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Vendita immobili comunali, avanti tutta anche con una sospensiva del Tar Breaking news, Cronaca

1via dei pepi

Firenze – Salta alle conclusioni prima ancora del Tribunale amministrativo cui spetta il compito di decidere e che, sia pure per cautela, ha comunque già deciso la sospensiva sulla vendita di un immobile di via dei Pepi, a Firenze, la delibera presentata ieri dall’assessore Federico Gianassi  in conferenza dei capigruppo, dichiarando nero su bianco che i motivi del ricorso “risultano privi di fondamento”. Un ricorso che pone all’attenzione del Tribunale amministrativo regionale il problema della natura giuridica degli immobili in questione, dichiarati “non Erp” dagli uffici comunali, ritenuti tali dal ricorrente. Sentenza importante, poiché dalla natura giuridica del bene discendono molte conseguenze sulle modalità di vendita, ad esempio, ma anche di investimento del ricavato, che andrebbe a rafforzare, se emergesse la natura popolare degli alloggi, proprio il capitolo dell’edilizia pubblica popolare. Nonostante questo, che sarà compito della Corte decidere, la sospensiva del Tar non ferma l’operazione vendita di immobili comunali al fondo legato al ministero dell’Economia, Invimit.

Esclusi per ora i 14 immobili di via dei Pepi, per cui è giocoforza attendere l’esito della sentenza in quanto potrebbe coinvolgere l’intero insieme delle case alle spalle di Santa Croce, l’operazione ha messo le ali. Tant’è vero che la delibera per procedere all’operazione, presentata ieri in conferenza dei capigruppo dall’assessore, verrà messa sul tavolo del consiglio comunale prima che finisca l’anno, forse già il 27 dicembre.

Attendendo dunque l’esito del ricorso al Tar, si registra che, nonostante audizioni e documenti, nulla sembra mutare nel disegno originario previsto dall’amministrazione: nel testo della delibera si parla infatti ancora dei 61 immobili iniziali. Scavalcando a piè pari difficoltà e obiezioni, che investono, al di là della natura giuridica degli immobili del “quadrilatero”, anche il gruppo di abitazioni di via Beata Umiliana dei Cerchi: tre palazzine, precisa una nota dei consiglieri comunali Grassi, Trombi e Verdi (Frs) per cui il Comune ha inserito in bilancio un valore  di soltanto 900 mila euro, rispetto agli oltre 2,5 milioni che era il prezzo autorizzato dalla Regione Toscana nel 2005. Senza scordare le abitazioni del Romito, per le quali, essendo ex-Ipab, potrebbe scattare anche un vincolo d’investimento sul ricavato, vale a dire che i soldi della vendita andrebbero reinvestiti a fini sociali.

Un altro rilievo critico, già avanzato ma non per questo tenuto in considerazione dall’amministrazione è la “convenienza dell’operazione” o meglio le sue modalità. Un esperimento piuttosto singolare, che vedrebbe il pagamento del 30% del valore complessivo al momento della vendita, mentre il pagamento del 70% del valore avverrebbe con la trasformazione in quote del fondo immobiliare. “Ne avevamo viste tante – commenta il capogruppo di  Firenze riparte a Sinistra – ma un Comune che vende il proprio patrimonio e scommette per guadagnarci sul patrimonio di un fondo di investimento speculativo è davvero il colmo”.

 

 

 

 

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