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Cedolare secca al 10% per affitti turistici, stop dal Sunia Breaking news, Cronaca

turisti in arrivo

 

Firenze – Un secco stop all’ipotesi di introdurre con un emendamento alla legge di bilancio in discussione, la cedolare secca al 10% per gli affitti turistici. E se la mossa parrebbe motivata dalla necessità di contrastare l’evasione fiscale, allora,  dice Laura Grandi, segretaria del Sunia toscano,  dovrebbe passare il principio che, pur di combattere l’evasione, sia necessario abbattere le tasse sulla rendita. In un frangente di grande difficoltà per il Paese, in particolare per le classi una volta “medie”, sembfra davvero un principio iniquo. non parliamo poi, continua Grandi, per le classi più deboli, su cui si scarica il “grosso” del disagio.
Ma non è solo questo, ciò che fa prendere le distanze alla segretaria toscan nei confronti della proposta. “Le città si spopolano di residenti e si riempiono di turisti: tema scottante e d’attualità. Un turismo che avvelena città come Firenze, la quale risulta da dati ufficiali, distribuiti in questi giorni da Confcommercio e Airdna, la seconda città in Europa (Parigi è la prima) per il numero di alloggi offerti da AirBnB in rapporto al numero di abitanti. Grandi affari: una partita economica che nei soli primi 10 mesi dell’anno ha portato nelle tasche di chi affitta nella città fiorentina a turisti, 15.364,134 ml di euro  i ricorda Grandi – e come si cerca di arginare il problema delle città soffocate da questo fenomeno? Ci ha pensato il capogruppo PD alla Commissione bilancio, elaborando un emendamento ‘comico’: la tassazione con cedolare secca al 10% per gli affitti turistici, da annoverare come stupida e perniciosa miopia che danneggerà i residenti, colpevoli di continuare pervicacemente  a voler abitare nelle loro città”.
Dunque, conclude Grandi, “mentre a Parigi, Berlino, Barcellona e Londra si studiano e si adottano norme per affrontare il fenomeno della trasformazione degli alloggi da abitazione a bed e breakfast, in Italia si trova una scorciatoia fiscale, incentivando così questi fenomeni negativi.  Spero che si riveli una fake news,  perché se così non fosse, si tratterebbe di una mossa assurda e deleteria, che andrebbe a favorire ulteriormente questo fenomeno, eliminando i residenti una volta per tutte dalle città”.
Se l’ipotesi è dunque, per il Sunia toscano, da un lato pericolosa per la residenza  e dall’altro iniqua, che fare? “Semplicissimo, dire che si è scherzato. E cercare davvero una soluzione seria a questo grande problema che affligge non solo Firenze, ma tutte le città d’arte italiane”.
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