Minori con disabilità, appalti di nuovo al ribasso, denuncia degli educatori | StampToscana
energee3
logo stamptoscana
thedotcompany

Minori con disabilità, appalti di nuovo al ribasso, denuncia degli educatori Cronaca

educatori usa e getta

Firenze – La denuncia era partita già un mese fa, ma era “solo” una preoccupazione. Dall’8 giugno, invece, giornata in cui sono stati assegnati gli appalti alle cooperative dei servizi ai minori con disabilità, le preoccupazioni denunciate dai 400 educatori che si occupano del servizio nelle scuole di Firenze, sembrano essere diventate realtà. A lanciare l’allarme è l’Usb: “Al di là di dichiarazioni politiche e comunicati c’è un dato incontrovertibile: gli appalti sono stati assegnati ieri con un ribasso del 3,5%”.

Già, perché l’impegno a non abbassare la base d ‘asta era stato preso dalla stessa vicesindaca Giachi. Invece, al di là delle dichiarazioni, dice l’Usb comunale, “dobbiamo purtroppo constatare e denunciare che proprio l’attuale amministrazione comunale sta utilizzando formule e logiche di appalto che costringono le cooperative a fare ribassi selvaggi”. Insomma pare davvero che le preoccupazioni dei circa 400 educatori che assistono i minori con disabilità nelle scuole di Firenze, dal nido alle superiori, svolgendo servizi di pre e postscuola e accompagnamento sugli scuolabus oltre all’assistenza domiciliare (su questi temi ricordiamo lo sciopero del 13 maggio scorso), si siano rivelate perlomeno fondate.

Ma c’è anche un’altra conseguenza, come fa notare l’Usb. Infatti, se la percentuale di ribasso attualmente andata in onda si moltiplicasse per ogni scadenza di appalto, in pochi anni si arriverebbe a una situazione insostenibile, per il lavoro e per i servizi. E dunque per gli utenti.

Andando nel concreto, l’attività dell’assistenza ai minori con disabilità è un servizio ad “alta densità di manodopera”, come spiegano gli operatori. In pratica l’oggetto dell’appalto è solo ed esclusivamente lavoro umano. “Ogni ribasso si ripercuote perciò solo sugli educatori e di conseguenza sulla qualità del servizio – spiega il sindacato di base – nelle gare d’appalto i diritti dei lavoratori, le condizioni in cui prestano la loro opera, non sono prese in considerazione ma anzi, sono alla mercé della gara d’appalto. Questa logica produce cattivo lavoro e una precarietà perenne”.

Come porre rimedio a questa situazione? Gli educatori hanno le idee chiare da un pezzo, come spiega Stefano Cecchi dell’Usb: “Il meccanismo per evitare queste storture sarebbe semplice: mettere al centro dell’aggiudicazione dell’appalto le condizioni lavorative e salariali dei lavoratori. In altre parole, invece di riesumare di fatto il principio del massimo ribasso, chiediamo che il punto premiante sia l’attenzione al lavoro, in particolare in un settore, come quello in oggetto, in cui si tratta esclusivamente di lavoro umano. Del resto, non è possibile che i lavoratori perdano, da appalto in appalto, allo stesso momento salario e diritti”. Un principio generale, che deve essere applicato, secondo  l’Usb, “in tutti gli appalti, dalle mense al verde pubblico, le biblioteche, i musei, le pulizie, l’assistenza agli anziani, ecc”. Insomma, ribadisce ancora Cecchi, “le condizioni lavorative e salariali devono diventare un punto premiante per l’assegnazione del servizio, anziché essere l’oggetto del ribasso su cui si gioca l’aggiudicazione dell’appalto”.

“Da una parte il Comune dice che ci sono più soldi per il servizio – aggiunge Matteo Conti, educatore, Usb –   ma d’altro canto, essendo un’asta di fatto al ribasso, c’è comunque una diminuzione della base d’asta di oltre tre punti e mezzo. Quindi, non si tratta di un taglio sul servizio, ma di una diminuzione che si abbatte sul costo del lavoro. I dipendenti hanno un contratto che, come già spiegato, presenta una serie di criticità, fra cui la sospensione dei tre mesi estivi per quanto riguarda un salario già basso, oltre a un diffuso carattere di precarietà. Dunque, se non si migliorano le condizioni lavorative e salariali è inevitabile che le conseguenze le avvertano, in primis i lavoratori, ma poi anche gli utenti”.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento


Translate »