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Osmannoro, la scintilla scocca nel capannone, poi l’inferno Cronaca

sommossa osmannoro

Firenze – Oggi, a bocce ferme, ma con la tensione ancora alle stelle, comincia a prendere corpo anche la possibilità che qualcosa sia andato storto, nel corso del controllo di ieri all’Osmannoro, anche con riguardo al delicatissimo equilibrio di quella zona-confine fra i comuni di Sesto Fiorentino e Firenze. Una zona che vede la massiccia presenza della comunità cinese, che tuttavia non si era mai configurata nelle vesti di una sorta di “muro di sbarramento” all’espletamento di controlli più o meno di routine. O che tali dovrebbero essere. In ogni caso, la deflagrazione di ieri notte non può essere altro che l’esplodere di una molla compressa di malessere sociale che è cresciuto in silenzio, senza che apparentemente ci fosse la misura esatta del suo crescere. Non solo. Le conseguenze della notte scorsa potrebbero essere ancora più gravi se, come si comincia a ventilare, le associazioni cinesi avessero davvero intenzione di aprire una sorta di azione collettiva contro le forze dell’ordine. Intanto, la mattinata si apre con il processo per direttissima al Tribunale di Firenze, in cui saranno presenti in veste di imputati di resistenza a pubblico ufficiale, due cittadini cinesi, il titolare dell’azienda che si sarebbe opposto ai controlli e un connazionale. L’avvocato che li difende è l’avvocato pratese Tiziano Veltri, molto conosciuto nelle due comunità, fiorentina e pratese. E secondo l’avvocato, “ci sono molti punti da chiarire”.

Per tentare di capire meglio cosa abbia scatenato una sorta di “rivolta” che ha coinvolto, secondo gli ultimi dati, almeno un migliaio di cittadini, abbiamo raggiunto il consigliere comunale di Campi, capogruppo di Sinistra Italiana, Angelo Hu, che ieri era presente sul posto. “Premetto che questo è quanto ho ricostruito personalmente – dice – da quello che ho capito, ieri dopo un controllo in un capannone dove non sono state riscontrate gravi irregolarità (ho personalmente parlato con degli addetti dell’ASL), è partita una colluttazione tra il titolare di uno degli esercizi e le forze dell’ordine”. L’uomo sembra fosse già irritato per un controllo precedente. Come dice Hu: “Si tratta di controlli ormai di routine, con una procedura precisa”. Di fatto, la colluttazione avrebbe lasciato l’uomo “messo KO, in mezzo al piazzale”. E tutto farebbe pensare che, fra i “punti da chiarire” di cui ha parlato l’avvocato Veltri, almeno uno riguarda proprio le modalità del controllo all’interno del capannone.“Successivamente la rabbia è montata ancora di più quando le persone hanno visto che con l’arrivo dei mezzi di pronto soccorso, si desse la precedenza agli agenti, mentre l’uomo continuava a giacere per terra – continua Hu – da quel momento in poi la situazione è precipitata e molte persone si sono riunite di fronte al prefabbricato”. Il resto è purtroppo storia.

Cercando di collocare i vari tasselli del puzzle, sembra che sia stato ferito anche il padre del titolare dell’azienda, che si trovava col nipotino di 10 mesi, che sarebbe caduto a terra nella fase del controllo facendosi male. Secondo la versione delle forze dell’ordine, il bimbo sarebbe stato utilizzato “come scudo”. A cercare di capire l’esatta dinamica dei fatti, è al lavoro la Digos.

Dal sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, che si è recato sul posto col vicesindaco Damiano Sforzi, arriva una nota: “Questi fatti ci impongono il miglioramento dei rapporti futuri tra istituzioni, forze dell’ordine e comunità cinese, tenendo insieme il rispetto delle regole, sul quale non possiamo fare un passo indietro, senza tollerare l’illegalità da parte di nessuno, monitorando le condizioni sanitarie e il rispetto dei lavoratori, ma anche puntando su un continuo dialogo, perché situazioni come quelle a cui abbiamo assistito non accadano più. Ho già un appuntamento con il Prefetto al quale chiederemo di coordinare al meglio gli interventi tra i diversi soggetti, così da permettere a chiunque di svolgere il proprio lavoro nel miglior modo possibile in sicurezza. Oltre a questo chiederemo al più presto un incontro al Console cinese per affrontare la questione e capire come ripartire dal rispetto delle regole e degli altri”.

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