Festa mondiale a Coverciano per i 90 anni di Fino Fini | StampToscana
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Festa mondiale a Coverciano per i 90 anni di Fino Fini Sport

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Firenze – Grande festa al Museo del Calcio di Coverciano dove parenti, amici, dirigenti, tecnici, campioni del mondo, giornalisti, tutti compagni di viaggio che hanno incrociato il Dottore Fino Fini sono accorsi per il suo 90esimo compleanno.  ha dedicato con infinita passione al calcio. 
A ripercorrere  le tappe fondamentali della sua storia con le nazionali azzurre, della sua storia con il Centro Tecnico Federale e con il Museo del calcio e con tutte le iniziative che hanno sposato il pallone alla cultura, sono stati Luca Calamai della Gazzetta dello Sport e Maurizio Francini direttore del Centro Tecnico di Coverciano. 

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A loro è toccato il compito di condurre la sfilata di campioni e rappresentanti delle grandi realtà sportive nazionali che hanno abbracciato il Dottore. A partire da Francesca Sansone, Eugenio Giani, Salvatore Sanso, Francesco Franchi, Renzo Ulivieri, Giancarlo De Sisti e Giancarlo Antognoni, Carolina Morace, Andrea Da Roit, Alberto Di Chiara, Marcello Marchioni per poi continuare con i video messaggi di Cannavaro, Rivera, Mazzola Paolo Rossi, Felice Accame, Graziani e di tanti giornalisti. Per poi leggere le lettere del commissario Figc Roberto Fabbricini, di Giampiero Boniperti, di M. Federica Giuliani per la Commissione cultura e sport del Comune di Firenze, di Franco Morabito presidente Ussi Toscana, per poi ascoltare le parole bellissime di Raffaello Paloscia decano dei giornalisti, e quelle del figlio Paolo Fini. 


E infine tutti ad applaudire il discorso commovente, lucidissimo, attuale e come nel carattere di Fino schietto e concreto: 
“Dire che sono commosso è poco. Vedere tanta gente qui al Museo vuol dire che un po’ di semina l’ho fatta. Una semina di affetti, convincimenti, storie, di memoria del mondo dello sport che è una memoria importante perché non c’è paesino, ambiente che sia stato tenuto unito ma anche separato anche litigando come solo il pallone sa fare. 
Il pallone e la memoria – ha proseguito Fini – sono importanti se la viviamo nel modo giusto e il mondo del calcio è bello di cose belle. Con il Museo ho avuto una valvola di salvezza perché tutte le volte che ho incontrato i bambini ho visto come bevono nel modo giusto le cose belle. Ho visto come sono capaci di apprendere e capire quali sono le cose belle della vita. Ho rispettato la famiglia ma la mia casa era qua a Coverciano. Qui ho fatto di tutto anche salire su un tetto o andare a vedere se c’era un tubo rotto. 
Il calcio attuale ha un momento difficile ma si può sempre risalire. Di Biagio è qui e mi auguro che la Figc si serva di allenatori cresciuti in casa. Come è stato per Vicini e Bearzot. Che hanno girato per l’Europa per creare cultura autentica. Come è stato per Bernardini che doveva mettere d’accordo Mazzola e Rivera e che poi ha dato l’opportunità a Bearzot di andare in panchina della nazionale maggiore. Grandi uomini, grandi esempi e mi auguro che all’interno della Federazione si rifaccia uguale”.fino2
Applausi scroscianti da tutta la sala dove sedevano, tra gli altri, Oriali, Di Biagio, Antognoni, Salica, De Sisti, il presidente del Crt Paolo Mangini, il consigliere regionale Vasco Brogi, Enrico Chiesa responsabile del CFT alle Due Strade, le due psicologhe dello sport del CRT Sara Binazzi e Isabella Ciacci che hanno donato a un sorridente e sorpreso Fino Fini una targa ricordo dei tanti giorni passati con le scolaresche del progetto Calcio Cultura. 
Una bellissima festa aperta dal saluto e dai regali di Francesca Sansone della Figc che ha ringraziato Fino per quanto dato alla Federazione, di Eugenio Giani che ha regalato al Dottore il Pegaso della Regione. Di Andrea Vannucci,  Di Francesco Franchi vicepresidente della LND, che ha conosciuto Fini da bambino, grande amico del babbo Artemio, ricordandone il loro splendido rapporto. E che ha sottolineato come il Museo del calcio sia stato tirato su con uno spirito tale che non potevi dire no a nessuna richiesta di un Dottore sempre a caccia di cimeli. Che presto saranno arricchiti anche dai documenti che ancora Franchi possiede. E per regalo a Fino la divisa dei mondiali di Spagna che il babbo Artemio indossava con lo stemma FIFA. Di Renzo Ulivieri, di De Sisti e Antognoni che hanno ricordato i successi conseguiti quando il Dottore era con la nazionale. E tanto è stato l’affetto con cui Antognoni ha confessato di non avere più maglie della nazionale perché l’ultima l’ha preso proprio Fino per il Museo. E poi Picchio De Sisti che ha ringraziato Fino per essere stato parte integrante della nazionale e ha ricordato quell’Italia Germania in cui Fino fu protagonista. Un lungo abbraccio culminato con la maglia n. 90 viola regalata da AntognoniDi Carolina Morace, di Andrea Da Roit che ha annunciato la presenza da protagonista di Fini al convegno mondiale del prossimo anno del Panathlon, di Alberto Di Chiara con tanti affettuosi saluti e di Marcello Marchioni ex presidente del CONI Che ha ricordato i tempi in cui Fini insegnava all’ Isef e di Alberto Panizza di Giglio Amico che ha saluto Il Dottore come un grande amico sempre vicino all’associazione per tanti consigli e anche rimproveri.

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(foto di MaurizioFanciullacci)

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