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A Bologna mentre trema la terra Cronaca

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Appena aperti gli occhi non era chiaro cosa stesse accadendo, anche se il primo pensiero era quello di un sommovimento tellurico: la struttura che ci ospitava, un Bed & Breakfast in stile minimal in pieno centro storico a Bologna, ha cominciato a vibrare completamente. Nessun lampadario sopra di noi: la struttura stessa ha cominciato a scuotersi con tanto di effetti sonori cupi unitamente a quelli dei divisori in vetro e delle finestre che hanno preso a vibrare.

Da quando ci ha svegliati, la scossa è durata ancora dieci secondi durante i quali abbiamo assistito alla scena in silenzio: al suo esaurimento si è scatenato il panico mentre cercavamo di capire se si era trattato di un terremoto o meno. Subito studenti e famiglie si sono riversate nelle strade mentre allarmi di tutti i tipi hanno cominciato a suonare contemporaneamente a urla, pianti e gente che correva. Per i primi momenti, poi, al panico si è aggiunta la possibilità che non si trattasse di un terremoto: c’era chi diceva di avere sentito un boato, e il pensiero è andato subito alla strage di Brindisi. Per alcuni minuti poi non è stato possibile capire con certezza di cosa si trattasse visto che nel nostro B&B era saltata anche la corrente elettrica rendendo il tutto ancora più caotico. Poi si è diffusa immediatamente la notizia, la certezza che era stato un forte terremoto. “Non riuscivo a dormire – rivela una nostra coinquilina – mi sentivo agitata. E proprio mentre cercavo inutilmente di prendere sonno, ho sentito un boato e ho visto le pareti della camera muoversi.”

Mentre siamo con le altre persone in strada, una coppia di anziani esce dalla propria casa con calma e compostezza, lei con la sua borsetta, e entra nella macchina parcheggiata proprio davanti al portone. E lì rimane tutta la notte. Alcuni scendono in strada con agitatissimi cani e gatti nelle loro gabbiette, come Chiara e David che affermano che il loro cane era inquieto già verso le due mentre facevano baldoria con altri ragazzi in piazza. Altri studenti muniti di cellulari telefonano alle loro famiglie sparse dal Trentino alla Sicilia per avere e dare rassicurazioni: a quel punto si è cominciato a capire che il fenomeno aveva investito una larga fetta di territorio. Dopo quasi un’ora siamo rientrati in casa per cercare qualche notizia e Twitter si è rivelata la fonte migliore di informazione con semplici cittadini e volti noti dello spettacolo che poco a poco confermavano l’entità del terremoto. Proprio mentre arrivavano queste notizie, intorno alle 5 del mattino, un’altra scossa ci ha buttato nuovamente per la strada. E a quel punto pochi avevano voglia di tornare a letto.

Nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio, ovviamente non si parlava di altro in città, e i soliti disagi che si verificano in queste situazioni non si sono fatti attendere: prima fra tutti la mobilità ferroviaria che ha registrato ritardi in molti collegamenti soprattutto verso le città del nord Italia.
 

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