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Clima cambia, le città pure: diventano “resilienti” Cronaca

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Firenze – Il clima cambia e il nostro adattamento è una necessità improrogabile. A pochi giorni dall’apertura della Conferenza di Parigi 2015 sul clima, stamattina si è tenuto a Palazzo Vecchio il convegno “Il Cambiamento climatico, strategie di mitigazione e di adattamento in ambito urbano. Aspettando Parigi COP21″, in cui tanto accademici quanto rappresentanti delle istituzioni hanno illustrato le strategie di mitigazione necessarie a far fronte ai nuovi scenari disegnati dagli impatti ambientali sulle città.

Parola d’ordine del futuro è “resilienza”, farsi trovare pronti: non potendo intervenire, se non marginalmente, sul verificarsi di alluvioni e uragani, tutto sarà puntato sulla capacità di “assorbire l’urto” e di uscirne il meno acciaccati possibile. La via da battere va dagli adattamenti strutturali al contenimento di emissioni, dalla gestione dei rifiuti alla difesa dal dissesto idrogeologico, passando attraverso appositi piani della protezione civile e l’indispensabile collaborazione del cittadino. A cappello di tutto, le politiche ambientali. Anche la Regione Toscana e il Comune di Firenze – presenti al convegno con i rispettivi assessori all’ambiente, Federica Fratoni e Alessia Bettini – si stanno muovendo ormai da tempo in direzione di nuovi obiettivi di adattamento e mitigazione.

L’adesione, lo scorso 4 novembre, all’accordo di programma sulla difesa dal rischio idrogeologico, sottoscritto dal Cipe, convoglierà sulla Toscana oltre 100 milioni di euro (di cui il 60% da fondi comunitari), buona parte dei quali andranno in interventi di messa in sicurezza dell’Arno e, più in generale, della provincia di Firenze. L’accordo si focalizza infatti sulle aree metropolitane e su quelle fortemente urbanizzate ad elevato rischio idrogeologico. Tra le azioni di mitigazione e contrasto, le ormai famose casse di espansione di Figline, che da sole assorbiranno una gran fetta del budget, ma anche interventi trasversali sulla riduzione delle emissioni di Co2 e dell’effetto serra.

“Porteremo avanti – ha detto l’assessore Fratoni – un filone della messa in sicurezza che tenga conto della pericolosità rilevata che, se da un lato mira a sviluppare politiche di contenimento, dall’altro sviluppa anche una cultura della resilienza e dell’adattamento, chiamando in causa un approccio attivo della cittadinanza”. Le aree urbane, vittime predestinate di eventi climatici estremi, sono altresì l’epicentro del contributo essenziale all’abbattimento di emissioni. “Come Regione abbiamo molto lavoro da affrontare insieme agli enti locali sul tema dell’efficientamento energetico, non solo per aumentare l’approvvigionamento da fonti rinnovabili, ma anche per ridurne alla fonte il consumo, spesso incontrollato. Ce lo chiede l’Europa. Da qui al 2020 abbiamo 64 milioni di fondi comunitari da impiegare in questa direzione”. L’Europa chiede anche un piano di gestione del rischio alluvioni. “La Regione lo approverà nelle prossime settimane. È un passaggio importante perché richiede l’adozione di una mentalità diversa. Si passerà da una concezione della certificazione della pericolosità rispetto alla quale si programmano interventi di messa in sicurezza, a una cultura di gestione del rischio, dunque ad un approccio attivo”. Toccherà da vicino i cittadini, che saranno coinvolti in una vasta opera d’informazione da parte della protezione civile al fine di avere ben presenti – in caso di necessità – procedure standardizzate, semplici da seguire, che li rendano in grado “di salvarsi e di salvare”.

La politica d’informazione toccherà anche Firenze. Ad un anno dalle celebrazioni dell’alluvione del ’66, la città fa ancora i conti con i nubifragi del settembre 2014 e dello scorso agosto, oltre che con quelli causati dalla tempesta di vento del 5 marzo, eventi che hanno visto – complessivamente – l’abbattimento di 2400 alberi, oltre che danni strutturali per milioni di euro. Il Comune, che già ha aderito nel 2011 al Patto 20-20 (abbattimento del 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020), ha più recentemente firmato il Compact of Mayors e il Mayors Adapt, promosso dalla UE per l’impegno alla costruzione di città resilienti. Le strategie per la mitigazione danno già buoni frutti: la messa in funzione della linea 1 della tramvia ha infatti permesso l’abbattimento di 4800 tonnellate di Co2 annue (che saliranno a 26mila con la messa a regime delle linee 2 e 3). È di pochi giorni fa, inoltre, l’inaugurazione di 150 colonnine elettriche, per 400 punti di ricarica. “Firenze – ha detto l’assessore Bettini – è la prima città d’Italia ad investire così tanto sull’elettrico. Nei prossimi anni sostituiremo 30mila lampadine con led, per un investimento di 12 milioni di euro, per metà sostenuto dal Comune. Questo consentirà un risparmio energetico del 40%”. Entro la fine della legislatura, infine, l’accesso al centro storico sarà consentito soltanto con veicoli elettrici.

 

 

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