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Corteo 8 marzo, oltre tremila sfilano a Firenze Breaking news, Cronaca

otto marzo

Firenze - Il corteo è lunghissimo, oltre tremila persone, e spazza via d’un colpo le polemiche dei giorni scorsi, le spaccature, i distinguo. Le donne la fanno da padrone, ma l’occasione è di quelle che riportano in piazza parole d’ordine che, se non sono solo femminili, sono però importanti per tutti, per il mondo intero, in aderenza a un’iniziativa di lotta che abbraccia ameno 40 paesi. E Firenze non ha mancato all’appuntamento: giovani e meno giovani, nero e fucsia, rosso di bandiere e striscioni, il corteo organizzato dall’associazione “Non una di meno”, che segue all’intera giornata di mobilitazione che ha avuto inizio stamattina in piazza Santissima Annunziata e che si è conclusa con questo fiume  di gente in piazza Santo Spirito, è stata una risposta straordinaria per chi pensava, alla vigilia, che l’8 marzo fosse ormai una festa di maniera. 

my bodyDi episodi, oggi, se ne sono visti tanti, nel corso della giornata, sparsi per la città: dal comitato degli inquilini che ha presidiato e interrotto il traffico davanti agli uffici casa del Comune e che ha voluto, nel giorno della lotta al femminile, rimettere al centro la questione abitativa, al presidio davanti all’Ataf, in viale dei Mille, insieme alle tassiste cittadine. Alla giornata di protesta hanno aderito anche i lavoratori del pubblico e quelli dei trasporti: ci sono stati alcuni voli cancellati a Firenze e Pisa, mentre hanno viaggiato regolari i treni a lunga percorrenza. A Firenze alcuni disagi per le corse Ataf saltate, in particolare nel pomeriggio. 

La consapevolezza che le donne sono al centro della questione sociale che riguarda i diritti di tutti, è il leit motiv del cuore dell corteo, pulsante di giovanissime e ragazze che portano striscioni e cantano, strada facendo, al ritmo di strumenti che portano sulle ali della musica il vento della protesta. Non mimose, come si legge in uno striscione, ma riscatto: una protesta che viene da lontano e riguarda tutte, di ogni nazionalità e colore, “sorelle”, come dicono le donne che reggono gli striscioni. Un abbraccio collettivo che non dimentica nessuna. Non una di meno, appunto. 

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