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Migranti, il sindaco di Roccastrada: “Integrazione reale, senza subire scelte di altri” Breaking news, Cronaca

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Roccastrada –  La volontà è  quella di potere gestire in prima persona i migranti che giungono sul territorio, senza subire decisioni prese da altri. Lo dichiara il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, che spiega: “Vogliamo poter gestire attivamente i migranti che arrivano sul nostro territorio, senza subire scelte compiute da altri soggetti e favorendo una loro reale integrazione, anche a tutela della coesione sociale della nostra comunità”. Il primo cittadino conferma così  la volontà di aderire allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che conta sul contributo del Ministero dell’Interno, dopo l’approvazione, nei giorni scorsi, del protocollo fra Prefettura di Grosseto, Coeso e Società della salute dell’area socio-sanitaria grossetana.

 L’amministrazione del Comune  ha deciso di utilizzare il  sistema Sprar, ovvero  un’integrazione vera e limitata nei numeri. “Un’integrazione concreta che non alteri la coesione sociale delle nostre comunità – aggiunge Limatola – non può e non deve prevedere solo ‘vitto e alloggio’, ma anche promuovere un’accoglienza integrata, con percorsi individuali di inserimento sociale, attraverso corsi di lingua e di orientamento civico con mediatori linguistico-culturali e assistenti sociali, e progetti di pubblica utilità che impieghino i migranti sui territori che li ospitano, evitando la loro inattività e facendo acquisire loro una propria autonomia, con una conseguente maggiore integrazione. Questo è quello che prevede lo Sprar, insieme alla definizione di un tetto massimo di migranti su ogni territorio, pari a 2,5 migranti ogni mille abitanti e senza ulteriori Cas, i Centri di accoglienza straordinaria che finora hanno accolto i migranti rispondendo ai bandi delle Prefetture per far fronte all’ondata migratoria. Questo sistema, come accaduto in alcune parti d’Italia, rischia di arricchire soggetti privati con risorse pubbliche stanziate dal governo, i 34 euro per ogni migrante che appartengono a tutti i cittadini e devono essere spesi bene”.

 Il vero snodo di questa modalità di accogliienza, ribadisce il sindaco, è quello che consente ai Comuni “di esercitare un controllo reale sulla gestione dei migranti che arrivano sui loro territori, accogliendone un gruppo limitato e puntando sulla loro concreta integrazione, combattendo, al tempo stesso, pregiudizi e facili strumentalizzazioni. Il Comune di Roccastrada è pronto a cogliere queste opportunità proposte dallo Sprar, che prevede dei requisiti da rispettare in termini di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza delle strutture di accoglienza individuate, e offre, al tempo stesso, maggiori garanzie ai territori e alle loro comunità”.

francesco limetolaLo Sprar è il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestito dalla rete degli enti locali con il contributo del Ministero dell’Interno attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo ed è nato nel 2002 come sviluppo del protocollo sulle misure di accoglienza avviate nel 2001 dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), primo sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. Questo sistema prevede progetti di accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, promossi con il sostegno del terzo settore e che vanno oltre la garanzia di vitto e alloggio, con attività di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento attraverso percorsi individuali di inserimento socio-economico. Questo favorisce un’integrazione più reale e concreta dei migranti, aiutandoli a costruirsi una vita propria, e garantisce un controllo maggiore da parte dell’ente locale.

 

Foto:  copertina, Roccastrada; interno, il sindaco Francesco Limatola

 

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