponenziale come, per esempio, quella di uno Skriniar, comprato da Pradè alla Samp per 600.000 euro e ora valutato sui 50 milioni.

Cito di proposito Pradè perché era nel libro paga della Fiorentina prima della spending review dei DV che ha riportato in auge il Corvo. E lo cito perché in questi anni Pradè ha portato alla Samp giocatori alcuni dei quali trattati dalla Viola (come Praet, Linetty e Kownacki) o altri come Bereszinski (spesa 1,5 ; valore d’asta attuale a partire da 15 milioni) che per l’appunto ricopre quel ruolo di terzino destro che Corvino, in tre anni di prove andate male (Scalera, Diks, Laurini, Gaspar, Bittante…), non è riuscito a coprire adeguatamente.

Anzi, bisognerebbe dire che è riuscito a “scoprire”, dato che nel frattempo ha pensato bene di cedere definitivamente Piccini per due palanche e di vendere a 1 milione Tomovic, a fronte dei quasi 10 milioni spesi per quelle “prove andate male”. Siete ancora convinti che Corvino abbia aiutato i DV a spendere meno? E già che ci siamo e che elogiamo il Corvo per qualche “pacco” vantaggioso rifilato in giro per il mondo (l’ultimo è Gaspar), vogliamo considerare le “sconsiderate” cessioni di Mancini, ora titolare dell’Atalanta e della Nazionale Under 21, a 100.000 euro o quella di Ilicic a 5,5 milioni (quando nel suo ruolo sono stati acquistati Eysseric a 4,5 e Saponara a 9)? A me anche quella di Bernardeschi a 40 milioni era sembrata una valutazione a rimessa (era la cifra alla quale il Sassuolo non aveva voluto vendere Berardi)!

Ah, dimenticavo che tra le possibili voci attive in futuro ci sono ancora i 7-8 milioni di Rebic. Questa sì che è stata una grande intuizione, un “affare” che dimostra come il “progetto” della Fiorentina sia solido e di come Corvino veda lontano. Ma ora che ci penso, quella clausola non l’aveva messa Corvino, ma Pradè. E allora, se 2+2 fa 4, chiedo ai DV: ma se volevate risparmiare e continuare a impostare una squadra da alta classifica, perché avete sostituito Pradè con Corvino? Solo perché lo stipendio di Corvino ammonta a poco più di qualche bistecca? Cari DV, calcolate quanto sprecate in queste campagne acquisti-cessioni, e rimpiangete di non aver tenuto il DS che avevate o di non averlo sostituito almeno con Sabatini.

Nel calcio si può benissimo ricominciare da zero (o da tre), ma bisogna saper contare!

 

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