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Cittadini e partecipazione: ministero ambiente, posta (e diritti) bloccati Ambiente, Cronaca

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Siena – Cosa succede quando una società industriale intende costruire un grosso impianto produttivo in una qualsiasi area della nostra Italia? Deve presentare al ministero dell’ambiente la documentazione che riguarda il progetto in modo che possa essere fatta un’adeguata valutazione di impatto ambientale. E se i cittadini non sono d’accordo e intendono dare un loro contributo alla valutazione? Possono inviare osservazioni scritte: viene fissato un termine massimo per l’invio di queste osservazioni. E, dal momento che per l’invio telematico deve esspre utilizzata la posta pec, i cittadini spesso chiedono assistenza ai comitati che si incaricano di raccogliere le osservazioni in modo di poterle inviare per tempo.

 Una trafila che si potrebbe dire ordinaria, e che tuttavia, denuncia il comitato Difensori della Toscana, che raccoglie i cittadini dell’Alta Val di Cecina e Val d’Elsa, a volte non riesce a centrare l’obiettivo, vale a dire quello della partecipazione dei cittadini a decisioni che riguardano l’ambiente in cui vivono e la loro salute. Nel caso specifico, si tratta di osservazioni nei confronti di nuovi  insediamenti geotermici che andrebbero ad aggiungersi agli altri presenti in un territorio già pesantemente sfruttato da questo punto di vista.

I comitati si basano sul volontariato e in questa occasione all’invio delle osservazioni doveva pensarci un nostro  iscritto di Casole D’Elsa – raccontano i Difensori della Toscana essendo la scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni domenica 20 marzo 2016, in teoria ci sarebbe stato tutto il weekend per farlo.  In teoria”.

E qual è il problema? “Già da venerdì sera ad ogni tentativo di invio delle osservazioni con posta certificata ritornava una risposta negativa: “casella piena, Il messaggio è stato rifiutato dal sistema”.
Stiamo parlando di una casella ufficiale di posta certificata di un Ministero della Repubblica Italiana
dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it”.

Ovviamente, il nostro cittadino non si dà per vinto, e riprova. “Sabato, stessa solfa e intanto si avvicinava sempre di più la scadenza dei termini. Alle 22 di sabato veniva inviato un messaggio a tutti gli indirizzi pec del ministero avvisandoli di quanto stava avvenendo. Nessuna risposta. Domenica ancora nessun segnale. Altri tentativi e sempre la stessa risposta: Il messaggio è stato rifiutato dal sistema”.

Disperato, a dieci minuti prima dello scoccar del termine, vale a dire  a dieci minuti prima di mezzanotte di domenica 20 marzo, il nostro cittadino tenta il tutto per tutto, e invia la seguente missiva  direttamente alla segreteria del ministro, e, in contemporanea, ad una ventina di altri indirizzi ministeriali di posta elettronica, pec e normale:

Spett.li

a tutti gli uffici del ministero raggiungibili via email affinchè sia data una risposta ufficiale

buonasera,
è possibile che la casella di posta certificata di un ufficio ministeriale non funzioni da più di due giorni?
La scadenza per inviare osservazioni contro il progetto dell’impianto sperimentale geotermico Castelnuovo era oggi, e da venerdì 18 marzo i cittadini non sono riusciti ad inviare niente. Qualche cittadino vedendo la malparata  si è dovuto recare in posta sabato per spedire osservazioni in forma cartacea. Non è chiaro cosa stia succedendo nei vostri uffici, ma mantenere efficiente un canale di comunicazione previsto per garantire la partecipazione dei cittadini è un preciso obbligo e nel vostro ministero questo obbligo è stato disatteso. La democrazia non è partecipazione?
Uno o più incaricati dovrebbero controllare che tutto funzioni, giorno per giorno, anzi ora per ora. Un dirigente dovrebbe verificare che gli incaricati svolgano i compiti loro assegnati e risalendo la scala gerarchica il Ministro dell’Ambiente dovrebbe assicurarsi che i cittadini ed elettori possano partecipare alle scelte che riguardano l’ambiente, in special modo se ci lavorano e ci vivono con le loro famiglie.

Saluti

Firmato
Un qualsiasi cittadino che paga le tasse

Lorenzo B.
Casole D’Elsa”

Tentativo riuscito? Macchè, proprio per niente: “Con grande sorpresa – scrivono i cittadini – anche la posta pec della segreteria del ministro rifiutava di ricevere quanto inviato…”. In compenso, nel messaggio destinato all’utente “segreteria.ministro@pec.minambiente.it”,  è stato rilevato un errore: “5.0.1 – Aruba Pec S.p.A. – presso il Gestore ricevente si è verificato un errore tecnico che impedisce la consegna. Il messaggio è stato rifiutato dal sistema”.

E siamo ormai a lunedì 21 marzo 2016. Il tempo è scaduto. Riassunto e sintesi, a cura del comitato Difensori della Toscana e dei cittadini molto arrabbiati per non essere riusciti a espletare un loro diritto previsto da legge: “Nonostante questa missiva sia stata inviata con posta certificata a 22 indirizzi diversi, pec e normali, dal ministero non è mai arrivata nessuna risposta ufficiale”.

 

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