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Direttiva Bolkestein, ambulanti: “La nostra lotta per continuare a esistere” Cronaca

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Firenze -  Ormai sanno tutto della Bolkestein, tanto è vero che la citano quasi a memoria. La direttiva europea 2006/123/CE, conosciuta col nome di Bolkestein dal commissario europeo che la sostenne e la curò, l’economista olandese Frederik “Frits” Bolkestein, recepita dal nostro governo con la legge 59/2010, ha scatenato l’inferno fra gli ambulanti toscani (e italiani). Tant’è vero che, ritenendo che fosse necessario tutelarsi, hanno deciso di fondare un nuovo soggetto, Associazione Idea, che ha raccolto dapprima gli operatori fiorentini e ora, a macchia d’olio, si sta allargando a tutta la Toscana. La sua velocità di espansione (nata il 9 maggio scorso, già conta circa 800 nuovi membri), rivela che, perlomeno, una preoccupazione molto pesante si sta addensando sulle spalle degli ambulanti, ma anche che finora non hanno trovato, come loro stessi sottolineano, “adeguata attenzione da parte di chi avrebbe dovuto averne”.

Ma non sono le polemiche, ciò che interessa queste persone, la maggior parte capifamiglia, con famiglie, figli, un futuro da mandare avanti. Ciò che interessa loro è trovare una soluzione per un problema che rischia, come dicono loro stessi, “di farci scomparire”. E dal momento che il vuoto non esiste in natura, “verremo rimpiazzati dalle catene delle multinazionali, contro cui noi piccoli non possiamo niente”.

Insomma, qual è il problema sollevato da questa direttiva? “Il primo passo dettato dalla legge – spiega Giuseppe Iacono, uno degli otto fondatori dell’associazione – consiste nel rimettere tutte le licenze a bando. In Italia, per tutelare i possessori, si è tenuta nel 2012 una conferenza Stato-Regioni in cui si stabilisce che per “l’anzianità di posteggio” possono essere riconosciuti fino al 40% (o 40 punti) di punteggio rispetto a chi partecipa ex novo. La questione è legata a quel “fino”: “fino” non significa infatti che i Comuni siano tenuti ad assegnare tutti i 40 punti (o il 40% di punteggio) riconoscendo l’anzianità, ma che da 40% in giù possono assegnare ciò che vogliono. In altre parole hanno le mani “slegate” conoscendo solo un limite verso l’alto. Tant’è vero che lo stesso sindaco Nardella, anche se ora sembrerebbe averci ripensato, annunciò che a Firenze sarebbe stato assegnato per l’anzianità di posteggio il 10% (o 10 punti). Di fatto, significa tagliare le “rendite di posizione” agli affittuari. Sulla questione affitti, il sindaco Nardella ha anche dichiarato pubblicamente che dopo i bandi non si potrà più affittare i posti andando contro all’accordo preso in conferenza stato/regioni”.

Ma qualche problema si solleva. Infatti, come spiega Iacono, “i contratti con cui sono stati stipulati quegli acquisti di licenza sono regolari”, regolarmente pagati e sottoscritti dal notaio. Dunque, potrebbe, per l’associazione, palesarsi un profilo di incostituzionalità almeno della legge di recepimento della direttiva Bolkestein. Non solo, secondo quanto spiega Iacono, questa “elasticità” discrezionale dei Comuni “contrasta anche con quanto sottoscritto dall’accordo Stato-Regioni”.

Non è finita qui. Un altro punto di forte criticità, spiega Iacono, è nel tempo di durata della licenza. Ammesso e non concesso infatti che si riesca, per un ambulante che sia già anche possessore, a raggiungere tutti i 40 punti/40% di punteggio che rappresentano “l’intero” di quanto è possibile ricevere per “anzianità”, la durata della validità della licenza si colloca fra i sette e i dodici anni. Poi, si torna al bando alla pari. “Per fare un esempio – spiega Iacono – ho 46 anni e mi è arrivata la famosa “cartolina arancione” dell’Inps. Ebbene, secondo quanto calcolato alle attuali condizioni, dovrei andare in pensione nel 2039 con 1039 euro lordi. Se fra 12 anni mi viene tolta la licenza, non potrò più pagare i contributi Inps. Infatti, sarei costretto a interrompere a metà percorso contributivo i miei versamenti, giungendo così alla metà circa di quanto avrei dovuto raggiungere. Così, mi ritroverei con una pensione di 500 euro circa, lordi, che facendo un calcolo potrebbero valere ancora meno fra 12 anni, senza contare che quello che per molti è il nostro “Tfr” vale a dire il valore della licenza, è completamente perduto, grazie alla meccanismo della Bolkestein. In altre parole, sono un candidato sicuro al “sottoponte””. Vale a dire, a un posticino sotto qualche ponte di Firenze.

Dunque, gli obiettivi e gli scopi degli ambulanti sono presto detti: uscire dalla Bolkestein, “anche in considerazione del fatto che molti paesi europei l’hanno rigettata, ad eccezione della Spagna, che però ha elevato la durata delle licenze a 75 anni”.

Intanto, l’Associazione ha nel suo immediato futuro alcuni appuntamenti importanti. Il primo, il 9 giugno, aderirà, con altre associazioni consimili che sono nate un po’ in tutta Italia, a una manifestazione contro la Bolkenstein con luogo di ritrovo a Fondi (Latina) che porterà i manifestanti a muoversi verso la Capitale percorrendo l’autostrada. Il 13 giugno, Assidea (che ha ambito toscano) incontrerà il dirigente regionale Stefano Romagnoli. Infine, verso fine, giugno, manifestazione a Firenze.

 

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