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Cittadina italiana chiede aiuto: “Oggi no, riceviamo solo gli italiani italiani” Breaking news, Cronaca

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Firenze – L’episodio, denunciato da Aurora Luongo, delegata sindacale dell’Usb, volontaria, è di quelli che, se appurato, ha dell’incredibile. Ed ecco la storia. Ieri pomeriggio, la sindacalista, che stava svolgendo la sua attività, viene interrotta da una voce soffocata dalle lacrime:  “Questo è lo sportello consulenza immigrati? Vorrei fare una denuncia per lesioni alla dignità, alla persona e per razzismo”.

L’accento è spagnolo, ma, come dice Aurora, “anch’io, dopo anni di permanenza a Firenze, non ho perso il mio accento campano”. Infatti, nonostante l’accento spagnolo, la signora in questione è cittadina italiana: dal 2010.

Il punto, che sembra irrisorio, è invece importantissimo. Infatti, la donna, come spiega Luongo, comincia a raccontare: “Il 24 Gennaio 2018 mi sono recata presso il Gruppo Volontariato Vincenziano per rinnovare la tessera per ricevere aiuto alimentare e per recarmi presso il centro d’ascolto. In questo periodo, sono molto demoralizzata perché ho perso il lavoro e non riesco a trovarne un altro, insomma avevo bisogno di parlare, di essere ascoltata e quale posto migliore se non un centro d’ascolto con delle persone che fanno volontariato, che dedicano il proprio tempo libero al prossimo?”.

Il ragionamento sembra ineccepibile. Dunque la donna, bussato alla porta e salutato, chiede di rinnovare la tessera. Il volontario alza lo sguardo e dice: “Signora, deve venire il prossimo mercoledì, cioè il 31 Gennaio, perché oggi siamo aperti solo per gli italiani”.

L’affermazione lascia perplessa la signora, che poi, fattasi coraggio, esclama: “Mi scusi, ma io ho la cittadinanza italiana, perciò sono italiana”. Ma a questo punto, racconta la donna alla sindacalista, i volontari, quasi in coro,  rispondono che probabilmente la protagonista non aveva capito, e che doveva ritornare “perché oggi siamo aperti per gli ‘italiani italiani’”.

Alla perplessità subentra l’umiliazione. “Non ci sono parole per descrivere ciò che è passato nel mio animo”, dice la signora ad Aurora. “Non capivo il perché del deridermi, la cattiveria, il razzismo delle parole”.

Arriva la rabbia. La signora strappa la tessera scaduta, non si reca al centro d’ascolto. E soprattutto pensa: “Che volontariato è? Che centro d’ascolto è? Che posto può mai essere quello in cui fanno differenza tra italiani italiani e italiani d’adozione?”. Viene in mente, spiega la sindacalista, la parabola del buon Samaritano. Chissà se anche lui aveva suddiviso fra Samaritani e non, oppure si occupava del prossimo a categorie, un giorno gli uni, un giorno gli altri?

“Voglio che questa storia tu la racconti – dice la signora parlando con Luongo – e che mandi a loro una lettera perché possano riflettere, perché vorrei che a nessuno, né italiani, né stranieri, possa essere lesa la dignità. Per quanto mi riguarda, mi auguro di ritrovare al più presto un lavoro sicuro e di non aver più bisogno di chiedere aiuto”.

Infine Aurora Luongo, che è anche educatrice, conclude: “E’ da oggi che non faccio altro che pensare ai figli, ai nipoti di questi volontari. A scuola cerchiamo in tutti i modi di insegnare ai nostri bambini al rispetto di se stessi e degli altri, ad essere accoglienti, ad amare, a tendere la mano, spero che tra i nostri alunni ci siano anche loro”.

Ed ecco una breve storia dei Gruppi di Volontariato Vincenziano, come appare sul loro sito, http://vincenziano.fi.it. Fondata da San Vincenzo de’ Paoli a Châtillon-Les-Dombes nel 1617, l’associazione è impegnata nella promozione umana e cristiana dei più poveri mediante il servizio nei loro ambienti ed incontri interpersonali finalizzati ad una liberazione da stati di solitudine ed emarginazione.

I volontari sono laici cattolici e seguono gli insegnamenti del Vangelo e del Magistero della Chiesa. Tutti lavorano gratuitamente secondo la loro libera scelta. L’associazione promuove la formazione periodica dei propri membri volontari per un’azione organizzata, continuativa e competente attraverso verifiche ed aggiornamenti tecnico-culturali con le istituzioni locali, consigli cittadini e convegni regionali.

Il Volontariato Vincenziano è presente a Firenze dal 1858, voluto fortemente da una Figlia della Carità, Suor Vincenza Tonini. Con il nome di “Dame di San Vincenzo” prima, e successivamente “Gruppi di Volontariato Vincenziano”, generazioni di volontari hanno svolto la loro opera di carità e contano attualmente cinque gruppi attivi. Cambiano nel tempo le situazioni di povertà ma il servizio dell’associazione conserva un suo proprio stile. Vengono privilegiate l’assistenza domiciliare alle famiglie, gli incontri sul territorio e le visite di verifica.

I nostri tentativi, reiterati nella mattinata di oggi, di metterci in comunicazione col numero di accesso all’ascolto della sede di via Ronco Corto di Firenze non hanno avuto successo, dal momento che gli operatori volontari sono risultati sempre impegnati. Una riprova della grande affluenza di utenti di cui l’associazione gode. 

 

 

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