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Puzza di urina nella scuola, lavori risolutivi nel 2019 Breaking news, Cronaca

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Firenze – Istituto comprensivo Gandhi, una scuola che racchiude tre diverse “età” della vita: dalla scuola d’infanzia “Capuana” alla primaria “Duca D’Aosta” fino alla secondaria di I grado “Paolo Uccello”. Una scuola di frontiera, vivace, assediata, ma anche un luogo importante, pieno di progetti e iniziative, dove si dà ai ragazzi una prima, importante visione delle chances che la vita può dare.

“Mamma, la scuola puzza di pipì”. Non è un mistero, anche i genitori lo sentono, quell’odore acre che da qualche anno, con intensificazione recente, proviene dai bagni della scuola. Un olezzo pesante, che, nonostante gli sforzi degli addetti, non sembra placarsi, se non per qualche ora, per poi tornare a pesare sulle strutture scolastiche. Un odore di urina che entra nelle classi, staziona nei corridoi, avvolge le parole delle insegnanti e le strutture dell’edificio.

Ci si precipita a pulire, è vero. Convocata anche la cooperativa delle pulizie, che fa presente che poco importa, il pulire in continuazione, anche con prodotti sempre più specifici e igienizzanti: il maledetto odore sembra scomparire, ma ecco che torna e si rinsedia vittorioso e avvolgente. Niente da fare, dunque, la dirigenza scolastica chiama i tecnici del Comune.

Finalmente, si individua la ragione: i lavori ai bagni scolastici, svolti qualche anno fa, non furono portati avanti in modo corretto. Infatti, qualcosa sembra essere andato storto per quanto riguarda il deflusso delle urine attraverso i condotti. “Cosa esattamente non abbiamo capito – dicono alcuni genitori – ma sta di fatto che bisognerebbe reintervenire sulle condutture per ripristinare un corretto deflusso”.

Bene, il problema è stato individuato, e ora non resta che risolverlo. Sì, ma nell’estate 2019. Perché? Problemi di soldi, il Comune sarà pronto a intervenire solo fra un’estate ancora. E intanto? “E’ previsto un intervento nell’estate prossima (2018) con una siliconatura dei vasi”. Che non toglie l’odore, ma permette, impermeabilizzando meglio le strutture sanitarie, una pulizia più accurata. Insomma intanto si cerca di “domare” l’odore, aspettando i lavori veri e propri.

Ma il vero problema di quella puzza di urina che staziona nelle aule, non è “solo” l’odore in se’. “Mamma, la scuola puzza di pipì”. Scuola e pipì, un insieme deflagrante. Specialmente per chi, come spiega chi vive la scuola, si trova in situazioni disagevoli a casa, come spesso capita in una scuola “di frontiera”. Situazioni da cui il momento scolastico dovrebbe rappresentare un passaggio di cesura, non di continuità, in cui “mettere piede nella scuola dovrebbe significare anche vedere una prospettiva diversa, una promessa, una chance di cambiamento”. Ma quella puzza è un segnale pesante, un’ipoteca su un’aspettativa avviata con mille progetti e prospettive, ma che rischia di rimanere ancorata a una realtà senza cambiamento. Una realtà che ha l’odore, pungente, di pipì.

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