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In piazza Santo Spirito lacrime e tante fiaccole accese per Riccardo Magherini Cronaca

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Firenze – Piazza Santo Spirito oggi pomeriggio si è riempita di ricordi e di fiaccole. Perché Riccardo Magherini, a un anno dalla sua morte, non è stato dimenticato. Anzi, il sostegno è arrivato anche da chi non lo conosceva. Sulla facciata della chiesa si proiettano le fotografie di una vita, con gli amici, con il figlio, con i parenti; Riccardo sorrideva sempre, dicono tutti. Non faceva distinzioni tra le persone, non aveva pregiudizi. Chi lo ha amato continua a farlo adesso: in tanti, forse duecento persone, si avviano verso la chiesa per la commemorazione. Sul petto hanno appuntata la spilla “I love Riky”. Durante la messa, fuori comincia a farsi buio. Si accendono le fiaccole. Si appendono gli ultimi striscioni, si ricopre il muro adiacente alla chiesa con cartelli che riportano le parole usate da Riccardo nei suoi ultimi istanti di vita: “Aiuto; sto morendo; ho un figlio; salvatemi”. Parole inascoltate o sottovalutate, quella sera di un anno fa in San Frediano, ma che di sicuro hanno un peso, almeno oggi, almeno in quella piazza.
La prima udienza del processo sarà il prossimo 11 giugno, e tutti verranno ascoltati (nella foto il padre di Riccardo Magherini insieme ad Ilaria Cucchi, per la messa e la fiaccolata in ricordo di Riccardo Magherini)

Al dolore per la perdita di un figlio, di un marito e di un amico, si somma quello che, come dicono in tanti, appare l’abbandono compiuto dal sistema Paese, per una morte avvenuta mentre si stava svolgendo l’intervento di chi dovrebbe proteggere i cittadini in difficoltà. Quello di Riccardo, così come quello di Stefano Cucchi, di Federico Aldrovandi, di Giuseppe Uva e di molti altri, “sono attentati contro il sistema democratico, contro lo stato di diritto”, interviene il senatore Manconi dalle scalinate di Santo Spirito, rivolto ai manifestanti. Racconta che due settimane prima la morte di Riccardo, ci fu una circolare diffusa in tutte le caserme che invitava a evitare l’arresto per strada, in quanto modalità pericolosa e potenzialmente letale.

La videointervista di Toscana Media Channel al padre e al fratello di Riccardo Magherini


Il padre di Riccardo dopo un anno ha elaborato il suo dolore e adesso ha la forza di combattere, grazie anche al sostegno di tutti: “Oggi siamo forti, abbiamo bisogno di giustizia. Più tempo passa e più le persone capiscono che cosa ha subito mio figlio. Tutti potevano essere al suo posto”.

Alla fiaccolata, tra gli altri, sono intervenuti Fabio Anselmo, avvocato specializzato nella difesa di abusi in divisa, e Ilaria Cucchi. “Rendere giustizia non ci restituirà i nostri morti, ma ci aiuterà ad andare avanti”, ha detto Cucchi con voce tremante.

Succede anche, lo raccontano alcuni ragazzi, che in qualche scuola fiorentina i presidi si siano opposti all’invito esteso dagli studenti ad Andrea Magherini, il fratello di Riccardo, per sentire la sua testimonianza, addirittura “cacciandolo”. Anche di queste cose si deve parlare, dice un’altra ragazza tra la folla, perché l’informazione è il primo strumento di ricerca della verità.

Sono uniti, “gli amici del Maghero”. In molti piangono. E aspettano giustizia.

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