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Ambulanti contro la Bolkestein, Firenze bloccata Cronaca

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Firenze - Il popolo delle bancarelle si alza, prende il furgone e s’accoda. Seicento, cinquecento, i numeri si rincorrono sui furgoncini che oggi, con partenza dalle Cascine percorrenza Viale dei Colli, passando per piazza Pier Vettori e Porta Romana, fino all’apoteosi a piazzale Michelangelo, hanno costituito un lunghissimo e rumoroso serpentone che si è snodato bloccando il traffico cittadino, nonostante la solerte scorta di vigili urbani e le forze dell’ordine, in particolare carabinieri al piazzale e polizia sul percorso. Si alza, il popolo delle bancarelle, e straordinariamente si scopre multirazziale e multipolitico, con rappresentanti di tante parti politiche a dare manforte alla protesta e tanti ambulanti di provenienza da tutto il mondo: dai nordafricani, all’est europeo ai cinesi, che se ne stanno in un gruppo ben ordinato ma prodigo di applausi e striscioni. Perché il segreto è tutto nelle parole del presidente di Assidea, la formazione nata in Toscana per difendere i bancarellai dalla Bolkestein: “Non ci interessano parti politiche o altro, chi viene a darci una mano è il benvenuto”. E per quanto riguarda le provenienze geografiche, taglia corto un ambulante sotto il palco: “Siamo tutti lavoratori”.

Ecco. Tutti lavoratori a fronte di un nemico comune, un tal Bolkestein che ha dato il suo nome alla direttiva europea sulla regolamentazione dei servizi nel mercato europeo comune. E cosa c’entrano gli ambulanti? “Solo Spagna e Italia hanno messo la categoria degli ambulanti nel decreto legislativo che riguarda la Bolkestein – spiega Ivan della Valle, deputato M5S, oggi presente alla manifestazione – non solo: c’è anche l’aspetto di permettere di partecipare alle eventuali gare per l’assegnazione anche le società di capitale, il che significa, in concreto, mettere in ginocchio quasi 200mila ditte individuali in tutta Italia”. Società di capitali? Sì, vale a dire multinazionali, come ad esempio Eataly, di cui si vocifera sia tentato, il patron Farinetti, di mettere il cappello sul mercato coperto a Firenze, il che cambierebbe tutta la logica, la vita, la storia del luogo. “Sono bugie – continua Della Valle – quelle che si raccontano, che non è possibile fare marcia indietro”. Insomma il solito refrain “lo vuole l’Europa”, pare davvero che non sia valido in questo caso. “Abbiamo fatto fare un’interrogazione in Europa – dice il parlamentare – l’Italia ha inserito gli ambulanti nel suo decreto legislativo attuativo della direttiva. Categoria non contemplata dalla stessa Bolkestein”. Insomma per farla breve, come l’Italia l’ha messa, così la può levare, senza che l’Europa s’offenda. O abbia da ridire. Lo stesso Della Valle ha presentato in merito una risoluzione a livello parlamentare, respinta col voto contrario del Pd. La proposta di legge che presentano i pentastellati ha l’obiettivo di mettere in atto l’estromissione della categoria ambulanti dalla Bolkestein, oltre a non permettere alle società di capitali di accedere ai bandi. Semplice e chiaro. Come è chiaro Filippo Nogarin, che porta il suo contributo e quello della sua amministrazione alla lotta degli ambulanti, dicendo che “Livorno c’è”.

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Ma nel piazzale Michelangelo a Firenze che si riempie di furgoni, bandiere No Bolkestein e passione, c’è anche qualcos’altro che batte. Per capirlo, bisogna parlare con loro, con gli ambulanti inferociti, che al momento non sanno nè cosa succederà, nè se a breve (l’adeguamento è previsto a maggio prossimo) potranno partecipare ai bandi, quanto durerà l’eventuale permesso, se saranno tutti della partita e chi niente. Neppure se ci saranno (questo lo dice Francesco Torselli, capogruppo comunale di FdI, dal palco) delle aree mercatali nel comune di Firenze e se, come sembrerebbe banale a dirsi, ci saranno, dove, come, per chi. Insomma tutti precari, tutti allibiti, tutti intimoriti, anche gente che da quarant’anni fa questo mestiere, come Maria, che è stata spostata da davanti alla Basilica di San Lorenzo in via dell’Ariento e ora non sa cosa succederà. “Si rimane così, senza parole – dice – quarant’anni di lavoro, mutui e speranze di pensione, rimane solo Equitalia alle spalle e neppure i soldi per la vecchiaia”.

Ma chi mette il dito sulla piaga in modo impietoso è lui, Vittorio, ambulante dal 1983, che ha convinto con la sua logica appassionata tanti a partecipare non solo oggi, ma anche all’associazione Assidea che è stata il deus ex machina della giornata. Ed è la dignità, la dignità del lavoro, la dignità del lavoratore, di chi, come ricorda Alessio Pestelli, il giovane e carismatico presidente, “non ha paura di niente perché è abituato al caldo, al freddo, a qualsiasi ora a mettersi in viaggio e andare”, quella che Vittorio, che tutti quanti difendono a spada tratta. Lavoro di gente che se la suda, la giornata, contro multinazionali, contro società di capitali, contro qualcuno che non ha neppure una faccia con cui prendersela.

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Eppure, se è vero che i sindaci possono fare poco, qualcosa possono. A ricordarlo, sono da un lato Francesco Torselli, che spiega che è vero, la direttiva va applicata, ma sono i sindaci poi a doverci costruire i bandi attorno, e allora mettere limiti più o meno alti, anzianità e quant’altro è qualcosa che pesa, eccome, in concreto; dall’altro Tommaso Grassi, capogruppo di Sinistra Italiana in consiglio comunale, che ricorda che, se la giunta continua a non dare risposte, il rischio è che a maggio prossimo si ritrovino “tutti abusivi”, gli ambulanti fiorentini. e le risposte riguardano i criteri per partecipare al bando, il bando stesso, le aree mercatali (per esempio, i Ciompi?…) i rinnovi, ecc. “Lunedì daremo battaglia in consiglio comunale – preannuncia – una fila di domande da parte nostra, di torselli e Arianna (Xekalos, pentastellata consigliera comunale fiorentina) … qualcosa dovranno dirci”. Senza dimenticare la consigliera Scaletti della Lista civica Firenze Viva. Insomma una grande bordata di fuoco dalle opposizioni, in questo caso unite. “Ancor prima di criticare – conclude Grassi – vorremmo sapere”.

Sul palco si avvicendano ancora altre storie di rappresentanti di altre regioni da Roma a Fondi, Lazio, Campania, Umbria. Tanti amministratori con la fascia tricolore, assessori, sindaci, consiglieri comunali, qualche regionale. Intanto, nella piazza viene intonato l’inno di Mameli, e tutti alzano la voce nel canto, evidente la polemica contro l’Europa ma è distensivo vedere ambulanti di tutte le provenienze del mondo cantare insieme a tutti Fratelli d’Italia. Felici il presidente Alessio Pestelli e Giuseppe Iacono, entrambi fra gli otto fondatori dell’associazione, che ricordano, prima di assieparsi tutti in una gigantesca foto collettiva con sullo sfondo Firenze, che la prossima iniziativa sarà il 28, a Roma.

 

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