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Sprechi della politica: battaglia in Regione Cronaca

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Ha raccolto grande adesione la mobilitazione dei dipendenti regionali contro le misure adottate dal Governo nei confronti dei dipendenti pubblici. Ma quello che più brucia è l’atteggiamento della Regione Toscana che – come scrive la RSU in un comunicato – “non fa niente per smarcarsi da questa posizione” e “negli ultimi anni si è distinta per l’indifferenza, se non addirittura per l’ostilità con la quale si è relazionata col proprio personale”.
A fronte, sprechi, malfunzionamento, esternalizzazioni su cui si dovrebbe intervenire per ridurre davvero i costi della politica: le retribuzioni delle funzioni apicali, il parcheggio dei consiglieri regionali che costa 417.000 euro l’anno di affitto, alcune collaborazioni come quella con il Mes S. Anna di Pisa che, nel solo 2012, è costata 1.250.000 euro presi dal Fondo sanitario. E ancora, l’OIV (Organismo indipendente di valutazione) imposto dal decreto Brunetta che però imporrebbe di averne uno solo per ogni regione mentre in Toscana se ne ha uno per la Giunta e un altro per il Consiglio.
Veniamo da cinque assemblee a cui hanno partecipato novecento persone su duemilacinquecento – ci ha detto Stefano Bianchini coordinatore RSU – perché c’è unità sindacale di tutti i lavoratori”.
La crisi la sentiamo anche noi – ha continuato Bianchini – i contratti sono fermi dal 2010 e lo saranno fino al 2014, perdendo secco all’anno 6.500 euro a persona, quando lo stipendio medio è di 1500 euro il mese”.
Il rimedio proposto per superare la crisi del debito che ha indotto il Governo ad adottare misure importanti, è la collaborazione. I dipendenti della Regione vorrebbero aprire un dialogo per riorganizzare l’Ente “ed essere attivi, vista l’alta scolarizzazione dei dipendenti. Si abbasserebbero i costi usando le professionalità interne”.
Contrariamente a quello che si profila a livello nazionale, dove nel primo semestre del 2013 ci sarà una riduzione di seimila posti di lavoro, assorbiti tramite prepensionamenti, part-time e trasferimenti volontari, in Regione non c’è rischio di licenziamenti ma di esaurimento del personale per il blocco dei concorsi pubblici.

Giovanna Focardi Nicita

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