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Maggio, la rivoluzione di Nardella in tre anni Cronaca

teatro maggio nuovo

Firenze – Nardella torna a parlare di Maggio Musicale Fiorentino e lo fa dando i numeri del piano triennale di risanamento. Una seduta impegnativa, quella che oggi ha visto il Consiglio Comunale dedicare oltre due ore all’eterna via crucis del Teatro Nostrum e che non ha mancato di sollevare il consueto botta e risposta d’ordinanza. Troppi i dubbi delle opposizioni sul futuro roseo dell’ente, per il quale, assicura il sindaco (che della Fondazione Teatro del Maggio è presidente), si è agli albori di un nuovo corso, quello giusto per il rilancio.

In arrivo soldi e stabilizzazione dei posti di lavoro, ma anche un nuovo criterio gestionale che vedrà Firenze Fiera sedere in sidecar a fianco della Fondazione stessa. Tre i punti salienti del piano redatto dal commissario (di renziana nomina) Francesco Bianchi sulla base della legge 112/2013 di conversione del decreto “Salva teatri”. Il primo riguarda le finanze. Stralciato dell’80% il debito bancario pregresso grazie alla rinegoziazione con tutti gli istituti bancari, il dovuto è passato dai 15 milioni di inizio 2013 a poco più di 3, mentre è in arrivo un’iniezione di 27 milioni e 800mila euro, che grazie alla registrazione del nuovo piano alla Corte dei Conti, verranno erogati già a partire dai prossimi giorni grazie alla firma della convenzione con le banche. “Il fondo rotativo, a valenza triennale – ha dichiarato Nardella – consentirà alla dirigenza del Maggio di applicare il piano di rilancio”.

L’impegno del Comune, poi, passa dai 3,1 milioni annuali a 4. “È la voce di uscita più rilevante di tutto il capitolo della spesa culturale dell’amministrazione. Non toglieremo un solo euro da questi 4 milioni, a costo di fare scelte difficili, di cui ci assumeremo l’onere”. Non con il solo finanziamento pubblico, però, si ha in ponte di risanare il Maggio. Porte aperte alle sponsorizzazioni private, che si prevede riverseranno 3,5 milioni di euro da qui al 2016. Intanto, però, il pareggio di bilancio. Fatti due conti e molte previsioni, questo l’assetto dei prossimi due anni riportato da Nardella: “I capisaldi saranno gli interventi sulla produzione e sui ricavi, sul costo del personale e sulla ottimizzazione dei sìcosti esterni e di produzione”. Più che rosee le aspettative, che si attestano su un aumento dei ricavi, tra il 2013 e il 2016, di 4,6 milioni, a fronte di un aumento delle produzioni del 43% e delle rappresentazioni del 61%, oltre che di quello degli abbonamenti, che dovranno portare nelle casse del Maggio circa 4 milioni di euro (ad oggi sono 3,3). Pieno regime sul palco, dunque, e risparmio su costi di allestimento, facchinaggio e trasporto, anche puntando a coproduzioni con altre fondazioni lirico-sinfoniche.

Il sindaco ha poi riferito la promessa del ministro Franceschini circa un nuovo contratto integrativo aziendale, in base al quale la nuova pianta organica passerà a 310 unità, con il trasferimento dei 52 esuberi alla società Ales, “nessuno escluso”, a partire dal 1° gennaio 2015. “L’impegno – ha spiegato Nardella – è a mantenere i lavoratori a Firenze e a prevedere per loro una collocazione nell’alveo della cultura”. Infine, la Fondazione diventerà residente del Teatro dell’Opera grazie alla concessione d’uso accordata dal Comune. Entro la fine dell’anno è previsto il trasferimento definitivo alle Cascine e l’avvio dell’operatività completa, passaggio che non solo segna il passo verso l’obiettivo dell’abbattimento dei canoni in locazione del Comune, ma che torna anche utile ai nuovi assetti gestionali previsti dal piano (e dal sindaco). “Possiamo beneficiare di parte dei fondi del CIP (comitato interministeriale per la programmazione economica) per completare il piano di realizzazione di tutto il polo della musica e dell’auditorium sinfonico, che conta 1900 posti ulteriori”. Scopo, l’ottimizzazione di tutte le strutture fieristiche e congressuali della città, a cui il polo si presterà una tantum nell’ospitare grandi eventi, che poco avranno a che fare con musica e balletto. “Il nuovo Teatro dell’Opera a regime con l’auditorium, la Fortezza da Basso e il Palazzo dei Congressi diventeranno un unico asse fieristico”.

Da qui, anche una rivoluzione nella gestione che, stando a quanto comunicato dal sindaco, prenderà corpo nei prossimi giorni nella firma, tra il Maggio e il Comune, che disciplinerà la gestione del teatro. “Si passerà alla Fondazione la concessione di un diritto di uso dell’Opera per un valore di 40 milioni di euro, a fronte di una calendarizzazione dei giorni che serviranno al Teatro per le sue rappresentazioni e al Comune per la gestione degli eventi da ospitarvi. In questo modo l’amministrazione comunale si farà carico si fa del Teatro al netto dell’uso che ne farà la Fondazione. Il piano permetterà di individuare un soggetto gestore, che potrebbe essere Firenze Fiera”.

Critiche dai banchi delle minoranze. “Ancora devono essere fatti tanti lavori prima che il Teatro sia finito – ha replicato al sindaco Cristina Scaletti – e se tanto mi dà tanto i costi nondiminuiranno, anzi, raddoppieranno o oltre. Questi 28 milioni in arrivo serviranno appena a sanare i debiti attuali”. I 3,5 milioni di sponsorizzazioni? “La vedo dura. Nel bilancio 2013 siamo arrivati a 252mila euro – chiosa Tommaso Grassi – eppure c’era già un ufficio di found raising”. È tuttavia sulla convenzione tra Comune e Maggio che si levano le contestazioni più alte. “Come potrà questa società di gestione conciliare da una parte l’assetto culturale e dall’altra quello meramente improntato ad attività turistico-economiche?”. Non si sa, sarà una prima volta, ma il sindaco dice che funzionerà. “I tempi duri, per il Maggio, sono finiti”.

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