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Arrestati a Firenze il capo di una banda di minorenni ed un estorsore Cronaca

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È stato arrestato martedì 15 novembre, il capo della banda di minori che si dedicava al crimine nel quartiere fiorentino di Gavinana. Lo scorso giugno il piccolo bullo, un albanese di 17 anni, aveva puntato un coltello alla pancia di un altro minorenne per farsi consegnare i suoi occhiali da sole. Quando i carabinieri di Bagno a Ripoli (Firenze) lo hanno fermato, aveva addosso lo stesso coltello, di 18 centimetri di lunghezza, con il quale aveva terrorizzato il coetaneo. Il giovane albanese da tempo era noto agli inquirenti per le bravate messe a segno ai danni di altri minorenni nel quartiere di Gavinana, ma le indagini per ricostruirne le azioni non sono state semplici perché spesse volte le vittime dei reati non denunciavano le violenze subite per timore di ritorsioni da parte della banda guidata dal diciassettenne. Mentre i carabinieri lo arrestavano eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale dei minori, il piccolo bullo avrebbe addirittura minacciato gli agenti dicendo che brucerà le loro auto non appena tornerà in libertà. Sempre a Firenze e sempre nella giornata di martedì 15 novembre, la polizia ha messo a segno l’arresto di un cittadino marocchino che estorceva denaro ad un anziano minacciandolo di pubblicizzare, se non avesse pagato, la loro relazione omosessuale. Circa un anno fa il marocchino aveva instaurato una relazione con l’impiegato fiorentino, sposato e con dei figli, ed aveva iniziato a chiedere denaro. Ad una prima richiesta di 7.000 euro (necessari, a suo dire, per risolvere alcune necessità familiari) ed una seconda di 6.000 euro (motivata dal fatto che aveva trovato un lavoro a Roma ed aveva bisogno del denaro per pagare l’affitto per l’alloggio), erano seguite minacce estorsive per ottenere sempre più denaro. Il nordafricano minacciava l’amante di rendere pubblica la loro relazione e questi, intimorito dallo scandalo che le sue rivelazioni avrebbero potuto suscitare, pagava. Pagava fino agli scorsi giorni quando, senza più un euro sul conto in banca ed esausto delle continue richieste del giovane, l’anziano impiegato fiorentino si è rivolto alla polizia. Gli agenti hanno organizzato un incontro fra i due ed hanno arrestato il marocchino mentre intascava i soldi dell’ultima richiesta.

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